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Scritto Mercoledì 02 agosto 2017 alle 07:27

Chiara Bonfanti: dopo 20 anni non rinnovo la tessera del PD A Merate il partito ha fallito nel 2014 e non ha rappresentanti in Aula. Nel 2019? Posso 'aiutare' oppure restare a Imbersago

Una partenza fulminea, a 26 anni assessore provinciale "esterno" , un secondo mandato, da "eletta", con contestuale vittoria anche alle elezioni comunali di Merate, poi la doppia sconfitta nel 2009 alle amministrative di comune e provincia, infine l'eclisse per tre anni da cui è parzialmente emersa con la nomina a esponente del Consiglio di Gestione del Parco Adda Nord, scosso dalle dimissioni del suo presidente e di due consiglieri e ora sottoposto a pesante ispezione su tutti gli atti assunti dalla passata amministrazione.

Chiara Bonfanti


Chiara Bonfanti, classe 1973, si ritrova candidata un po' ovunque ad ogni tornata elettorale, citata da questo o da quell'esponente del centrosinistra. E' il classico nome ricorrente, come quello dell'avvocato Roberto Perego, uscito dai radar della politica locale giusto in tempo per evitare la sconfitta del 2009 quando Giovanni Battista Albani decise a corsa quasi finita di ricandidarsi senza badare troppo alla lista.    
"
Diciamo che avevo vinto nel 2004 con Virginio Brivio in Provincia e Battista Albani alle comunali di Merate e con entrambi ho perso nel 2009. Tuttavia l'esperienza sui banchi dell'opposizione a Villa Locatelli è stata utile e a tratti anche divertente, complice la limitata esperienza della maggioranza di centrodestra che in molte occasioni ha seguito la linea indicata dal nostro gruppo".  


La sua esperienza in politica comincia prima del 1999..
   
"
Sì, avevo sottoscritto la tessera dell'allora PDS nel 1996 militando nella Sinistra Giovanile. C'era allora lo spirito del gruppo, la voglia di fare, di capire, di partecipare. Nel 1999 fui chiamata a presiedere l'assessorato provinciale alla Cultura, da esterna, dal presidente Mario Anghileri e poi nel 2004 eletta mantenendo il medesimo ruolo e assumendo a Merate la carica di capogruppo di maggioranza di Insieme per Merate, formazione guidata dal leader storico della Dc Giovanni Battista Albani".    


Come dicevo una partenza fulminante.

"Ma con una brusca frenata complice anche il ruolo di mamma e
, ultimamente, di lavoratrice. Aggiungo che nella decisione di farmi da parte ha inciso in maniera sempre più profonda la distanza tra il mio pensiero e i diversi passi compiuti, non capisco bene in quale direzione, del mio partito, il PD nazionale. In questo PD non mi riconosco più; il partito ha sempre meno  linfa, si sfilaccia, perde importanti risorse umane, riduce la dialettica ai minimi termini, allaccia accordi fra partiti che hanno un senso soltanto se ognuno ci mette idee e posizioni da portare poi a mediazione non per governare comunque, mentre il nostro dibattito interno è ridotto al lumicino. Per avviare un serio confronto si è giunti a un passo da una scissione. E tutto questo anche perché si segue il modello dell'uomo solo al comando".


Dunque non rinnova la tessera?

"Assolutamente no. Sono tesserata dal 1996 e a volte, sfiduciata o disillusa ho pensato di renderla ma poi non l'ho mai fatto. Vivo in squadra, amo il confronto di idee all'interno di gruppi anche disomogenei. Ma stavolta no, non ho alcun pentimento. Il partito non porta avanti politiche che condivido. E poi per quanto non abbia alcun problema a livello locale non posso ignorare come sia finito nel dimenticatoio il confronto all'interno del circolo con la soppressione persino della festa democratica del meratese. Aggiungo come nota personale che finita l'esperienza amministrativa  nel 2009 mi è stato gentilmente fatto notare che essendo di Imbersago avrei dovuto svolgere lì il mio eventuale impegno politico. Dopo 36 anni trascorsi a Pagnano e
13 da tesserata meratese".



