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Scritto Mercoledì 20 settembre 2017 alle 15:20

Lomagna: si discute di accoglienza e SPRAR. I cittadini critici su controlli e sicurezza


Molti animi e diverse sensibilità hanno popolato l'auditorium di Lomagna in via Roma, martedì 19 settembre sera. Il tema voluto affrontare dalla maggioranza - passato solo di striscio in sede di Consiglio comunale - ha invece infiammato il dibattito pubblico in paese e riguarda l'accoglienza dei migranti. L'incontro rientra in un percorso culturale di informazione e socializzazione partito l'anno scorso e che continuerà con delle iniziative ancora da definire sulla rotta balcanica e sul ruolo svolto dalla Caritas. Aveva fatto discutere lo scorso giugno l'ipotesi di costituire un CAS (Centro di Accoglienza Straordinaria) in via Diaz [clicca QUI], che era stata infine abbandonata anche a seguito delle plateali contestazioni durante un incontro rivolto ai residenti. Il sindaco di Lomagna Stefano Fumagalli e il sindaco di Casatenovo Filippo Galbiati, chiamato in causa in qualità di presidente della Conferenza dei Sindaci per il distretto ATS di Lecco - hanno rassicurato le preoccupazioni di alcuni.

Filippo Galbiati e Stefano Fumagalli

Nessun proprietario ha presentato tramite l'ultimo bando provinciale alcuna domanda per poter ospitare i richiedenti asilo e nessuna cooperativa di Lomagna si è fatta avanti per la gestione degli arrivi. Però in molti temono che un ampio edificio sfitto in via Magenta possa nel prossimo futuro rientrare nel progetto di accoglienza che il Comune non intende abbandonare: «Alcune amministrazioni sono davvero in difficoltà - ha tentato di spiegare il primo cittadino Fumagalli - Alleggerire le tensioni di altri Comuni significa fare il bene per Lomagna. Se ad Airuno ospitano 100 richiedenti asilo, alcuni di loro potrebbero spostarsi a Lomagna in maniera incontrollata».

 

Giorgio Erriquenz

Filippo Galbiati ha scattato una fotografia delle condizione attuale in provincia, collocandola sulla scala temporale. Ci sono quattro Comuni che stanno dando più di quanto dovrebbero: Lecco, Malgrate, Cremeno e il vicino Airuno. L'area più ricettiva è stata la Valsassina, mentre il meratese e soprattutto il casatese hanno contribuito con un apporto inferiore alle aspettative. Su 25 Comuni che compongono l'ambito meratese sono solo 7 quelli che hanno ricevuto dalla Prefettura i richiedenti asilo. «L'accoglienza deve essere pensata per numeri medio-piccoli in modo da essere gestibile - ha espresso il sindaco di Casatenovo - Così si riesce ad evitare la congestione. Serve una solidarietà interprovinciale per pragmatismo e buon senso». L'adesione allo SPRAR di Lomagna è da inserire all'interno di un disegno di accoglienza diffusa partito nel 2014 in Provincia di Lecco che già individuava la proporzione di tre richiedenti asilo ogni mille abitanti. Stefano Fumagalli ha ribadito che lo SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) è un vantaggio per meglio relazionarsi con la Prefettura e per offrire un percorso di integrazione più curato.


Sono seguiti gli interventi dal pubblico che ha accusato l'amministrazione comunale di essere distratta sui controlli. Giorgio Erriquenz, del Dipartimento Sicurezza e Immigrazione della Lega Nord Lecco, ha lamentato l'assenza del controllo del territorio. Anche l'ex sindaco di Lomagna Gianfranco Castelli ha gettato il sospetto di casi di dimora abusiva, accompagnato dal coro "clandestini!" che proveniva alle sue spalle.


Un altro cittadino ha denunciato una mala gestione nell'assegnazione delle case popolari, invitando a svolgere più accurate verifiche. Come contraltare, altri cittadini hanno appoggiato il sindaco nella scelta di aderire allo SPRAR, ricordando che Lomagna ha già vissuto e superato le fasi dei flussi migratori.
Marco Pessina
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