Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 428.178.816
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Giovedì 29 giugno 2017 alle 15:49

GDF: OPERAZIONE ''MUTTLEY''. VOLEVANO INCENDIARE IL LIDO “CAPRICCIO” SULL’ISOLA D’ELBA

Nella mattinata odierna, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Firenze hanno dato esecuzione ad una ordinanza restrittiva della libertà personale emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Livorno - Dott. Antonio Del Forno - su richiesta della Procura della Repubblica livornese, diretta dal Procuratore Dott. Ettore Squillace Greco. Il provvedimento cautelare eseguito dai Finanzieri del Gruppo Investigazione sulla Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Firenze ha riguardato 5 persone italiane (di cui 2 destinatari di misure cautelari ristrettive della libertà personale in carcere (B. R. e L. G.) e 3 ai domiciliari (U. M., L. R. e M. Z.), indagate a vario titolo per l'ipotesi di reato di concorso in tentata estorsione. In particolare, le indagini svolte dalla Fiamme Gialle fiorentine, sotto la direzione del Sost. Proc. Daniele Rosa, hanno permesso di individuare un sodalizio criminale il cui soggetto di spicco era un noto imprenditore di Piombino (LI), operante nel settore della compravendita di prodotti ittici, intenzionato a compiere un atto di natura incendiaria nei confronti di un'imprenditrice che gestiva sull'Isola d'Elba uno stabilimento balneare, al fine di intimorirla e riuscire a riscuotere un pregresso credito di oltre € 60.000. Allo scopo di dare seguito all'azione intimidatoria, il menzionato imprenditore, unitamente ad ulteriori tre soggetti "soci in affari", si rivolgeva ad un noto pregiudicato di origini siciliane (L. G. residente da anni in Francia), che, dietro il compenso di € 5.000, avrebbe dovuto provvedere ad incendiare un capannone adibito a rimessaggio di barche. La preparazione dell’atto intimidatorio, con l’acquisto del materiale incendiare e gli inneschi (benzina, lana, legname e fogli di giornale), è stato costantemente monitorate dai Finanzieri del GICO di Firenze mediante appostamenti, pedinamenti e sopralluoghi, e, prima che l’azione si compisse, i militari sono intervenuti sottoponendo a controllo e segnalando all’Autorità Giudiziaria i soggetti indagati per possesso ingiustificato di materiale esplodente. Il quadro probatorio assicurato dai militari del GICO di Firenze all’Autorità Giudiziaria inquirente del capoluogo livornese, supportato, altresì, da numerose conversazioni telefoniche intercettate, ha consentito di tratteggiare un quadro accusatorio chiaro dei soggetti coinvolti nonché dei ruoli, compiti e mansioni di ciascuno che è stato condiviso dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Livorno – Dott. Antonio Del Forno ed ha portato a disporre il provvedimento di restrizione della libertà personale eseguito nella mattinata di oggi. Per il pregiudicato siciliano, già coinvolto in passato per medesimi fatti criminali, è stato emesso dall’Autorità Giudiziaria inquirente un Mandato d’Arresto Europeo, in virtù del fatto che lo stesso risulta residente da anni in Francia (EE), e tramite l’Interpol sarà interessata la polizia giudiziaria francese che provvederà all’arresto del soggetto, per la sua successiva estradizione in Italia.
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco