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Scritto Lunedì 18 settembre 2017 alle 15:04

Calusco: la legalità raccontata con i madonnari delle 7 contrade

Anche quest'anno, a Calusco d'Adda, in via dell'Immacolata, presso la chiesa sconsacrata di San Fedele (causa maltempo) si è svolta la tradizionale competizione dei madonnari, così chiamati perché richiamano gli artisti di strada che erano soliti dipingere Madonne e immagini sacre con materiali poveri come gesso e gessetti sui marciapiedi.


Questo tipo di creatività artistica è stata ripresa e trasformata in una nuova gara per le varie contrade caluschesi che, nella domenica del 17 settembre 2017, a 25 anni dalla "Strage di Capaci" (23 maggio 1992) in cui morì Giovanni Falcone e dalla "Strage di via D'Amelio" (19 luglio 1992) in cui venne ucciso Paolo Borsellino, si sono sfidate nella raffigurazione del tema comune della mafia e dell'apporto dato alla comunità da questi due personaggi.

 

"Due strade, una direzione contro la mafia" così la contrada di Baccanello ha voluto rappresentare la morte dei due eroi che hanno lottato per tutta la loro vita contro le associazioni criminali. "Forse il nostro sacrificio non sarà stato vano" questo è quanto si legge sul disegno eseguito dalla Capora del parco situato nella loro contrada in memoria di Falcone e Borsellino. In questo modo vogliono infatti ricordarci che è nostra responsabilità non dimenticare, anche e soprattutto attraverso un elemento che adesso è ogni giorno popolato di vita e di speranza, "che un ideale si può perseguire con tenacia fino alla fine, che il ricordo di un uomo giusto può rimanere inalterato negli anni, che la morte non cancella le idee che si sono volute difendere".

Il Centro raffigura con forza la sua ferma posizione "Contro chi sotterra la coscienza nel cemento" mediante un ritratto in bianco e nero che simboleggia il muro che i due magistrati hanno lottato per abbattere contrapposto allo spiraglio di colore dell'occhio che invece definisce chi finalmente apre gli occhi e inizia a vedere e a lottare per ciò che è giusto. Montello ha scelto invece di ritrarre le figure di Falcone e Borsellino con l'intento di lasciare all'osservatore libero di interpretare se esse si trovino "dietro o fuori le sbarre, segno che tanto è stato fatto ma tanto è ancora da fare per la legalità alla criminalità organizzata nel nostro paese".


Fanno anche parte del quadro: al centro la figura della mafia stessa contro la quale i personaggi circostanti combattono, mentre sulla destra Francesca Morvillo, moglie di Giovanni Falcone, simbolo delle armi della solidarietà e dell'amore per la famiglia; e sulla sinistra, Pino Puglisi, un sacerdote che per la sua dedizione alla causa è divenuto emblema dell'impegno evangelico e sociale.

La contrada di Luprita ha rappresentato la mafia come una piovra gigante che si infiltra nelle trame di un sistema corrotto e in questo modo distrugge e divora tutto ciò che la circonda mentre Falcone e Borsellino, come due giganteschi eroi moderni, cercano di intrappolare il mostro: "Se la gioventù le negherà il consenso, anche l'onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo".

Una moderna riproposizione del quadro di Delacroix "La libertà che guida il popolo" è quello che la Torre ha scelto per incarnare al meglio la lotta contro le associazioni a delinquere. L'immagine, simbolo della contestazione studentesca francese del 1968, infatti non solo è gradualmente divenuta emblema della lotta per i diritti umani ma, a maggior ragione, è rappresentativa della centralità del popolo nella costruzione del destino di una nazione e, nel nostro caso, per la lotta contro la piaga della mafia. "Quando tira forte il vento del cambiamento c'è chi alza muri e chi costruisce mulini": così Vanzone infine ha deciso di rappresentare la battaglia contro il muro dell'illegalità, della corruzione e della paura, abbattute dalla palla da demolizione del coraggio di Falcone e Borsellino che invece apre scenari colorati e luminosi di vita quotidiana.

Insomma, quest'anno è stato scelto un tema molto importante e ogni contrada lo ha ripreso e rappresentato aggiungendo un piccolo tassello affinché, non solo non svanisca il ricordo del sacrificio di questi eroi anti-mafia, ma si continui e riprenda la lotta contro ogni tipologia di organizzazione criminale.
Daniela Redaelli
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