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Scritto Lunedì 28 febbraio 2011 alle 16:12

Merate: domenica 13 marzo una conferenza sul ‘giudice ragazzino’

Il giudice Rosario Livatino
L'allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga lo appellò "il giudice ragazzino", non molti giorni dopo la scoperta del legame mafia-massoneria, usando questa espressione:
"Possiamo continuare con questo tabù, che poi significa che ogni ragazzino che ha vinto il concorso ritiene di dover esercitare l'azione penale a diritto e a rovescio, come gli pare e gli piace, senza rispondere a nessuno? ... Non è possibile che si creda che un ragazzino, solo perché ha fatto il concorso di diritto romano, sia in grado di condurre indagini complesse contro la mafia e il traffico di droga. Questa è un'autentica sciocchezza! A questo ragazzino io non gli affiderei nemmeno l'amministrazione di una casa terrena, come si dice in Sardegna, una casa a un piano con una sola finestra, che è anche la porta".
Giovanni Paolo II lo definì "martire della giustizia, indirettamente, della Fede".
A tratteggiare ora la figura di Rosario Livatino sarà il dott. Carlo Cecchetti, giudice presso il tribunale di Como, in un incontro promosso per domenica 13 marzo alle ore 15.30 presso l'Aula Paolo VI di Palazzo Prinetti a Merate. La conferenza è stata promossa dall'azione cattolica locale in collaborazione con Pax Christi Lecco e la comunità di Via Gaggio.
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