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Scritto Giovedì 03 agosto 2017 alle 16:33

LA MARCIA SU ROMA A QUATTRO ZAMPE

Hanno cominciato i tonni. Ieri mattina nel tratto di mare antistante la spiaggia di San Vito Lo Capo 800 tonni, disposti su otto file perfettamente allineate, hanno impedito ai vacanzieri la balneazione e l'uscita in mare di pescatori e diportisti. Si sono vissuti momenti di stupito panico. Le autorità subito accorse, per capire hanno convocato l'ultimo Rais delle tonnare che se l'è cavata con un " io li pesco i tonni, mica ci parlo". Anche l'addetto alle pubbliche relazioni della Nino Castiglione srl di Erice ha glissato con un diplomatico " Io inscatolo il tonno, mica lo invito a cena". Si ha notizia che 49 degli ultimi 50 orsi marsicani si sono consegnati spontaneamente alla Caserma dei carabinieri di Pescasseroli. Il 50esimo, influenzato, non è potuto scendere a valle. Secondo El Jazeera non meno di 700 fra cammelli e dromedari hanno raggiunto le coste della Libia e cercano un posto sulla prima imbarcazione in partenza per l'Italia. Centinaia di scimmie e scimmiette petulanti e ringhiose stanno abbandonando i rigogliosi alberi della savana africana dirette in Europa. Ed è solo l'inizio. Sono tutti animali che si sentono soli e abbandonati, ma soprattutto discriminati.



La notizia che Michela Vittoria Brambilla ha fondato il primo partito animalista al mondo anziché eccitarli, li ha depressi. Il dettaglio che Silvio Berlusconi è tra i soci fondatori li ha stroncati. Otto gabbiani si sono lasciati caduti in mare per mancanza di forze. I bisonti si stanno radunando ai piedi delle sacre Montagne Nere. Trump è in allarme, potrebbero tornare i Lakota e ricreare l'alleanza indiana. Il tutto perché hanno capito che ad essere rappresentati in Parlamento saranno solo gli animali domestici. Quelli che hanno un padrone. Che vota. D'altronde la Brambilla, che commerciava in prodotti ittici ha capito subito che sarebbe stato un clamoroso autogol aggiungere alla lista dei predestinati i pesci, anche se molte famiglie hanno una vaschetta in casa col pesciolino, naturalmente rosso. I pesci sono esperti in correnti. I salmoni addirittura le risalgono e lei, la Rossa che vuole sempre la pole position anche in retromarcia, esige un fronte compatto. Veloce e silenzioso. Strisciante e micidiale. Nessun prigioniero e nessun ferito. Vuole un movimento/partito trasversale, lei che in orizzontale - nel senso di appiattimento ideologico, sia chiaro - o in verticale dichiara ancora oggi di avere " venduto" l'anima a Berlusconi che trasversale non è mai stato, tranne nel ramo gonnelle. E allora la domanda è: saranno d'accordo cani e gatti ad accettare questa nuova marcia su Roma sapendo di finire in una gabbia non scelta da loro? E come possono opporsi: loro leccano e scodinzolano, fanno le fusa, abbaiano e miagolano, mica votano, perdono peli, mica distribuiscono santini. E chi li capisce?


Può essere che la frequentazione domestica li porti tra un centinaio d'anni a comprendere e ricambiare con comprensibile sonorità il linguaggio umano, ma al momento la loro voce è solo quella di Michela Vittoria Brambilla che è fuor di dubbio che ami gli animali come e più di se stessa, ma perché usarli come merce di scambio per avere una chance in più di non essere relegata in una posizione di ripiego dell'universo parlamentare che si preannuncia? Siamo sicuri che questi membri aggiunti della casa, ma non trascritti sullo stato di famiglia, la pensino come lei? Lo facciamo un bel referendum? E già e poi come votano gli animali. L'impronta di una zampetta è un si e uno scarabocchio è un no? Gliela diamo una tessera? Lo facciamo un congresso? Il dissenso avrà la forma di un ringhio, con tutto il rispetto per Gattuso? Uh, quanti punti interrogativi per una serie di certezze, quali il voto dei veterinari, dei produttori e commercianti di alimenti per animali e di coloro che nominano eredi testamentari gli animali, confidando in una reincarnazione a quattro zampe. L'ha studiata bene la Brambilla, che in fatto di invenzioni non ha nulla da invidiare al dottor Emmet Brown di Ritorno al futuro. Parla addirittura di riforma costituzionale per riconoscere agli animali gli stessi diritti che i padri fondatori hanno introdotto per gli umani. Con una differenza: i primi, quelli a quattro zampe intendo, non devono essere assunti, retribuiti, non maturato il tfr e non subiscono licenziamenti. Tutt'al più un abbandono e un successivo riaffido. Non divulgano segreti industriali, non scioperano, non fingono di stare male quando vanno a pesca. E soprattutto non dicono mai di no. Vuoi mettere? Ancora un punto interrogativo, mannaggia! Davanti a un popolo in forte crescita e, questo si, destinato a prendere il posto di amori e affetti finiti nel tritacarne della noia o del tradimento che altro puoi o devi fare? Farti domande, cui la Brambilla opporrà risposte generiche e universali, senza peraltro dare voce all'universalità del mondo animale. E così ecco inventata la figura dell'elettore per interposta persona. Una sorta di amministratore di sostegno con museruola e guinzaglio e la cabina elettorale al posto della cuccia. La vignetta qui sotto con il relativo commento è apparsa su Merateonline un giorno del 2002 nella rubrica di satira IL MERATACCIO.

Can che abbia non vota

Quindici anni fa. Sta a vedere che glielo abbiano suggerito noi alla rossa di Calolziocorte di buttarsi in questa avventura. Ci ha messo un po', ma c'è arrivata. Come riempie i vuoti lei non li riempie nessuno. Altro che forconi e comitati di base. Giunta alla soglia del mezzo secolo colei che nessuno scuote e nulla teme ha lanciato l'urlo di battaglia. Vuole lo zoo tricolore. Chissà se gli animali da compagnia rigorosamente lombardi la seguiranno. Li vedo già all'opposizione: fazzoletto verde al collo e fiaschetta con l'acqua del Po contro paillettes e lustrini, collanine, berretti e calzini e cibo da gourmet. E come primo atto parlamentare la Brambilla pretenderà il diritto di farsi accompagnare in aula dal fido animaletto o animalone. "Un levriero per Brunetta!" si sentirà urlare dai banchi di Montecitorio. Beh, non si può pretendere di mutuare l'implorazione di Riccardo III°, disposto a cedere il Regno per un cavallo, ma il collegamento cane-cavallo ci sta tutto. Eppoi, un morsetto sul culetto o una zampata sulla capoccia quando l'onorevole si appisola ci può stare, riattiva la circolazione. Parlate, animali e animaletti, parlate. Non lasciate sola la Brambilla, fate capire alla signora che una carezza non vale un seggio. Al più un croccantino. E' una questione di dignità. Rigorosamente animale, questa si. Nell'attesa che si compia il miracolo, la Brambilla ha dichiarato alla stampa " Siamo trasversali, parliamo con tutti ". Non chiedetele però di rispondervi il 17 gennaio. Si darà sempre ammalata. Quel giorno è la festa di Sant'Antonio Abate, patrono degli animali domestici. Durante la notte, narra la tradizione, agli animali è data facoltà di parlare. Troppo rischio per una donna sola. Negli altri giorni fatevi accompagnare da un interprete. Sarà il vostro alibi in cielo, in terra e in ogni luogo. Amen.
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