Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 354.726.250
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 22/09/2020

Merate: 13 µg/mc
Lecco: v. Amendola: 7 µg/mc
Lecco: v. Sora: 12 µg/mc
Valmadrera: 9 µg/mc
Scritto Mercoledì 07 giugno 2017 alle 07:22

Merate: Arlati-Ventrice i due volti dell’associazionismo locale. ''Ma in città domina la burocrazia e organizzare eventi non più possibile. Notte bianca? Superflua. Holi Trip? Un mistero''

Sono due irriducibili, combattenti senza se e senza ma, instancabili promotori e animatori di iniziative socio-popolari. Il primo, Pierpaolo Arlati classe 1940, è stato il solo democristiano a voltare le spalle al partito nel quale aveva militato da quando portava i pantaloni alla zuava per un profondo disaccordo sui contenuti - largamente espansivi - del Piano Regolatore Generale. Il secondo, Giacomo Ventrice, classe 1959, dopo una carriera politica condotta fino alle stanze romane, ha vestito i panni dell'ultimo giap del partito socialista. Ha tenuto alta la bandiera con il garofano nel pugno fino a quando al gazebo è rimasto solo. Tutti i compagni si erano defilati, ma lui, incrollabile craxiano, ha continuato a sventolarla e ancora oggi crede o quanto meno confida in una rinascita socialista.

In piedi Attilio Biondi, candidato per il centrosinistra nel 1995




Nel 1995, dopo una vita passata all'ombra dello scudocrociato Lei fonda la lista civica "Merate Domani". Che cosa era successo?
 
Pierpaolo Arlati
"Era successo che la maggioranza di centrosinistra Dc-Psi con Mario Gallina sindaco e Aldo Castelli vice, presenti tutti i capi democristiani ancora attivi come Albani e Massironi, aveva approvato un piano regolatore che giudicavo estremamente dannoso per la città. Giusto per dare un'idea dal Vedù a via Moro a Pagnano fino alle aree di via Bianchi nei pressi dell'osservatorio astronomico erano state rese edificabili. E oggi, a 20 anni di distanza, se ne vedono le conseguenze dal punto di vista ambientale".











Dunque anche il PSI non esitava a manovrare la leva edilizia.


Giacomo Ventrice "
Diciamo che erano altri tempi e che un po' questo era il prezzo dell'alleanza. Il Psi era all'opposizione sin dal dopoguerra e doveva ancora maturare un ruolo di governo. Il nostro leader Marcello Basosi mal digerì quel Piano che invece Aldo Castelli sosteneva fosse necessario per favorire l'arrivo di giovani coppie in città. Secondo Castelli non si doveva porre un limite allo sviluppo. Forse con la visione di oggi questa convinzione non è risultata troppo lugimirante".


 

 

 

Il gruppo socialista: da sinistra Aldo Castelli, Marcello Basosi, Giuseppe Borra e Romualdo Demontis



Castelli è rimasto di quell'opinione probabilmente anche se poi, con la diaspora democristiana, si è fatto un movimento tutto per sé.


P.A. "
Sì ma non ha mai ottenuto successo. Ha sicuramente una capacità politico-amministrativa di rilievo ma non vive tra la gente, ha una visione elitaria che alla fine vanifica anche le sue innegabili qualità. Nel 1995 con la lista Merate Domani - e cinque formazioni in campo - sono arrivato al 17% assieme alla sinistra, alla Lega e al Polo. E Perego non è arrivato al 29%. Se avessi appoggiato Attilio Biondi con molta probabilità il centrosinistra avrebbe vinto. E lo stesso è accaduto nel 1999 quando Gallina è uscito sconfitto da Perego. Nel 2004 abbiamo vinto con Albani ma nel 2009 il sindaco uscente ha voluto fare da sé lasciando fuori il mio gruppo e ha perso clamorosamente contro Robbiani".


G.V. "Castelli è un notevole teorico ma credo abbia ragione Arlati, le elezioni si vincono stando fra la gente. Ghezzi, Romerio, Gallina, Perego, Albani, Massironi, sindaci dal volto popolare, facilmente riconoscibili, presenti in piazza, mai elitari. Per questo nel 2014 il centrosinistra ha perso; Silvia Villa non era conosciuta in città e non è bastato l'impegno dei partiti di riferimento a battere un Massironi che pure rappresentava solo una parte del centrodestra".