Anche nel 2014 però era circolato il suo nome ma poi....
"Nel 2014 ho avuto la netta impressione che si volesse allontanare la mia generazione dalle scelte del partito, senza però avere troppe alternative in sostituzione. Lo stesso Del Boca, rileggendo quel periodo, parla di veti incrociati. Lui, a differenza di altri, tuttavia è stato candidato pur essendo di Cernusco, ma - dissero - è un giovane....si può fare...... "


Il risultato?
"Beh, direi catastrofico: in Consiglio a Merate non c'è alcun rappresentante del PD e i voti della sinistra sono stati convogliati su Alessandro Pozzi, che è bravo, si impegna molto e ha grande esperienza essendo stato consigliere provinciale e Assessore a Osnago".



Manca il territorio o non c'è la Merate di quegli anni?
"Merate ha sempre esercitato un ruolo di guida del territorio. Quando il meratese contava davvero, non come oggi che di fatto conta poco o nulla.
Ci sono stati anni in cui esprimeva persino tre assessori in Provincia: Marco Molgora, Emanuele Panzeri ed io.  E ha tutti i mezzi e le strutture per continuare a farlo. Ma non lo fa. Andrea Massironi, da abilissimo tessitore qual è, ha costruito una lista bellissima, articolata ottimamente per aree geografiche e professioni. Ma ho la sensazione che avesse come ambizione quella di "essere" anche lui sindaco, come Albani, Perego, Gallina, Romerio, Ghezzi e altri Dc di prima linea come lui. Dal 2004 al 2009 ha svolto un'opposizione costruttiva e attenta ma credo gli manchi una vera visione territoriale. Amministra il Comune con una logica ragionieristica ineccepibile. Ma non va oltre il perimetro della città".


Lei lo allargherebbe questo perimetro?
"Se si coltiva un vero senso di appartenenza e di comunità non vedo ostacoli alla creazione della grande Merate, una città anche di 50mila abitanti. Pagnano ne è la prova: divenuta frazione di Merate ha mantenuto nei decenni una sorta di autonomia difendendo le proprie tradizioni. I piccoli difendono il loro micro sistema ma non fanno rete. Tuttavia se si teme il rischio della perdita di identità va benissimo anche la tesi di Marco Canzi: restino le municipalità con i servizi di base e si aggreghino le strutture burocratiche per erogare servizi migliori a costo più basso. In questo continuo rivolgimento di normative sugli enti locali non siamo più solo noi, ma non siamo neanche un nuovo soggetto e forse, restando così le cose, non lo saremo mai".


Anche per i parchi si pensa a grandi aggregazioni. Non ci si allontana così sempre più dagli interessi locali e anche dal controllo locale?
"Viene avanti l'ipotesi di aggregare il Curone col Barro e il plis di Olgiate e questo soggetto dovrebbe dare vita col Parco Adda - Nord e Sud insieme - ad una delle grandi macroaree omogenee ambientali volute dalla Regione. Al momento sono solo ipotesi e non è certo ormai che qualcosa andrà in porto prima della fine della legislatura lombarda. Personalmente, appena eletta nel consiglio di gestione del Parco Adda Nord vedo molte affinità con il nuovo soggetto Curone-Barro. L'importante è però che restino le rappresentanze locali nei singoli organismi gestionali".


A proposito che succede al Parco Adda Nord?
"L'estate scorsa si è dimesso da presidente Agostinelli che doveva restare in carica fino a febbraio di quest'anno. L'anticorruzione regionale sta ispezionando tutti gli atti amministrativi. Io sono entrata in sostituzione di un consigliere e assieme a me anche il Presidente Calvi. Ci siamo affiancati al vice presidente Paolo Mauri e alla Consigliera Simonetta Soldi.. Ora manca ancora il rappresentante dell'ente Regione. Vedremo l'esito finale dell'ispezione, quanti fascicoli andranno in Procura. In Provincia ho fatto la scuola amministrativa sotto la guida puntuale e rigidissima del segretario e del ragioniere capo. Qui qualche superficialità l'ho rilevata".


