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Scritto Martedì 29 agosto 2017 alle 15:34

Fieno finito sugli alpeggi. Gli allevatori tornano a casa

Gli alpeggi secchi del Lario costringono gli allevatori a tornare a casa in anticipo di circa una decina di giorni. È quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti Como-Lecco sui pascoli di montagna, dove le alte temperature hanno causato una perdita del 30% di erba per il bestiame.
«Questo
- commenta il presidente della Coldiretti interprovinciale, Fortunato Trezzi - è l'ennesimo grave problema provocato da un'estate fin troppo siccitosa. I pascoli e le malghe secche, sommate alla continua e persistente presenza degli ungulati che distruggono prati e campi e dei lupi che abbattono il bestiame, rischiano di portare ad una situazione di abbandono della montagna da parte dei nostri agricoltori. Il territorio non presidiato, da chi con il suo lavoro contribuisce a tenere sotto controllo la vegetazione e non solo, si presta a diventare fonte di problemi ben più grandi».
Nella provincia di Como - continua Coldiretti - i prati dedicati al pascolo sono stimabili in 10 mila ettari, mentre sono oltre 2.600 nel Lecchese, mentre le malghe nelle due province rappresentano, assieme, il 16% di quelle di tutta la Lombardia. «Quest'anno si rientra dall'alpeggio in anticipo di una decina di giorni, intorno al 15 di settembre - racconta Simone Bergamini, allevatore 31enne di Pasturo (Lecco) -. Fortunatamente la mia produzione non ne ha risentito, ho erba a sufficienza, ma i pascoli sono sempre più secchi ogni anno che passa. Rispetto all'anno scorso abbiamo perso il 30% di erba per i nostri animali». Giancarlo Albini, allevatore di Gravedona ed Uniti (Como), 62 anni, aggiunge: «L'erba del nostro alpeggio a Plesio, sopra Menaggio, è ormai seccata e abbiamo deciso di spostarci1000 metri più in basso, nel Comune di Garzeno, dove cercheremo di resistere fino al primo di ottobre con le vacche da latte e intorno al 20 ottobre con quelle da carne. Il danno, che abbiamo riscontrato finora, è stimabile in circa un 30% in meno nella produzione dei nostri formaggi».
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