Voi lavorate sodo tra le gente e di iniziative ne avete inventate e realizzate moltissime.


P.P. "
Molte meno di quelle che avrei voluto. Vede il Comune si può suddividere in due settori, quello politico e quello tecnico. Il politico spesso è incline a favorire iniziative, il funzionario invece il più delle volte si limita a applicare alla lettera leggi e regolamenti. Anche se sono assurde. Per esempio sa perché non organizziamo più la risottata in piazza che pure aveva sempre riscosso molto successo? Perché il funzionario comunale pretende una dichiarazione che le panche sono ignifughe. Ma chi mai può certificare una dichiarazione del genere? E poi le panche vanno legate e assicurate a terra. Insomma un lavoraccio che, tra l'altro, richiede anche costi per le certificazioni. Così è impossibile sviluppare qualcosa. Le faccio un altro esempio: come banda pensavamo di tenere un concerto dietro al CDD ma ce lo hanno impedito perché, a dire degli uffici, non ci sono vie di fuga. Ma come, ci sono due grandi cancelli, non bastano? Il concerto lo terremo a Novate ma come si fa a dire no a un'iniziativa che avrebbe fatto bene a tutto il quartiere di via Verdi.





Un po' come il divieto a Ronzinante di mettere in scena spettacoli teatrali nelle corti perché prive di uscite secondarie.


G.V. "
Infatti, una presa di posizione inspiegabile. Ma c'è di più, alla Proloco, quando ero presidente, hanno impedito, a cinque giorni dall'evento, uno spettacolo a Villa Cedri che doveva essere trasmesso da RTL 102,5 perché non c'erano vie di fuga. In un parco di 100mila mq. non c'erano vie di fuga??? Così ci abbiamo rimesso 5mila euro di caparra e io ho lasciato l'associazione cittadina".








Ma come si spiega allora che in un prato privato con poche uscite si autorizzano spettacoli con 7-8mila ragazzi?

 
G.V. "Questo resta un mistero. Io non sono contrario per principio a Holi Trip ma mi chiedo: non ci sono in città associazioni in grado di organizzare eventi di massa e riuscire a ottenere i relativi permessi? Perché mi suona strano che si dica no a un'iniziativa capace di coinvolgere 100 persone e sì a una che ne prevede oltre 7mila. E poi c'è il luogo che francamente credo non sia per niente idoneo a ospitare così tanta gente. Anche quest'anno non è successo nulla di grave ma le strade urbane e provinciali invase da gruppi di giovanissimi sono la conferma che bisogna cercare una nuova location. Aggiungo che eventi come questo portano beneficio a pochi e disagi a tanti. E la città non ne trae giovamento; il Comune non dovrebbe favorirle ma collaborare fattivamente a manifestazioni che, attirando gente, fanno anche girare l'economia locale, il commercio fisso, tutto ciò che poi genera ricadute positive sulla collettività."


P.A. "
Se i giovani hanno bisogno di questo sfogo lo posso capire ma certo non condividere. Cosa semina nel sociale, nel culturale questa gioventù? All'Holi trip c'erano 7mila ragazzi, in sala civica per il Manzoni 70 (tra l'altro onore alla Spezzaferri per il ciclo manzoniano). La mia giovinezza l'ho trascorsa a cercare di essere utile agli altri; amo i miei ragazzi della banda perché nell'impegno costante si divertono e non si tirano mai indietro".





Tra l'altro, eventi vuol dire anche somministrazione di cibi e bevande.....


G.V. "
Lì la situazione è disastrosa, chiedono la presenza di un soggetto titolare di autorizzazione (ex REC ndr) anche per un aperitivo a base di succo di frutta, i controlli sono continui e, soprattutto, chi organizza si deve assumere ogni responsabilità. A quel punto se non si lavora per il profitto come l'Holi Trip o la Notte bianca del 2015 organizzata e gestita da società private, si finisce per scoraggiarsi e lasciar perdere".