Merate però vuole uscire dal Parco Adda Nord.
"Già. Noi con l'Amministrazione Albani volevano conferire maggiore territorio, Massironi vuole addirittura lasciare un ente che, con tutti i suoi limiti, dispone di risorse straordinarie. L'atteggiamento è sorprendente: non esce ma non partecipa più. Mi domando che senso abbia. Eppure credetemi la valle dell'Adda è una realtà unica ed è l'unica area italiana che si può fregiare del titolo di territorio di Leonardo, con un ecomuseo dedicato. Con le bellezze di cui già dispone Merate dovrebbe sostenere il più possibile la questione ambientale. Come avevamo fatto noi in provincia, coordinando i piani urbanistici e inserendo corridoi ecologici che, nel caso locale, congiungono l'Adda Nord col Curone passando per la riserva lago di Sartirana. Uscire per risparmiare un pugno di euro è assurdo".


Torniamo alla politica locale, che mi dice di Gino Del Boca, che, peraltro, ha fatto anche il suo nome per le prossime comunali?
"Quando ero nella sinistra giovanile cercavo sempre il confronto con gli iscritti più anziani. Suggerisco a Del Boca di fare altrettanto. E' un ottimo organizzatore, un giovane che sa parlare ed è ricco di motivazioni personali. Diventerà probabilmente il nuovo segretario del circolo al posto di Mazzucchelli, lavora al regionale come responsabile della formazione. Ma riuscirà davvero a gestire il partito qui, in città? Ha un gran lavoro da fare: da quel che vedo il PD è scarsamente presente, nelle piazze come sugli argomenti di attualità. Non mi sembra un buon viatico in vista del 2019".


Come vede questa città?
"Di sicuro non è una città per bambini. Tolto qualche mercatino non c'è nulla. Il centro è presidiato da banche e bar, ora si pensa ad una terza piazza ma ancora non si capisce a che cosa possa servire. Mi piace l'idea di Emilio Zanmarchi di dedicarla ai bambini, anche perché dove ci sono i piccoli ci sono i grandi, i genitori; e così le piazze si riempiono. Si potrebbero fare le feste delle scuole in centro e nei parchi. Ma guardi com'è ridotto il parco di villa Confalonieri, si ha paura persino a entrare. E lo sport? Le migliori squadre sono costrette a emigrare: la pallavolo a Calusco, la ginnastica artistica a Robbiate. Mancano strutture e iniziative coordinate. Troppi eventi frammentati, avulsi da un quadro organico per lo sport e anche per la cultura".


Ha un'idea di chi scenderà in campo nel 2019 per il centrosinistra?
"Al momento non vedo nessuno, ma frequento poco ormai Merate e non vorrei mancare di rispetto a qualcuno che invece i requisiti li ha tutti".


Quanto conta il candidato sindaco rispetto alla sua lista?
"Molto, l'esito elettorale del 2014 lo ha dimostrato. Ma non basta: una lista composita per residenza e attività è molto importante. Anche se credo che nella sconfitta del centrosinistra vi sia stato il vulnus della candidata così come nella vittoria di "Più Merate" abbia avuto un peso determinante proprio Andrea Massironi".    


Se il centrosinistra le dovesse chiedere la partecipazione alla tornata del 2019?
"Ho un debole per l'Amministrazione pubblica e la politica in generale e questo è evidente. Ma senza il contenitore "partito" occorre che sulle cose da fare ci sia chiarezza e condivisione. Credo di poter dare ancora qualcosa a livello amministrativo, quanto meno come appoggio alla formazione di una lista solida e alla scrittura di un programma breve ma realistico. Però sono più selettiva che in passato. Meno disposta alla mediazione purché sia..... Come ho detto Merate ha perso l'attitudine ad essere la città capofila del territorio e questo aspetto per me in un programma deve essere centrale. Merate deve diventare una città per bambini e ridare così vitalità alle aree centrali, ma senza per questo creare conflitti con le persone che vi abitano. Merate deve saper dare allo sport in genere lo spazio che merita perché anche così si aiuta la formazione del giovane".


E' quasi un programma....
"E, ma, come dicevo prima, non abito più a Merate quindi.... Chissà se mi vorrebbero anche solo come "suggeritrice"........".    


Giusto per ribadire il concetto della centralità di Merate...

"Già, proprio per questo....... Va beh cosa devo dirle? Nel 2019 si vota anche a Imbersago......"
Claudio Brambilla
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