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Scritto Sabato 05 agosto 2017 alle 17:46

Merate: ignorato anche il vescovo Delpini come Tettamanzi e Ravasi prima di lui

Era già stato ignorato nella primavera dello scorso anno. Ma allora aveva, per così dire, il grado di ufficiale inferiore, vescovo vicario di Milano, l'equivalente di un capitano. Ma ora è stato promosso al rango di vescovo dell'arcidiocesi più grande d'Europa, un generale delle milizie cattoliche togate. Eppure, come in passato, le Autorità civili meratesi hanno bellamente snobbato la visita di Mario Delpini sia in Parrocchia a Cernusco che a Sabbioncello e al San Leopoldo Mandic dove il successore del cardinale Scola si è recato in visita a due sacerdoti ricoverati. Non riusciamo davvero a farci una ragione delle cause che inducono maggioranza e minoranze a ignorare le gerarchie cattoliche quando giungono in città. Soprattutto quando si presentano con un'umiltà, rara da riscontrare in quegli ambienti come ha fatto mons.Delpini, a bordo della sua utilitaria; lontano dai modelli ironizzati da Guareschi nel mitico "don Camillo monsignore ma non troppo", scarrozzato dall'autista sull'imperiale automobile nera.

Qui non si tratta di essere più o meno filo clericali, qui è questione di sgarbo istituzionale che alla fin fine coinvolge l'intera città. Nel 2016 erano state disertate le visite dei cardinali Dionigi Tettamanzi e, addirittura, di Gianfranco Ravasi, solitamente riverito in tutte le salse. L'alto prelato meratese, parlando nella cappella del Mandic, aveva addirittura ringraziato le autorità civili cittadine, suscitando imbarazzo nei vertici ospedalieri che guardandosi attorno sapevano non vi fosse neppure un consigliere comunale.

Possibile che la maggioranza non sia minimamente organizzata da affidare almeno al vice sindaco Giuseppe Procopio - rendendolo sicuramente felicissimo - il compito di rappresentare la città, pur senza fascia per rispetto di tutti, credenti e non, in occasione di visite, comunque la si pensi "importanti"?

Possibile che l'ossequio dilaghi in presenza di un politico di rango al punto da rasentare il lecchinaggio e sparisca invece davanti ad un'autorità dell'apparato religioso, cui poi si fanno gli inchini in vista delle elezioni?

Qualcuno della maggioranza è capace di prendere carta e penna e dare una risposta a questa ricorrente domanda?

Claudio Brambilla
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