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Scritto Venerdì 13 ottobre 2017 alle 16:27

Merate: Padre Alex Zanotelli e i suoi viaggi tra la sofferenza umana, incontro con gli studenti

Padre Alex Zanotelli


Com'è da sempre nei suoi intenti, anche di fronte alla folta platea di studenti dell'Istituto Viganò e liceo Agnesi di Merate, che ha incontrato venerdì mattina nell'aula magna di via dei Lodovichi, padre Alex Zanotelli ha voluto rompere il silenzio su fatti e condizioni di reale sofferenza umana che i mass media trattano con indifferenza. Dalla baraccopoli di Nairobi, capitale del Kenya, passando per il fenomeno migratorio delle popolazioni africane, fino al Rione Sanità di Napoli e i problemi legati alla camorra, il religioso non ha risparmiato i giovani dai dettagli più scioccanti delle situazioni e degli incontri che ha vissuto, e sta vivendo, nelle sue missioni.


''Lo faccio perché possiate capire le determinate affermazioni che farò, per leggere la realtà come la leggo io''. Padre Zanotelli ha espresso ogni sua considerazione, aiutandosi con alcuni elementi di vita vissuta, attraverso un linguaggio schietto, ma al contempo equilibrato e dunque molto efficace. Ha raccontato con gli occhi socchiusi i dolori delle ragazze che ha conosciuto a Korogocho, zona periferica di Nairobi, un conglomerato di baracche erette sull'immondizia, dove ha vissuto dal '89 al 2001, agitando in aria le braccia quasi a rievocare quei precisi istanti in cui le giovani abusate, malate di AIDS, si rivolgevano a lui con rabbia, chiedendogli di pregare per poi imprecare al cielo, spogliandosi di fronte a lui per mostrargli i segni delle barbarie che erano costrette a subire.

''Mi stupì, un giorno, la concezione di Dio che aveva una ragazza - ha spiegato il missionario agli studenti - Dio come una mamma. E' un significato profondo, a pensarci bene. Perché a tutti vengono dubbi sulla presenza di Dio, o sulla sua cattiveria. Ne ho avuti anche io. Però Dio come mamma spiega perfettamente qual è la vera concezione, la concezione di un Dio che soffre per noi. Così quando noi puntiamo il dito verso di lui, allora lui punta il dito verso di noi. Siamo noi che abbiamo creato questi problemi, siamo noi dunque che dobbiamo risolverli''. Il padre missionario, appartenente alla comunità dei Comboniani, ha poi espresso il suo pensiero rivolto alle cause della crisi migratoria. Ragioni che effettivamente con fatica si possono ritrovare nella moltitudine dei canali di informazioni che si hanno a disposizione.

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''Innanzitutto, dobbiamo considerare qual è la vera maledizione dell'Africa
- ha commentato padre Zanotelli, proseguendo dall'intervento di uno dei ragazzi presenti - Esattamente: la sua ricchezza. L'Africa è un continente pieno di materiale, non avete idea dei minerali che ci sono. Gli africani sono un popolo profondamente segnato dallo sfruttamento. Innanzitutto dallo schiavismo: dai 10 ai 20 milioni di africani prelevati per servire l'Occidente e l'America, altrettanti presi dagli arabi. E quando è finito lo schiavismo, è iniziato il colonialismo. L'Italia, ragazzi, ha la sua parte di colpa. Le colonie italiane sono state Etiopia, Eritrea, Somalia e Libia. Non avete idea della considerazione che hanno i libici degli italiani: ci odiano. 100mila libici fucilati o impiccati all'inizio del colonialismo. L'Italia è stata la prima potenza militare al mondo ad utilizzare il gas nervino, nel '36, in Etiopia. Gli africani, dunque, sono un popolo profondamente segnato da queste cose, martoriati ora da infinite guerre civili. Scappano principalmente da quelle, soprattutto dalla regione del Sahed, che significa spiaggia, cioè da quella lingua di terra che divide il Nord Africa dal Sud''.

 

Da questa regione, ha spiegato il missionario, partono centinaia di migliaia di africani che percorrono le vie del deserto per raggiungere la Libia con la speranza di riuscire ad oltrepassare il Mediterraneo. ''Ora li fermiamo in Libia, ma non ci rendiamo conto a che cosa vanno incontro chiedendo aiuto ai libici - ha proseguito, forse suggerendo che l'intervento dovrebbe essere svolto molto prima - Vengono sfruttati anche lì, viene chiesto loro denaro per potere passare. Non scappano solo dalle guerre, poi. Molti di loro sono rifugiati climatici. L'ONU prevede la migrazione di oltre 250 milioni di rifugiati climatici. Se nei prossimi anni l'innalzamento della temperatura è previsto intorno ai 3°, in Africa significa più 7 o 8 gradi. Capite bene che è una situazione insostenibile''.


Da un'esperienza vissuta ad un'altra, quella attuale di Napoli, Rione Sanità. Un quartiere difficile in cui domina la camorra. ''Ci sono le scuole vuote, i ragazzi preferiscono la malavita, perché devono campare - ha spiegato - Alle superiori l'anno scorso è stato bocciato oltre il 70% degli studenti. Molti hanno abbandonato la scuola durante i primi giorni. Ci sono articoli di giornale che paragonano questi ragazzi agli jihadisti, persone con l'ossessione della morte, della quale non hanno paura''. Decine di domande sono poi arrivate dal pubblico di studenti, che evidentemente sono rimasti molto colpiti dalle parole e dalle esperienze vissute da padre Zanotelli.

Domande come ''dove finiscono le armi prodotte in Italia?'', dopo che il missionario aveva spiegato che gli italiani sono i secondi produttori al mondo, dopo l'America, di armi leggere. Finirebbero all'Arabia Saudita, ha risposto il religioso, che poi finanzierebbe le cellule terroristiche alle quali facciamo la guerra. Alle 11 tutti i ragazzi sono rientrati nelle rispettiva aule, forse con qualche risposta in più e gli occhi più aperti sul mondo che li circonda.
A.S.
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