P.A. "
Noi contiamo per la sopravvivenza della banda sull'osteria dei giorni 7 e 8 dicembre che garantisce entrate per continuare l'attività (che costa 17-20mila euro l'anno e non gode di benefici pubblici se non in misura minimale). Spero proprio che non arrivi anche lì l'ottusità della burocrazia visto il grande successo che riscuote l'iniziativa ogni anno. Ma quando penso alla soppressione della festa a Villa Perego di Cicognola per ragioni di cucina e di sicurezza mi chiedo che cosa sia davvero possibile organizzare oggi".







Ma secondo voi Merate è veramente una città dormitorio o morta come sostengono alcuni?



P.A. "
Ma va, Merate è una città vivissima, le manifestazioni sono innumerevoli ma sono settoriali e ciascuna associazione fa da sé. Sa perché poi diventa morta? Perché mancano le autentiche manifestazioni popolari nelle piazze centrali, quelle che durano un pomeriggio ma che richiamano con iniziative anche culinarie la gente. A Brugarolo e Sartirana le cucine sotto i tendoni funzionano sempre, la gente ama mangiare in compagnia anche se alla buona. La signora Spezzaferri si dà molto da fare ma punta a eventi elitari mentre il successo lo fa il popolo. Io vado regolarmente alla Scala e nei principali teatri italiani ma le feste a Merate che organizzavo erano feste popolari".


G.V.
"Ha perfettamente ragione, gli eventi in città sono tantissimi ma scollegati fra loro e troppo spesso di nicchia. Come il ciclo di film organizzato da una associazione di Milano, costata un occhio della testa cui hanno assistito qualche decina di spettatori in tutto. Una follia. Bisogna mettere assieme tutte le risorse come fanno a Cernusco e organizzare 3-4 grandi eventi l'anno, capaci di far muovere migliaia di persone. Inutile disperdere energie e risorse in mille rivoli come fa l'Amministrazione in carica. Si crei una consulta veramente attiva e si stili un calendario condiviso. Poi 3-4 volte l'anno tutti nelle piazze, da piazza Italia a piazza Vittoria. Il risultato sono vere feste di popolo".
P.A. "Dimentichiamo il cinema all'area Cazzaniga. Sono andato una sera c'erano dieci spettatori e mi è stato vietato di portare una seggiola. Come faccio a stare due ore diritto su una pietra? E per quella manifestazione hanno pure chiuso la via Cazzaniga. Un'assurdità. Il cinema sotto le stelle era un appuntamento di grande richiamo".





Va anche detto che i commercianti si sono un po' defilati.....



G.V.
"Guardi l'errore grosso è stato commesso fondando La Nostra Mela. Si è creata in città una divisione tra chi stava con l'associazione commercianti di Mandelli e chi con La Nostra Mela di Comi. Oggi è rimasta la frattura e né gli uni né gli altri fanno più qualcosa. L'obiettivo delle manifestazioni in piazza è economico, lo dico chiaro: devono portare bene alla città e ai suoi operatori, ma oggi sembra vada di moda far lavorare sodalizi che arrivano da fuori Merate. Così le Proloco sotto i diversi presidenti partono con entusiasmo ma dopo un paio d'anni si arenano. E salta pure la notte bianca".







P.A.
"Personalmente ritengo che non abbiamo alcun bisogno della notte bianca, lì lavorano solo qualche bar e i venditori di birra che vengono da fuori. Le famiglie fanno un giro un'oretta poi se ne vanno. Le feste iniziano con il pranzo del mezzogiorno e finiscono con la cena delle otto. Un concerto finale e poi a casa. Dopo una certa ora in giro solitamente ci sono solo persone che non lavorano né studiano. Non è un bel vedere".










Programmi?



P.A. "L'anno prossimo la banda musicale festeggia 170 anni. Faremo tanti concerti in Italia e all'estero. Io tra l'altro sono presidente ANBIMA, l'associazione nazionale delle bande italiane e seguo 330 gruppi lombardi. Per cui sono sempre in giro. Spero di poter organizzare qualche spettacolo in piazza con annessa iniziativa culinaria. Ma se penso alla somministrazione di ostriche che mi è stata vietata mi demoralizzo. I funzionari avranno pure le loro ragioni ma il buon senso non può mancare se si vuole evitare la paralisi totale. Vorrei offrire un aperitivo in piazza ma devo avere un barista titolato; non dico se mi serve una bombola del gas, perché.....aiuto meglio chiudere tutto".


