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Scritto Mercoledì 12 luglio 2017 alle 07:54

Donato Alfiniti: con l’assoluzione piena è finito un incubo ma ora qualcuno mi deve risarcire di torti e umiliazioni per 4 anni. Ho riorganizzato la P.L. e aiutato commercianti e associazioni

Un passato remoto come rappresentante di commercio, poi 33 anni nella pubblica amministrazione e, infine, a ridosso dei 60 anni, la pensione. E tante giornate piene di volontariato nella croce rossa e alla guida di scuolabus, grazie alle numerose patenti che tiene nel portafoglio. Donato Alfiniti, calabrese di nascita, lecchese di adozione, è stato un personaggio controverso. Molto amato dalla gran parte dei commercianti è risultato inviso a un numero altrettanto consistente di Amministratori, soprattutto durante la consigliatura Robbiani e, nella fase finale della carriera, anche di quella  Massironi. Con il segretario Mario Blandino a fare da denominatore comune tra i due primi cittadini nella critica verso l'allora Comandante della Polizia locale. Dopo una lunga assenza per malattia Alfiniti è tornato in Municipio per prendere le sue cose e lasciare il posto a Roberto Carbone al quale avrebbe dovuto regalare almeno un consiglio: uscire tra la gente, farsi vedere in divisa ma anche senza, per raccogliere rimbrotti e suggerimenti. Ma, evidentemente, questo consiglio non glielo ha dato.


"Con Carbone ho lavorato negli ultimi mesi e non ho nulla da dire. Certo è di un'altra generazione. Io ho trascorso 16 anni a Caprino Bergamasco prima di venire a Merate e in ufficio ci stavo pochissimo. Sono cresciuto non dietro una scrivania, ma sulla strada, imparando sulla mia pelle come ci si deve comportare quando si è sempre a contatto con le persone, ciascuna col proprio carattere".


Sono stati anni difficili gli ultimi che ha trascorso in città.

"
Sicuramente non ho avuto vita facile con il sindaco Robbiani e il segretario Blandino, soprattutto dopo la denuncia del 2011 con l'accusa di tentata concussione".


Una vicenda di multe, De Mori l'avrebbe infilata sotto il tergicristalli di una Mazda risultata nella sua disponibilità e di un'altra auto di proprietà dell'ex assessore Zanmarchi
.
"Diciamo che la multa è la fase eclatante di una situazione deteriorata ed è stata cavalcata per portarmi in tribunale e mettermi alla porta".


Ma non è andata proprio così.

"
Eh no, sono stato assolto dal collegio giudicante con la formula piena "il fatto non sussiste". L'avvocato del comune Marcello Perillo ha tentato in tutti i modi di dipingermi come una persona gretta capace di dare o promettere utilità e il PM Paolo del Grosso aveva chiesto una condanna a 8 mesi con l'ipotesi di un risarcimento al Comune di 10mila euro. Ma il mio avvocato difensore Silvia Mori è stata bravissima nel dimostrare l'inattendibilità sostanziale del teste numero uno dell'accusa, l'ex vigile De Mori e le stesse deposizioni di alcune colleghe del corpo hanno contribuito a smontare tutto l'impianto accusatorio".


Quindi è soddisfatto ora...

"
Sono contento, certo, ma non soddisfatto. Per quattro anni non ho più potuto svolgere appieno la mia funzione né concorrere ad altri incarichi, oltre ad aver subito pesanti contraccolpi sul piano della salute. Ora mi spetta un congruo risarcimento per cui ho avviato un procedimento civile i cui risvolti saranno imprevedibili......".


Che cosa intende dire?

"
Intendo dire che molte circostanze, anche delicate, che hanno portato al conflitto penale potrebbero emergere o sarà necessario che emergano con testimonianze anche di persone che da tempo non sono più a Merate. Dal 2009 in avanti ho passato momenti veramente difficili e sofferti fino alla decisione di lasciare la città per svolgere la funzione di cancelliere presso il Giudice di Pace di Lecco, prima del pensionamento. Sono stato messo brutalmente da parte, Robbiani ha persino aderito alla convenzione con Robbiate, Paderno e Verderio pur di disporre di un diverso comandante; ma si è visto poi che fine ha fatto l'adesione alla convenzione. Mi scusi ma adesso qualcosa mi deve essere restituito".



