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Scritto Mercoledì 27 settembre 2017 alle 13:42

Il PLIS Monte di Brianza diventerà un parco regionale, 'fusione' da Montevecchia al Barro

Nei prossimi mesi, i consigli comunali di Airuno, Olgiate Molgora, Valgreghentino, Olginate e Garlate si esprimeranno in merito alla possibilità di inglobare una parte del PLIS (Parco Locale di Interesse Sovracomunale) del Monte di Brianza – alias San Genesio – in quello che sarà un nuovo Parco che si estenderà da Montevecchia al Barro: ne resterà escluso il Comune di Brivio, il cui primo cittadino, all’inizio dell’anno, aveva deliberato l’uscita dall’ente naturalistico dell’amministrazione municipale che rappresenta. Secondo la legge regionale 28 del 2016, l’obiettivo sarebbe quello di razionalizzare le zone protette: attualmente, infatti, in Lombardia si contano nove “speciali” macro-aree, delle quali fanno parte ben 168 PLIS, nonché diversi parchi regionali (tra cui quello di Montevecchia e della Valle del Curone) e riserve naturali di vario tipo.


Da sinistra: il Dr. Michele Cereda, il sindaco di Airuno Adele Gatti, il Dr. Eugenio Mascheroni

“Il 18 aprile scorso la Regione ha approvato la costituzione di un nuovo ambito, che si estenderà dalle zone del San Tomaso e del Barro fino alla Valle del Curone e al Lago di Sartirana, inglobando appunto tutta l’area del PLIS del Monte di Brianza (per quanto riguarda Airuno rimarrà esclusa la frazione di Aizurro)” ha spiegato il presidente del Parco di Montevecchia Dr. Eugenio Mascheroni, intervenuto nella serata di ieri, martedì 26 settembre, ad Airuno insieme al Direttore Dr. Michele Cereda per illustrare ai due gruppi di maggioranza e minoranza la procedura sulla quale a breve saranno chiamati ad esprimersi.
“L’iter di ampliamento dell’attuale PLIS dovrà essere analizzato anche a livello tecnico da tutti i consigli comunali interessati, per poterne spiegare con un’apposita documentazione le motivazioni al consiglio della Lombardia, che stabilirà con esattezza i nuovi confini del Parco regionale. È importante comprendere fin dall’inizio che cosa significhi essere parte di un simile ente: per fare qualche esempio, un Parco regionale non possiede nessuna delega in materia di agricoltura, anche se ha buoni margini di azione per agevolarla e favorirne lo sviluppo; al contrario, può intervenire in merito a funzioni forestali e di salvaguardia ambientale. A livello economico, tutti i Comuni interessati dovranno versare un contributo annuale di 1.10 € per abitante, mentre la Provincia di Lecco verserà il 35% della cifra complessivamente a carico degli enti municipali”.


Con la legge 28, in sostanza, si dovrebbe riuscire a garantire una migliore gestione del territorio naturale, riducendo drasticamente il numero dei parchi: le difficoltà derivate dall’ampliamento dell’attuale PLIS potranno essere superate, almeno in parte, grazie a un incentivo economico previsto dalla legge proprio in caso di “fusione”. L’argomento sarà oggetto anche di un’assemblea pubblica in programma per il 13 ottobre a Olgiate Molgora, ente capofila del PLIS.
“Non nascondo che inizialmente le perplessità erano tante” ha concluso Eugenio Mascheroni “ma la nostra simile esperienza con il Parco regionale del Curone – nato e cresciuto con me, ormai 31 anni fa – si è rivelata decisamente positiva su tutti i fronti e ci ha regalato grandi soddisfazioni”.
B.P.
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