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Scritto Mercoledì 31 maggio 2017 alle 07:42

Del Boca: noi giovani PD puntiamo a un centrosinistra unito. Quanto al programma va bene la biblioteca in centro ma la priorità di Merate è un grande piano per il sociale e lo sport

Sì, io sono uno di quei giovani che fanno politica e vogliono crescere in politica; uno di quelli che lei ha criticato perché pur non frequentando i Consigli comunali, pretende di dire la propria sui temi più importanti della città.



Beh non le sembra un tantino contraddittorio snobbare le aule istituzionali e poi intervenire indicando una linea politica nel nome di un partito che ha militanti e iscritti alcuni dei quali storici e sempre presenti a Consigli e Commissioni?

Forse sì, e personalmente mi sono impegnato a partecipare alla vita amministrativa della città. Aggiungo che noi del PD dobbiamo tornare tra le gente, in piazza, farci riconoscere, discutere con i cittadini. Tuttavia desidero sottolineare che non sono uscito dal nulla, ma faccio politica da quando avevo 14 anni, i meccanismi politici li conosco. Mi mancano le traduzioni amministrative di questi meccanismi ma per fare esperienza c'è un solo modo, entrare direttamente nelle istituzioni
.

Gino Del Boca

Incominci almeno a partecipare, qualcosa delle regole amministrative si impara anche stando dalla parte del pubblico.

Infatti, e come ho detto noi giovani democratici dobbiamo essere più presenti. E lo saremo. Però resto dell'idea che si debba stare dentro la macchina amministrativa per conoscerne segreti e trucchetti.
 




E allora forza, trovi il modo di entrare in Consiglio per questi ultimi due anni di legislatura
.

Guardi, poco dopo le elezioni si era concordato che la capogruppo avrebbe lasciato il posto ai candidati non eletti come Franca Rosa, Aldo Castelli e Riccardo Brivio. Per ragioni diverse i tre avrebbero rinunciato consentendo così a me di entrare in Consiglio. Ma poi non se ne è fatto nulla e ormai tra rinunce e surroghe, ammesso che Silvia Villa intenda lasciare, resterebbe davvero poco tempo per fare esperienza.





Parliamo un momento di come si è giunti alla candidatura Villa. E' stata una sorpresa anche per noi osservatori.

Cominciamo col dire che l'avvento di Renzi se ha scaldato molti ex Dc ha però provocato l'allontanamento di parecchi esponenti ex DS, cito per tutti Chiara Bonfanti, l'ultima uscita. Nel 2013 si era costituita l'associazione Merate in Comune (MIC) con alcuni big del PD come Domenico Cavana, Ercole Redaelli e Riccardo Brivio. Cavana e Brivio erano stati segretari cittadini del PD, Redaelli segretario provinciale. A quel punto si attendeva proprio dal PD una candidatura. Si erano fatti alcuni nomi: Chiara Bonfanti, Cesare Perego, Roberto Perego ma ogni volta scattavano veti incrociati su questo o su quel nome. Il PD, credo almeno, non ha avuto la forza di imporre un proprio candidato, così si è giunti a Silvia Villa, nome condiviso anche da componenti del centrosinistra che si rifacevano all'esperienza di Merate Futura di Aldo Castelli.




E è andata male, proprio quando il centrodestra era clamorosamente diviso.
 

Eh già. Abbiamo perso soprattutto nelle frazioni più popolose come Sartirana e Pagnano. Gli elettori non hanno colto il senso dell'unità del centrosinistra, forse proprio perché la candidata sindaca non era, come si dice, "incasellata" in quella posizione nell'immaginario collettivo. Andrea Massironi e Massimo Panzeri godevano di una visibilità di gran lunga superiore a Silvia Villa; ed erano immediatamente collocabili dal punto di vista politico.





Un errore dunque, e oggi come stanno le cose?


Ho la sensazione che se non tiriamo fuori in fretta un nome spendibile nel 2019 ripeteremo il risultato fallimentare del 2014. Noi del PD ci incontriamo nella sede del circolo di via Trento, Sei Merate, il gruppo di minoranza che ci rappresenta in Consiglio, nei locali di Merate in Comune. In piazza non ci va nessuno salvo che per eventi di carattere nazionale. Così il cittadino finisce per conoscere solo i progetti di Massironi e dei suoi e in piazza vede soltanto il gazebo dei 5 Stelle.





