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Scritto Giovedì 26 ottobre 2017 alle 14:48

Merate: vergogna e narcisismo della società nel disagio adolescenziale, ne parla Lancini


Adolescenti non si nasce, si diventa. Perciò quello che condiziona questo sviluppo, ciò che sta attorno alle persone sin dai loro primi mesi di vita, è così talmente pregnante che ai genitori tocca prestare molta attenzione. Questo non significa necessariamente ritornare alla famiglia patriarcale di una volta, dove il senso della colpa negli adolescenti era dilagante, ma piuttosto riacquisire una certa autorevolezza, evitare le contraddizioni, ponderare i ''no'' e ascoltare, molto prima che consolare, i futuri adulti.

Patrizia Riva, presidente dell’associazione ‘’Dietro la lavagna’’, con il dottore Matteo Lancini


Questo, centinaia di genitori meratesi sembrano averlo avvertito così tanto che nella serata di mercoledì 25 ottobre hanno letteralmente riempito l'auditorium ''Borsellino'' di Liceo Agnesi e Istituto Viganò, in via dei Lodovichi, dove si è svolto il secondo incontro della rassegna ''SOS Adolescenti'' promossa dall'associazione di Merate ''Dietro la lavagna''. Il relatore è stato il dottor Matteo Lancini, psicologo, psicoterapeuta, presidente dell'associazione Minotauro e dell'AGIPPsA, docente universitario e autore di diversi testi dedicati al mondo adolescenziale tra cui l'ultimo, ''Abbiamo bisogno di genitori autorevoli'', che già dal titolo spiega in maniera efficace quale sia, a grandi linee, il suo consiglio a mamme e papà. Lancini, in auditorium, si è dedicato agli aspetti più pratici dei disagi giovanili, concentrandosi molto sul ruolo genitoriale cercando, talvolta anche con fare ironico, di evidenziare quali atteggiamenti gli adulti dovrebbero evitare. Innanzitutto si dovrebbe avere ben presente, come ha spiegato il dr. Lancini, quali sono i ruoli e chi ha davvero contribuito al cambiamento della nostra società, che poi è anche il cambiamento degli adolescenti.


Partendo dal principio, il dottor Lancini ha parlato delle mamme come la prima relazione virtuale di queste vite. ''La prima relazione virtuale è proprio quella con la mamma, sarà difficile spiegare loro che era una visione sbagliata, il primo giorno delle superiori - ha commentato Lancini - Le insegnanti dell'asilo, gli istruttori di sport, i papà e i nonni sono tutti al servizio della madre virtuale. Se un nonno un giorno decide di portare il bambino a prendere lo zucchero filato anziché mandarlo a scuola di musica, il giorno dopo è licenziato''. Per cui, secondo lo psicologo non dovremmo sorprenderci tanto della troppa confidenzialità tecnologica che distingue gli adolescenti odierni. ''Arriva il giorno in cui diciamo ai nostri figli, ormai cresciuti, che era tutto uno scherzo - ha proseguito il dottore - Quando erano dei bambini, però, dicevamo loro di non stare mai da soli, di farsi degli amici, che dovevano essere sempre espressivi e creativi. Ci sono situazioni precocissime, oggi, e diamo una tale importanza al valore dell'amicizia quando sono piccoli. Quando arriva il primo giorno alle superiori, invece, pretendiamo che stiano più da soli, che studino in silenzio e che spengano quei maledetti cellulari''.

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Contraddizioni che solitamente scuotono troppo lo status degli adolescenti, già alle prese con il primo vero cambiamento del loro essere. ''L'età del primo vero sé'', l'ha definita il dottor Lancini, passato a confrontare l'adolescenza di tanti anni fa rispetto a quella odierna per obiettare, in qualche modo, il tentativo di tanti genitori di rieducare i propri figli quando ormai sono cresciuti in un certo modo. ''Che piaccia o non piaccia, il tentativo di rieducare non sta funzionando - ha spiegato - Vi vorrei dare notizie migliori ma non posso. I ragazzi si sentono davvero soli e delusi da questo tentativo, ed è così che incominciano a non contestare ma affidarsi al potere orientativo di queste nuove agenzie. Youtube, gli influencer della rete, della sottocultura massmediatica e del marketing, che ormai tutti sapere non va più a puntare alla casalinga di Voghera ma ai giovanissimi. Non funziona ritornare ad un modello educativo che noi stessi prima abbiamo abolito. Un tempo era diverso. La società era molto più sessofobica e il conflitto provato dagli adolescenti era il cosiddetto conflitto edipico, quello del 'devo esprimere il mio desiderio, la mia sessualità', e nel farlo dovevi sentirti colpevole. Un conflitto di colpevolezza tra un super io molto esigente e un io. Oggi l'adolescente ha una problematica diversa, perché è cresciuto in conflitto tra aspettative molto elevate, un ideale dell'io sicuro che presto arriverà il successo, che però rischia di crollare con l'adolescenza. Oggi al centro del conflitto è la vergogna e non la colpa, e le problematiche sono narcisistiche e non edipiche''.


Ancora una volta, dunque, il dottor Lancini ha dimostrato di quanto le tendenze della nostra società siano quelle che più influenzano i giovani. Anche attraverso questo nuovo modo di soffrire l'adolescenza, cioè legato al narcisismo, al raggiungimento di un successo e una popolarità indotta dalla società odierna, si sviluppano disagi come il ritiro sociale, che secondo il dottor Lancini è l'equivalente maschile dei problemi alimentari femminile. ''Uno degli aspetti più importanti che un genitore non dovrebbe mai sottovalutare è quello di dare ai propri ragazzi la speranza in un futuro bello - ha proseguito il dottor Lancini - Internet da sì uno spunto rispetto ad una mancanza di futuro e può certamente innescare un sistema complesso di disagi. In questo quadro possono anche accadere situazioni di attacco al corpo e aggressione al proprio fisico. Oggi il problema vero è la delusione e internet può avere la sua parte. Ma in molti casi di ritiro sociale, quando il ragazzo diventa praticamente un casalingo, avviene un distacco anche dalla rete''.


Gli spunti lasciati dal dottore sono stati molti e i genitori ne hanno approfittato per rivolgergli diverse domande. Quello di mercoledì sera è stato senza dubbio un appuntamento di ''SOS Adolescenti'' che i genitori hanno apprezzato. Il prossimo si svolgerà il 10 novembre nell'auditorium di piazza degli Eroi di Merate, con il dottor Antonio Piotti che parlerà di autolesionismo e comportamenti estermi dei nostri giovani. Il 16 novembre, invece, sempre in auditorium, con il medico e psicoterapeuta Alberto Pellai che parlerà di educazione affettiva e sessuale dei nativi digitali.


A.S.
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