Però lei sin dai primi giorni è stato critico verso il corpo di polizia meratese...

"
Sono arrivato nel 2000 a Merate dopo 16 anni a Caprino con i requisiti necessari per carriera interna al ruolo di comandante. Ho sostenuto il colloquio col sindaco Perego e il segretario Gerace, uomo non facile, determinato e preparatissimo. Mi hanno proposto un periodo di prova: 1 anno di tempo ho chiesto, ma dopo 3 mesi l'assessore Andrea Colombo, delegato al commercio e sport, mi ha consegnato la lettera di assunzione. Ho detto subito che il corpo composto da pochi uomini con pochi mezzi mi sembrava scarsamente operativo, più incline ai lavori di routine che a quelli di stretta competenza, privo di concrete direttive su cosa fare e con del risentimento evidente che covava sotto la cenere. Non è stato facile ricostruire la sezione per portarla all'altezza della seconda città della provincia".


E, secondo lei almeno, è riuscito nell'impresa?

"Forse avrei potuto fare di più e meglio, ma almeno dopo pochi anni il corpo disponeva di tredici uomini, avevamo diverse auto nuove e una prima rete di telecamere piazzate nei punti strategici del centro grazie alla partecipazione a progetti di sicurezza promossi dalla regione. Una decina di progetti cui ho preso parte andando avanti a indietro dal Pirellone. Se ci si dà da fare qualcosa si ottiene".


S
icurezza a parte il suo "pallino" però sembrava essere il commercio...

"
Prima di essere messo nell'angolo mi avevano tolto la delega e la responsabilità del commercio che mi imponeva di lavorare anche in questa direzione.  Vede una città è viva non tanto per il numero di spettacoli quanto per la dinamicità del commercio fisso e ambulante. Ho ridotto quest'ultimo cercando di portarlo a un livello sufficiente a competere con i centro commerciali, perché è con questi che si deve misurare un mercato di paese, non certo col commercio fisso. E per quest'ultimo mi sono adoperato per facilitare le iniziative soprattutto dopo la costituzione dell'associazione la Nostra Mela, nata per dare un po' di energia ai commercianti per i quali la locale associazione di categoria poco o nulla faceva".


Così sono nati il distretto e la notte bianca...

"Sì, c'era già Albani come sindaco, e io lavoravo benissimo con gli assessori Brambilla e Arlati. Con altri comuni abbiamo dato vita al distretto del commercio: ciascuno portava un progetto da sottoporre alla regione per il finanziamento. Noi portammo il rifacimento del fondo stradale di via Roma e via Sant'Ambrogio e assieme agli altri comuni ottenemmo 400mila euro. Nel 2008 la Nostra Mela varò la prima edizione della Notte Bianca a Merate, diciamolo, un'edizione di livello molto alto che riscosse un grandissimo successo".



Sì, in effetti le prime edizioni furono decisamente accattivanti, poi....

"
Ci sono diversi elementi che concorrono al successo di un progetto: la condivisione, l'assunzione di responsabilità, il lavoro di squadra. Prima di ogni iniziativa noi convocavamo tutte le parti interessate attorno ad un tavolo per trovare una sintesi e, tentare almeno, di mettere tutti d'accordo. Poi occorreva che qualcuno firmasse le carte e si assumesse la piena responsabilità. Ecco qui, mi consenta di fermarmi un momento: quando leggo che si vieta uno spettacolo in cortile per la mancanza di vie di fughe mi viene da sorridere. Vede, io forse a volte avrò pure sbagliato o esagerato, ma mi sono preso sulle spalle le responsabilità di autorizzare le manifestazioni interpretando le norme nella maniera più estensiva possibile, pur restano nel limite delle medesime. Oggi nessuno si prende più una responsabilità e l'interpretazione è la più restrittiva che si può. Così succede che in alcune parti le norme sono del tutto infrante e nessuno si impegna a farle rispettare, in altre invece sono così rigide da impedire addirittura che un evento si possa svolgere. E non mi faccia fare nomi né esempi".


