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Scritto Mercoledì 05 luglio 2017 alle 19:07

Mandic: depressione prima e dopo il parto. Un progetto per prevenire e curare


L'ASST di Lecco estenderà il progetto di prevenzione e trattamento precoce della depressione in gravidanza e nel post-parto anche all'ospedale Mandic di Merate. Un'iniziativa, collaudata nel corso degli ultimi due anni e mezzo al presidio lecchese, che intende ridurre il numero delle neomamme e quelle del futuro che risentono a livello psicologico di un'attesa ansiosa, avvertono il timore di non potercela fare, di non riuscire ad essere all'altezza di considerarsi mamma, intercettando dunque per tempo un problema che troppo spesso la mente inibisce per tutta una serie di ragioni. I dati del meratese parlano di una donna su dieci, tra quelle sottoposte ad un'attenta analisi medica, che ha riportato questo genere di problematiche, durante o dopo la gravidanza.

Il dottor Antonio Lora, direttore del dipartimento di salute mentale dell’azienda sanitaria lecchese,
il direttore socio sanitario dell’ASST, dr. Enrico Frisone, e il direttore generale Stefano Manfredi

 

Un numero da abbattere secondo l'ASST che continuerà in questo senso a collaborare con l'associazione Itaca, una realtà presente in molte città italiane a sostegno alle difficoltà psichiche e che a Lecco all'inizio del 2015 aiutò il Manzoni a fare decollare il progetto. Nella mattinata di mercoledì 5 luglio i dirigenti ospedalieri hanno parlato per la prima volta della sua trasposizione anche a Merate, partendo da quello che già è stato fatto.

Marinawa Da Rocha dell’associazione Itaca con il dr. Rinaldo Zanini,
direttore del dipartimento materno infantile dell’ASST lecchese

Le dottoresse Simona Ciervo e Paola Landi, referenti del progetto per il dipartimento salute mentale dell’ASST di Lecco

''Le cose importanti che vanno evidenziate sono due: la diade e l'innovazione di questo progetto - ha spiegato Rinaldo Zanini, direttore del dipartimento materno infantile - Non ci si rivolge ad un paziente solo, infatti, ma alla diade madre-neonato, perciò l'azione di diagnosi precoce e preventiva su elementi sfumati consente di raggiungere una funzione genitoriale più robusta ed è quindi anche una forte e chiara azione di prevenzione nei confronti delle problematiche del bambino. Stiamo sperimentando una cosa assolutamente innovativa, lo scopo è infatti quello di attuare uno screening universale senza rivolgerci a chi esprime un bisogno ma verso tutte le donne che hanno partorito nei nostri due ospedali''.

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L'efficacia del progetto è dunque collegata allo stato psicofisico del neonato (nel cui sviluppo come più volte è stato ripetuto durante la conferenza di mercole mattina è fondamentale il ruolo materno) mentre nella sua parte più concreta si sviluppa attraverso uno screening, cioè una sorta di questionario al quale verranno sottoposte tutte le donne in dolce attesa. ''Saranno tre i momenti salienti in cui andremo ad indagare lo stato psicologico delle mamme - ha spiegato la dottoressa Paola Landi, referente insieme a alla psicologa Simona Ciervo del progetto per il dipartimento di salute mentale - La mission è quella di intercettare tutti i possibili quadri di disagio psichico che avvengono nel periodo pre natale, in quello gestazionale e nei sei mesi post-parto con particolare interesse ai disagi depressivi, fino ai cosiddetti maternity blues e baby blues che colpiscono il 70% delle donne e che si trattano in realtà di patologia depressiva sfumata che rientra nell'arco 2 settimane''. Secondo il dottor Antonio Lora, direttore del dipartimento di salute mentale dell'ASST, c'è però un nemico da sconfiggere, cioè ''lo stigma che opera profondamente quando persistono dei problemi di salute mentale''. ''Le persone hanno capito che, nel caso di malattie gravi come un tumore, ad esempio, devono fare diagnosi precoci per avere più possibilità di guarire - ha commentato il dottor Lora - Questa consapevolezza con la salute mentale ancora non è arrivata. La gente ha paura a confessare di avere dei problemi e ciò impedisce alle persone di raggiungere un servizio, tanto è vero che noi come servizio di salute mentale abbiamo avuto pochissime donne che hanno avuto problemi durante e dopo la gravidanza''.

A.S.
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