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Scritto Giovedì 03 marzo 2011 alle 19:07

Alla nascita del Consorzio di Polizia Locale si oppone Valter Motta. Ma non è Leonida alle Termopili, fa solo il ''Bastian contrario''. Come sempre!

Motta, sveglia!!!
Che fosse un tipino originale lo si era già capito quando, in beata solitudine aveva votato contro l'aggregazione provinciale per la gestione dell'acqua; che c'azzeccasse poco - forse perché il lavoro lo tiene spesso lontano, ma allora perché candidarsi a sindaco? - era parso evidente quando dichiarò che Ecosystem gas era un cancro; salvo poi doversi ricredere alla presentazione del bilancio che mostrava indici in crescita e consistenti utili. Insomma originale Valter Motta lo è di certo. Ma non si sospettava che lo fosse al punto da mettere in discussione uno dei più impegnativi e intelligenti progetti di consorzio tra Comuni, come quello dell'unione dei corpi di polizia locale che faticosamente hanno organizzato Andrea Robbiani di Merate e Alessandro Salvioni di Robbiate. Il progetto ha trovato il consenso di Verderio Inferiore mentre quello Superiore, a causa di un altro sindaco che avrebbe dovuto dedicarsi al lavoro e non alla politica, rischia di vedere "saltare" la Giunta. Il Consorzio di Polizia Locale presenta una serie di vantaggi evidenti a una media intelligenza. Tanto che diversi comuni del meratese, avuta notizia dell'iniziativa congiunta di Robbiani e Salvioni hanno fatto richiesta di poter aderire. Ma prima di "aprire" è necessario avviare il piano. La Regione Lombardia lo ha già visionato e i funzionari si sono complimentati per la modalità con cui è stato redatto. Come noto maggiore è la dimensione del Consorzio più alti sono gli incentivi regionali alle iniziative a favore della sicurezza. E di questi momenti la sicurezza è in cima alle priorità dei cittadini. Ma Valter Motta non ci sta. Vuole i suoi vigili, teme di perdere qualche presenza al semaforo o qualche multa per divieto di sosta. Lavora con gli Usa ma non riesce a vedere oltre i confini di Paderno; non comprende che l'unificazione dei servizi, tra cui quello di Polizia locale è la sola strategia per mantenerli ai livelli attuali pur in presenza di continui tagli ai trasferimenti. Come per l'acqua, così per il gas e ora per la polizia locale dimostra un campanilismo straordinariamente datato, che può solo procurare danni, e danni seri, al funzionamento complessivo della macchina pubblica locale. Non tutti la pensano come lui, fortunatamente. Ma chi è d'accordo con l'adesione immediata al Consorzio rischia di finire in minoranza. Perché Motta, tra una video-conferenza e un viaggio negli States pretende di tenere stretto il potere decisionale, anche se, a differenza dei colleghi che dedicano molto del loro tempo alla funzione, ne riserva ad essa soltanto la parte residuale. L'augurio di tutti coloro che da mesi e mesi stanno lavorando per mettere assieme una forza pubblica di una ventina di uomini, coordinati da un dirigente con competenze e requisiti, al fine di affiancare le forze dell'ordine anche nel controllo del territorio, è che Motta scenda dal fico e per una volta condivida ciò che è condiviso dai suoi colleghi. Giusto distinguersi. Ma di tanto in tanto. Se lo si fa sistematicamente c'è da sospettare l'esistenza di un serio problema. 
Claudio Brambilla
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