Paradossalmente si fanno rispettare meglio le regole, interpretandole in maniera estensiva...
"Certo, perché non si impediscono le manifestazioni ma si pone un limite invalicabile. E a sorvegliare quel limite ci sono gli uomini della polizia locale. Oggi vedo tante iniziative di associazioni senza fine di lucro morte per eccesso di burocrazia e poi situazioni del tutto fuori controllo che infrangono qualsiasi norma a partire da disturbo della quiete pubblica perché tanto nessuno controlla".


Qualche esempio di interpretazione estensiva?

"Le tombolate al palazzetto dello sport: 600 posti, quasi mille persone presenti ma tutte in sicurezza con vie di fuga sorvegliate e capifila per alzarsi e ritirare il premio in nome del giocatore in modo che non ci fossero troppi spostamenti nel perimetro del campo di gioco. Ma lo stesso vale anche nell'esercizio stretto del compito: perché passare dalla centrale degli acquisti per un'auto della P.L. che prevede tre soggetti diversi: chi vende il mezzo, chi lo allestisce e chi lo completa. Se poi qualcosa non funziona a chi mi rivolgo? No, preferisco avere un solo interlocutore. E' una questione di praticità cui si può ricorrere nel rispetto della legge, ma bisogna avere il coraggio di spingersi fino al limite".



Com'è che con Robbiani non si è trovato?

"Posto che  non ho nulla contro Robbiani, forse mal consigliato, credo che un eccesso di dinamismo non fosse gradito. Quando ti muovi troppo rischi che chi ama stare più tranquillo dica che lo fai per interesse personale. Da lì parte il famoso venticello che spira sempre più forte..... Avevo predisposto un regolamento del commercio concordato con commercianti e ambulanti e sottoposto anche al vaglio dell'organo superiore lecchese. Il Consiglio comunale l'aveva approvato ma poi fu cambiato dal Segretario in forza delle nuove norme "burocrazia". E subito dopo la responsabilità del commercio mi è stata tolta e affidata all'ufficio tecnico. Credo che le associazioni più dinamiche abbiano notato subito la diversità di atteggiamento rispetto alle iniziative proposte....".


Del resto Robbiani in campagna elettorale aveva già detto che in caso di vittoria avrebbe sostituito il comandante della P.L.

"
Esatto. Per cui sapevo già che lo cose si sarebbero messe male. Ci sono altre questioni che qui preferisco non citare, vedremo poi se sarà necessario farlo in sede del procedimento civile. Diciamo che con la denuncia del 2011 è stato facile togliermi il comando e entrare in convenzione con gli altri comuni. Ma come si sa la scelta si è rivelata disastrosa con il cambio di due comandanti in pochi anni, prima Monica Pezzella, rimasta al vertice solo 7 mesi e poi il suo vice Giovanni Bacile fino allo scioglimento della convenzione e il ritorno ad una gestione autonoma della P.L. dal luglio del 2014. Io però dopo una lunga malattia già dal giugno 2013 avevo preferito chiedere la mobilità e andare alla cancelleria del Giudice di Pace di Lecco. Con lo scioglimento della convenzione il ruolo di comandante mi doveva essere restituito. Invece col processo aperto era stato nominato Angelo Belloli comandante pro tempore fino all'arrivo di Carbone. Insomma Massironi aveva completato l'opera iniziata da Robbiani. Il rientro a Merate è stato per me molto doloroso: ridotto a passacarte, martellato da ogni dove, ho preferito andare in pensione appena è stato possibile".


Si è mai chiesto quali fossero le ragioni di questa presunta ostilità?

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Più volte, ma le risposte non sono supportate da prove. Vede, Robbiani non tollerava extracee sul territorio di Merate e secondo lui avrei dovuto impegnare le forze nel dare la caccia al  marocchino di turno. Ma sa cosa succede quando ne prendi uno? Ci sono carte da compilare poi lo si porta in Questura e anche lì una lunga trafila poi se va bene gli danno il foglio di via e l'indomani è di nuovo in giro e se va male bisogna accompagnarlo al più vicino centro di prima accoglienza, cioè Reggio Emilia. Personalmente preferivo tenerli sotto controllo e concentrare le forze sui compiti più specifici di un agente di polizia locale, che non è un carabiniere. Poi anche sulla viabilità non eravamo d'accordo, fu lui a voler chiudere via Terzaghi in entrata e non volle sentire le mie ragioni. Ora leggo che Massironi spenderà 250mila euro per riaprire la strada a chi entra in città, quando basterebbe segnalare meglio le diverse corsie e ottenere lo stesso risultato con poca spesa. E poi c'era la questione del mercato. Chi lo frequenta lo fa come alternativa al centro commerciale. E in gran parte i visitatori non sono di Merate. Quindi arrivano in auto. Proposi di portarlo nei pressi della Città Mercato, su aree vaste con ampi parcheggi a disposizione, avremmo liberato il centro da una situazione soffocante per clienti, residenti e ambulanti senza per questo penalizzare il settore. Tutto inutile".


Fu un rapporto, per così dire, "difficile" anche con Mario Blandino

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Le dirò, recentemente ho letto sul settimanale cittadino un'affermazione attribuita allo stesso segretario avvocato Blandino secondo cui: "....quelli che vogliono la "scomparsa" dei segretari comunali, vogliono che restino solo i Responsabili/Dirigenti al soldo del Sindaco di turno". Personalmente in trentatré anni trascorsi nella pubblica amministrazione non ho conosciuto responsabili di questo tipo, ma due segretari comunali così'... si! I veri segretari comunali fanno la storia con il sindaco di turno...   


Perego, Albani, Robbiani, Massironi, ne ha conosciuti di sindaci di Merate... Un giudizio sommario?

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Perego è uomo dalle ampie visioni, aperto al confronto e sempre disposto a concedere fiducia; Albani e persona degna di grande rispetto ma con visioni più ridotte e comunque è legato alla sua storia; Robbiani doveva (e poteva) essere l'uomo della svolta, invece quella svolta non l'ho proprio vista; su Massironi preferisco non esprimere alcun giudizio".


Ora, a parte il volontario che cosa fa?
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Beh tanto per cominciare vengo ad abitare a Merate, in centro. Credo di riuscire a concludere il trasloco entro poche settimane".


Ah, questa è una notizia....
"Un pettegolezzo, semmai, io non faccio più notizia, almeno non dopo la sentenza di assoluzione dello scorso anno".



Ma ha fatto capire che nel corso del procedimento civile potrebbero esserci spunti, diciamo così, interessanti...

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Non lo so, vedremo come si metteranno le cose".


Lei è stato anche a lungo consigliere comunale a Caprino Bergamasco, le è rimasta la passione per la politica?
 "La politica mi ha sempre appassionato e sommata alla conoscenza della macchina amministrativa mi ha aperto molti orizzonti e anche un po' di voglia di fare".


E' vero che l'esperienza è tutto?

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E' vero solo in parte nel senso che qualcuno di provata esperienza in una maggioranza ci deve essere ma poi occorrono grande voglia di fare e notevole coraggio di assumersi responsabilità. Senza quest'ultimo requisito si rischia di amministrare un Comune con la stessa logica del condominio. A mio parere ci vogliono persone che, a prescindere dal grado di cultura, aprono la finestra e sanno leggere i problemi della città. E lo dico da cittadino. Se giri tra la gente capisci meglio che cosa davvero vuole....... E se quello che senti non corrisponde alla tua volontà la devi rimettere in discussione. Se non si ascolta il cittadino, e l'Amministrazione in carica mi sembra che soffra di questa sindrome, allora è difficile chiedere nuovamente il consenso dopo i primi cinque anni".
Claudio Brambilla
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