• Sei il visitatore n° 485.038.877
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Mercoledì 09 marzo 2011 alle 16:16

Lomagna: Fiom-Cgil contro l’accordo siglato dalla Fim-Cisl alla Marcegaglia. Per i nuovi assunti stipendio ridotto, ora il referendum

Lo stabilimento di Lomagna
È "scontro" tra le sigle sindacali Fim-Cisl e Fiom-Cgil in merito all'accordo firmato dalla sola Rsu Fim-Cisl della "Marcegaglia" di Lomagna, che prevede l'applicazione graduale di una parte del salario aziendale ai nuovi lavoratori della ditta specializzata nella produzione di tubi elettrosaldati ad alta frequenza a fronte di nuove assunzioni. La federazione della Cgil critica duramente il consenso dato all'accordo "che riduce gli stipendi ai lavoratori" da parte della Rsu Fim-Cisl, chiedendo il ritiro della firma da parte del sindacato e un intervento dello stesso per riportare la situazione alla normalità ed evitare conseguenze che portino a suddivisioni tra i diversi sindacati e gli stessi lavoratori. L'accordo firmato dalla Rsu Fim-Cisl a Lomagna ricalca quello stipulato la scorsa settimana con lo stabilimento Marcegaglia di Casalmaggiore (Cr), dove i lavoratori hanno approvato l'intesa tramite un referendum con l'80% dei "sì". "Sono mesi che a livello nazionale le sigle Fim, Fiom e Uil trattano un accordo con l'azienda, che in tutta Italia ha intenzione di assumere 250 persone" ha spiegato il delegato Fim-Cisl cPier Angelo Arnoldi. "In base a questo accordo i lavoratori assunti percepiranno uno stipendio inferiore (salario di ingresso), che subirà un incremento con il passare del tempo e l'aumentare della professionalità, una sorta di "apprendistato". Giudichiamo l'accordo, che permette nuove assunzioni, condivisibile ed è positivo che sia stato sottoposto con successo ai 400 lavoratori di Casalmaggiore. Ora anche a Lomagna i lavoratori saranno chiamati ad esprimersi in merito".
Di tutt'altro parere la Fiom-Cgil lecchese, che nel seguente comunicato spiega i motivi dell'opposizione ad un provvedimento che esprime "una politica di basso profilo e irrispettosa che cerca di dividere il sindacato, nonché i lavoratori", spostando la contrattazione unilateralmente a livello nazionale:

Pensavamo che i rapporti sindacali nel Gruppo Marcegaglia si basassero sul rispetto reciproco dei ruoli e delle responsabilità di rappresentanza come è sempre avvenuto in tantissimi anni di relazioni industriali. Purtroppo registriamo che non è più così: anche nel Gruppo Marcegaglia si sceglie una politica di basso profilo e irrispettosa che cerca di dividere il sindacato, nonché i lavoratori.
Viste le difficoltà riscontrate nella difesa della propria posizione durante la trattativa per il rinnovo del Contratto Aziendale di Gruppo, l'azienda ha deciso di spostare unilateralmente la contrattazione a livello aziendale.
Riteniamo offensivo questo tipo di relazioni perché, all'interno del Gruppo, esistono dei percorsi e delle piattaforme concordati che tutti dovrebbero rispettare. Pensiamo che non si debbano ricercare scorciatoie soprattutto se queste mettono in competizione i nuovi assunti e/o apprendisti con lavoratori già in forza all'azienda.
Riteniamo molto grave quanto avvenuto nello stabilimento di Lomagna nella giornata di ieri all'insaputa di tutte le OO.SS: questo comportamento rischia di minare per il futuro i rapporti e la dialettica sindacale all'interno e all'esterno dell'azienda stessa. Sottoscrivere un accordo in azienda e con una sola parte della RSU (FIM-CISL di Lecco) che prevede un salario di ingresso per i nuovi assunti, ci riporta indietro parecchio tempo. Pensare che sia giusto far aspettare fino a settantotto mesi un lavoratore di nuova assunzione prima di riconoscergli i premi aziendali è assurdo e non convince nessuno.
Tant'è vero che la RSU della FIOM-CGIL non ha sottoscritto l'accordo: riteniamo che strumentalizzare una trattativa cercando di scambiare nuove assunzioni con salari più bassi sia, in ambito sindacale, una pressione inaccettabile. Condividere e sottoscrivere accordi nella quale si riducono gli stipendi ai lavoratori non dovrebbe essere pratica sindacale. È miope percorrere la strada degli accordi sindacali separati, per evitare di discutere e confrontarsi come si è sempre fatto e per riconoscere un dovuto e serio rinnovo di secondo livello. Questo comportamento ci obbliga a mettere in campo tutte le azioni necessarie per difendere i salari delle persone che lavorano o che lavoreranno domani.
Soprattutto, crediamo non sia accettabile questo atteggiamento in un contesto dove la crisi non c'è e i bilanci aziendali rispondono positivamente.
Dal momento che l'accordo è stato sottoscritto solo dalla RSU della Fim-Cisl ma non dall'Organizzazione sindacale Fim-Cisl, invitiamo la stessa ad intervenire per riportare la situazione alla normalità e dentro le regole precedentemente definite unitariamente a livello di Coordinamento Nazionale Sindacale di Gruppo, chiedendo il ritiro della firma ai propri delegati. Nel caso non si riuscisse a governare questi tipi di episodi si rischierà di dare spazio solo a chi ha interesse a dividere il sindacato con la conseguenza certa di un inasprimento nell'attività unitaria anche nel nostro territorio. Crediamo che, qualora questo avvenisse, non si potrà addebitare la responsabilità alla Fiom.

Il Segretario Generale FIOM-CGIL Lecco
Diego Riva

© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco