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Scritto Lunedì 04 settembre 2017 alle 11:18

Da Olgiate la prima risposta ai bulli. Ora si attende il risveglio di Merate

Non sappiamo quanto sia motivata l'ordinanza di chiusura del parchetto emessa dal Sindaco di Olgiate Molgora, non avendo contezza della situazione. Ma se Giovanni Battista Bernocco è arrivato a tanto - e di sicuro non siamo in presenza di un reazionario - significa che non c'era altra strada che quella di reprimere comportamenti non più tollerabili da quanti amano la civile convivenza.  Basta con i buonismi perché davvero non se ne può più. Il fatto è - e l'abbiamo scritto tante volte - che la certezza di impunità rende bulli i maleducati, teppistelli i bulli e delinquenti i teppistelli. In una escalation di violazioni prima di regole comunali sanzionate amministrativamente poi di leggi punite penalmente. Ma dato che dopo una certa ora un territorio di centocinquantamila abitanti è "protetto" (si fa per dire) da due o tre radiomobili dell'Arma e la richiesta sempre più pressante ai comuni capofila, Merate e Casatenovo, di unire le forze di polizia locali e mettere in strada due o tre pattuglie in affiancamento a quelle dei carabinieri resta inevasa, ecco come l'impunità si fa certezza.
L'esempio di Merate basta e avanza. Abbiamo denunciato decine di volte quanto accade dopo una certa ora nelle zone centrali. Ma mai che, non diciamo il Sindaco, ma un assessore o un consigliere, dopo aver trascorso la serata e parte della notte in piazza degli Eroi si sia sentito in dovere di intervenire, di sollecitare il Comandante della polizia locale a istituire la pattuglia serale. Le piazze sono invase da immigrati di diversa nazionalità la maggior parte dei quali ignora cosa sia una zona a traffico limitato, non sa che i giochi sono vietati, che gli schiamazzi fino a notte fonda provocano disagio a quanti chiedono solo di poter riposare. In altre parole se ne fottono e si comportano come fossero in una delle loro qasbe. Al Sindaco proponiamo dunque la riapertura al traffico veicolare di piazza degli Eroi, via Carlo Baslini e piazza Prinetti, a senso unico discendente con l'istituzione di aree di sosta temporanea (mezzora massimo gratuita) per favorire il commercio del centro falcidiato dalle chiusure già eseguite e dalle tante annunciate. L'Assessore alla partita svolga un piccolo sondaggio e poi veda di agire di conseguenza. Non pare proprio che i proclami di aiuto al negozio di vicinato abbiano avuto un seguito concreto.
E chiudiamo con i presunti profughi. La Prefettura è incolpevole, è il Governo, soprattutto nella versione Alfano ad aver operato "ad mentula canis" e questi sono i risultati. Il Prefetto riceve una chiamata che, nei fatti gli ordina di prelevare un tot di immigrati e collocarli sul proprio territorio. E, compatibilmente con la disponibilità di case, la Prefettura ha operato col massimo equilibrio possibile. Ma ciò non toglie che vedere queste decine di giovanotti in abiti occidentali 2.0 con telefonini e cuffie nelle orecchie bighellonare da mane a sera, irrita anche il soggetto avulso da pulsioni razziali. Se poi si pensa che portano loro il cibo preconfezionato fin dentro casa, compresi latte, brioche e frutta di stagione, togliendo l'incomodo di dover cucinare e poi lavare i piatti -  dato che è tutto usa e getta (e nei bidoni si nota bene questa modalità) - l'irritazione sale oltre il livello di guardia. Soprattutto pensando a quanti italiani, anziani in particolare, fanno sacrifici inenarrabili per mettere assieme pranzo e cena. E con l'irritazione sale anche la preoccupazione per il futuro, perché quando un tribunale negherà loro lo stato di profughi, molto probabilmente diventeranno invisibili. E chissà come si guadagneranno da vivere. Nel frattempo si creano i clan, tra le diverse etnie,  dentro lunghe giornate nell'ozio, notoriamente il padre dei vizi. Speriamo che Merate un giorno non debba ritrovarsi al centro di guerre per bande. Perché altrimenti pagherebbe un prezzo altissimo sull'altare del buonismo cieco e del lassismo ottuso.
Claudio Brambilla
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