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Scritto Sabato 23 settembre 2017 alle 14:19

Prove di unità a sinistra. A Garlate assemblea pubblica su spese militari e disarmo

Si è tenuto lunedì 18 settembre presso il Museo della Seta di Garlate un incontro pubblico sul tema del disarmo e delle spese militari. L'iniziativa è nata, sulla spinta dell'Assemblea del Teatro Brancaccio ispirata dall'appello di Tomaso Montanari e Anna Falcone, dall'incontro di diverse realtà civiche e dell'associazionismo della zona: Voler Bene a Olginate, Voler Bene a Monte Marenzo, Associazione Cento Passi Olginate, La casa Delle Sinistre della Valle San Martino, Sinistra e Lavoro della Valle San Martino, Comitato Antinquinamento Olginate.
Seduti in sala esponenti di Possibile, Sinistra Italiana, MdP, Rifondazione Comunista e ARCI ma soprattutto persone che vorrebbero ritrovare gli stimoli per un percorso politico di sinistra aperto e alternativo al PD.
Molti anni fa nell'edificio industriale dove si è svolto l'incontro, con fili ritorti, con fili fantasia, con filati colorati variamente alternati in trama ed ordito si produceva tessuto di seta. Ecco, anche il luogo ci segnala che trama e ordito devono essere la base di condivisone, di lavoro e di impegno per la costruzione di una sinistra che dia concretezza alla nostra Costituzione.
Come gruppi civici di sinistra del circondario abbiamo voluto questo incontro sul disarmo, in quanto riteniamo inaccettabile che l'Italia sprechi 64milioni di euro al giorno per le spese militari. Questa montagna di soldi andrebbe utilizzata per affrontare i veri problemi che attanagliano la vita delle persone: dal lavoro al sociale, dalla scuola alla sanità, dalla salvaguardia ambientale alla cultura, dall'uguaglianza ai diritti della persona. La sinistra d'alternativa che vogliamo costruire deve essere in grado di fare scelte giuste nella direzione giusta.
Dopo l'introduzione del consigliere comunale di Garlate, Emanuele Manzoni e le precise informazioni sulle spese di riarmo e le argomentazioni fornite dal giornalista Francesco Vignarca che ha fra l'altro denunciato la presenza di molte testate nucleari nelle basi bresciane di Ghedi e Solbiate Olona, e alcune informazioni sulle esportazioni di munizioni della Fiocchi da parte di Duccio Facchini, molti sono stati gli interventi e le domande anche sul ruolo internazionale nei teatri di guerra del nostro Paese.
A conclusione dei lavori Emanuele Manzoni, raccogliendo anche alcune idee scaturite dal dibattito, ha proposto di dare continuità alla serata sul disarmo, sostanziandola concretamente con precise proposte da portare avanti a livello locale, quali, ad esempio
• la chiusura da parte dei cittadini e degli enti locali dei conti correnti con le cosiddette "banche armate" (distribuito al riguardo elenco elaborato dal Ministero inerente banche ed istituti di credito che hanno operato a vario titolo nei campi di vendita delle armi), • lo stanziamento dello 0,8% dei bilanci degli Enti Locali per interventi di sostegno alla cooperazione e iniziative di pace • la stesura di un contributo programmatico, in vista delle elezioni della prossima primavera, su pace e disarmo
Gli organizzatori
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