G.V.
"Davvero, tante volte vien voglia di non fare più nulla. Eppure Andrea Massironi in campagna elettorale aveva promesso che: 1) avrebbe attivato uno sportello unico per aiutare le associazioni a districarsi tra la burocrazia invece c'è uno sportello che si limita a indicare dove sono gli uffici; 2)avrebbe predisposto un kit già certificato con palcoscenico, sedie, impianti audio e video, bagni pubblici, impiantistica elettrica, da noleggiare ai sodalizi in modo da snellire al massimo le procedure e favorire le manifestazioni; ma nulla di tutto ciò è stato avviato. Promesse disattese. Noi come Giovani per Merate continueremo a lavorare sul Castello, per farlo conoscere e chissà, domani trovare qualcuno in grado di utilizzarlo".




Due domande sull'attualità: Municipio a Villa Confalonieri e biblioteca a Palazzo Tettamanti
.


P.A. "E' impossibile riportare il Comune in via Garibaldi, mancano gli spazi anche utilizzando portineria e scuderie. Quanto al centro culturale non abbiamo i 'numeri' per mantenere in vita una struttura del genere, troppo grande ormai e troppo costosa, il Palazzo e la Villa assieme avrebbero costi insostenibili".


G.V. "Sono d'accordo sull'impossibilità di un ritorno del Municipio in via Garibaldi mentre penso come Gino Del Boca che la biblioteca ci potrebbe stare a palazzo Tettamanti riorganizzando bene gli spazi. I soldi spesi (inutilmente) per la stecca posteriore, oggi si possono mettere a profitto utilizzando tutte le superfici disponibili. Con la biblioteca in piazza degli Eroi sarà possibile cedere alla scuola media i locali di piazza Riva Spoleti".


Il comizio elettorale di Dario Perego. A sinistra Roberto Formigoni, a destra Alessandro Patti




Un grande centro culturale in centro città è da considerarsi un errore progettuale dell'ex sindaco Perego?


P.A. "
Guardi io penso che Dario sia stato il sindaco più sveglio e in gamba che abbiamo avuto, azzardo a dire anche rispetto all'ingegner Zappa. Ma si è fatto prendere la mano da manie di grandezza e ha inanellato due errori gravissimi, soprattutto l'area Cazzaniga che avrei tanto voluto abbattere quando ero assessore ai lavori pubblici. E' un buco enorme, invivibile e in gran parte inutilizzabile. E neanche bello da vedere. Albani, la Zappa, Lanfranco Consonni, erano tutti in disaccordo ma per spirito di partito hanno votato a favore, invece avrebbero dovuto mettere Perego in minoranza e tornare al voto chiedendo ancora ai cittadini quale futuro volevano per l'area Cazzaniga. Albani mi disse un giorno: 'Io sono contrario ma sono anche un galantuomo e ho giurato fedeltà al partito e al mio sindaco".



G.V. "
Neppure io ho un giudizio negativo su Perego e anzi penso che il centro culturale ci poteva anche stare ma senza stecche posteriori, bastava il palazzo. Ora c'è un municipio che sta dentro spazi doppi rispetto alle reali necessità e che costa tantissimo in termini di gestione. Insomma alla fine anche la scelta di Albani si è rivelata sbagliata".




Siete entrambi di centrosinistra, c'è qualcuno del vostro schieramento che si sta scaldando per il 2019?


P.A. "
La sinistra, non ha persone spendibili. Con una battuta direi non ha né un Albani né un Arlati. Gente conosciuta che già da sola porta centinaia di voti. Hanno sempre vinto personaggi noti, per questo la Villa ha perso; non lo era. I meratesi doc votano la persona, gli altri, una minoranza, il partito o l'area. E in questo momento il centrosinistra non ha volti noti da mettere in campo".









G.V. "
Concordo, a oggi non vedo una figura riconoscibile che possa guidare il centrosinistra; purtroppo sono sempre meno le persone disposte a impegnarsi per la cosa pubblica. Ma secondo me non dobbiamo comunque ripescare nel passato. Dobbiamo guardare avanti e sostenere i giovani mettendo la nostra esperienza a loro disposizione".





Claudio Brambilla
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco