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Scritto Mercoledì 04 ottobre 2017 alle 22:37

Imbersago: Caterina Brambilla al top nel test di medicina, racconta la sua estate di studio

Caterina Brambilla

Bisognerà attendere ancora qualche anno prima di vederle indosso il camice bianco e lo stetoscopio al collo, ma le premesse lasciano intendere che non ci vorrà poi così tanto. Il coronamento del desiderio che custodiva sin da bambina, per l'imbersaghese Caterina Brambilla, sta tutto in quel 88.5, il punteggio che ha ottenuto misurandosi con il test d'ingresso per la facoltà di medicina. La giovane è riuscita a stupire tutti quanti, compresa sé stessa. Grazie a questo sorprendente risultato, Caterina, 19 anni lo scorso giugno, cresciuta ad Imbersago, non solo ha potuto aggiudicarsi uno dei 9.100 banchi messi a disposizione dalle università italiane agli studenti che intendono diventare medici, ma lo ha fatto risultando la persona con il punteggio più alto di tutti, in tutta Italia. Prima tra 60mila ragazze e ragazzi che lo scorso 5 settembre hanno affrontato il test. Un'impresa eccezionale. L'en-plein, il punteggio di 90 su 90, è mancato solo per una domanda che la giovane imbersaghese ha preferito lasciare in bianco per non rischiare di incorrere in penalità, nel caso avesse fornito la risposta sbagliata. Parte del merito è naturalmente delle sue capacità e di tutte le ore che ha trascorso sui libri; molto, ha spiegato, lo deve anche agli insegnanti che l'hanno cresciuta al Liceo Agnesi di Merate. ''Ho frequentato il liceo scientifico tradizionale all'Agnesi, dove mi sono diplomata quest'estate con il 96 - ha raccontato - Ho sempre avuto dei professori abbastanza esigenti che mi hanno sempre trattata molto bene. Mi sono presentata al test con buonissime basi, specialmente in matematica, chimica e fisica, materie che quest'estate non ho dovuto studiare un granché perché gli argomenti del test li avevo già tutti trattati al liceo. Ho passato l'intero agosto (mattina, pomeriggio e sera) sul libro di biologia, una materia che a scuola avevamo trattato solo in alcuni argomenti''.


Ad ulteriore conferma dell'alto livello di preparazione che fornisce il liceo meratese, ha aggiunto l'imbersaghese, vi è l'ottimo risultato che hanno ottenuto altri cinque ragazzi della sua oramai ex classe, tutti promossi al test di medicina. Una volta conseguito il diploma, Caterina si è concessa appena una settimana di vacanza - in Grecia, con le amiche - e poi si è dovuta rituffare tra i libri. ''E' un sacrificio che ho fatto perché sogno di studiare medicina da quando sono una bambina - ha spiegato - Non ero esattamente sicura di farcela, a dire il vero, e infatti mi ero iscritta anche ai test di biotecnologie e medicina in inglese. Sono sempre stata un po' insicura. Mi ha aiutato molto anche seguire un corso estivo di preparazione al test, organizzato dall'associazione Testbusters. Era diviso in una settimana di lezioni teoriche e altre due, a mio avviso le più importanti, di pratica e simulazioni. Credo che fare centinaia di test, soprattutto di logica, aiuti ad imparare il metodo. Perciò, il 5 settembre mi sono presentata piuttosto preparata''. L'insicurezza si è presto trasformata in fiducia, subito dopo aver consegnato i fogli alla commissione di professori universitari. ''Il risultato l'ho saputo ufficialmente il 29 settembre quando hanno comunicato a ciascuno il proprio punteggio, inizialmente senza renderlo pubblico - ha proseguito la giovane - In tutta onestà, appena uscita dal test ero abbastanza fiduciosa, perché sapevo che mi era andato bene. Lo shock lo ho avuto quando ho proprio visto che ero io ad avere fatto 88.5, nel momento in cui i giornali hanno comunicato che il punteggio più alto era stato proprio un 88.5''. Nella sua casa imbersaghese, con la mamma Marina e il fratello Tommaso (che quest'inverno si laureerà in ingegneria dell'automazione), è stata da subito una grande festa.


''La mamma è contentissima, ma anche la nonna, la zia, i parenti e persino i vicini si sono emozionati
- ha raccontato - Anche il mio papà Giampaolo, che ora non c'è più, sarebbe stato entusiasta. Lui è sempre stato molto orgoglioso di me e mio fratello perché a scuola ce la siamo sempre cavata, quindi posso solo immaginare quale sarebbe stata la sua reazione se fosse stato qui, visto che si emozionava spesso ed era sempre molto presente e incoraggiante''. Al momento la certezza di essersi meritata più di ognuno quel posto all'università, ma per il futuro la giovane riserba ancora qualche dubbio. ''Non ho certezze, adesso come adesso sono molto interessata alla neurologia, all'oncologia e alla ricerca - ha concluso - Non escludo nemmeno la possibilità di diventare chirurgo. Ora voglio fare bene questi sei anni di università e tenermi ogni porta aperta per il futuro''.

A.S.
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