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Scritto Giovedì 27 luglio 2017 alle 18:18

Merate: serata con i MMG e gli enti gestori della cronicità

Serata decisamente tecnica quella proposta dalla consulta socio-sanitaria della Lega Nord ieri sera nell'auditorium cittadino sul tema " I MEDICI DI MEDICINA GENERALE E GLI ENTI GESTORI DEI PAZIENTI CRONICI". Presenti (ad eccezione degli assessori meratesi, sindaco escluso ndr) praticamente tutti gli "attori" che si occupano di sanità sul nostro territorio.


Relatori della serata, dopo i saluti di rito dei segretari cittadino e provinciale del carroccio, il presidente della Commissione Sanità di Regione Lombardia Fabio Rolfi e Luca Merlino della direzione generale Welfare. L'incontro è stato promosso alla vigilia di un importate e per certi versi rivoluzionario appuntamento che vedrà coinvolti i medici di medicina generale, i quali entro il 31 Luglio prossimo dovranno accreditarsi o meno come soggetti gestori, in forma associata, dei cosiddetti malati cronici (stimati in circa 3 milioni di lombardi) ovvero i soggetti che necessitano di assistenza sanitaria continua a lungo termine ( i diabetici sono l'esempio più eclatante) . La scommessa dei vertici regionali, in attuazione alla riforma del sistema socio sanitario lombardo fortemente voluta dal governatore Maroni, ed approvata lo scorso anno, è quella di rivoluzionare l'approccio del paziente verso le strutture ed i soggetti sanitari che hanno il compito di curarlo. "PRESA IN CARICO", è il modello di cura che si propone, ovvero, per dirla in modo semplice, il malato cronico non dovrà più preoccuparsi di andare a prenotare esami e visite nei vari plessi con tutti i disagi che ne conseguono ma sarà il suo "medico gestore" ad occuparsi di tutto il suo percorso di cura. Un progetto, hanno sostenuto i relatori, ambizioso ma che la Lombardia vuole fortemente intraprendere per prima a livello nazionale suffragata da numeri eloquenti riguardo la speranza di vita, destinata ad elevarsi, certa che, prima o poi, tutti dovranno necessariamente adeguarsi a questo modello per garantire un minimo di sostenibilità al sistema sanitario nazionale. Sia il direttore dell'ATS dottor Giupponi sia quello dell'ASST di Lecco dottor Manfredi, presenti in sala, si sono detti "pronti ad accettare la sfida, forti di un territorio da sempre all'avanguardia in campo socio-sanitario". Il nostro distretto ha indubbiamente tutte le carte in regola per ambire ad un ruolo di primo piano avendo, a differenza di altri ambiti nella regione stessa, un sistema già consolidato da cui partire. Certo l'impegno si presenta gravoso e sarà necessaria la collaborazione di tutti i soggetti coinvolti, pazienti compresi. Ascoltatori attenti sono stati i vertici di Retesalute , visto il ruolo strategico che l'azienda avrà necessariamente nel nuovo schema, mentre da parte dei rappresentati dei medici di medicina generale (pochi fisicamente presenti) si è manifestato un cauto ottimismo dei propri iscritti arrivando ad ipotizzare un percentuale superiore al 70% di adesione che sarebbe il miglior viatico per l'avvio di questa seconda fase della riforma.
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