E i giovani democratici dove sono?

Ci sono stati 21 nuovi iscritti al PD quest'anno. Vuol dire che il partito c'è. Ora si tratta di riprendere contatto radar con i problemi della città. L'obiettivo è ancora quello di presentare un centrosinistra unito ma la forza trainante deve essere quella espressa dal PD. E al PD compete l'onere di trovare un candidato. Per esempio, Cesare Perego si è iscritto al partito. E questo va nella giusta direzione.





Non mi dirà che pensa a una riedizione di Insieme per Merate allargata a Castelli....

Aldo Castelli è il mentore saggio e sostiene il rinnovamento. Ma non credo proprio che abbia intenzione di tornare in campo. Certo una formazione giovane ha bisogno di qualche riferimento esperto ma se l'imperativo è rinnovare completamente il centrosinistra dobbiamo perseguirlo a tutti i costi. Anche a quello di subìre una nuova sconfitta. Io ho 23 anni, posso giocare una partita all'opposizione se questo serve a preparare una squadra che poi dovrà e potrà governare a lungo.





E allora torniamo al punto di partenza, dov'è questa squadra?


Ci stiamo attrezzando, non è facile coinvolgere tanti giovani ma lo stiamo facendo. Certo mi dispiace leggere Benedetto Terragni, un giovane che paradossalmente non ha fiducia dei giovani e ripropone Dario Perego e Luigino Galbusera. Ci sono giovani preparati. Lui stesso potrebbe lavorare in questa senso nel centrodestra.





Quindi niente accordi con spezzoni dell'attuale maggioranza
?

Bene, questo mi consente di spazzare via ogni illazione: io ho contatti con Giusy Spezzaferri, Beppe Procopio, Massimo Panzeri ma non esiste, ripeto, non esiste alcun contatto a sfondo elettorale con esponenti di Più Merate. Vivenzio lo conosco appena. Nelle cittadine minori gli schemi nazionale e regionale non sono replicabili. Alle elezioni del 2019 la nostra lista sarà di centrosinistra. E anzi approfitto per augurarmi che ci sia ancora Alessandro Pozzi che è sicuramente il consigliere in carica che più ha lavorato e sta lavorando nel difficile ruolo di oppositore. E poi ha maturato una lunga esperienza anche in provincia, per cui auspico sinceramente che nel 2019 sia ancora con noi.





A questo punto, per quanto sia ancora lontana la scadenza elettorale pare di capire che il candidato dell'area di sinistra ancora non si vede all'orizzonte, salvo forse Cesare Perego. E Lei ci sta facendo un pensiero?


Come ho detto sarà una candidato unitario, indicato possibilmente dal PD. Per quanto mi riguarda se me lo chiede oggi rispondo no, non mi sento pronto. Faccio politica da una decina d'anni, ho seguito altre campagne elettorali per esempio a Lecco con Brivio, partecipo a Milano come responsabile della comunicazione regionale dei giovani PD a incontri e convegni; sui temi amministrativi ci sono ma non conosco i passaggi tecnici, le trappole burocratiche che frenano i progetti. Lì, come dicevo prima, ci devi essere per imparare. E non penso di riuscire a entrare in Consiglio nei prossimi due anni. Però vedremo... in ogni caso la lista deve essere civica, senza simboli ma con una marcata presenza del PD. Nel 2014 al gazebo di Sei Merate respingevano i volantini pro Renzi.... Giusto per dire il ruolo defilato che aveva il mio partito.





E veniamo allora all'attualità amministrativa. Che cosa pensa del progetto di Massironi?


Devo dire che a me pare una buona idea. Purché non si riproponga la biblioteca nei soli termini attuali. Mi spiego, sono 20 anni che si parla di una nuova biblioteca non vorrei che ancora oggi si guardasse al passato. La struttura deve essere riorganizzata sul modello comunicativo multimediale attuale, quindi con ampi spazi per le postazioni internet e sale per l'interattività, le conference call e così via. Un vero centro di aggregazione non solo un luogo di letture e qualche scambio culturale. Concordo che portare la biblioteca a villa Confalonieri sarebbe troppo oneroso. Per cui se vogliamo trovare una sede idonea alla struttura dobbiamo pensare a Palazzo Tettamanti.
 




Dunque il polo culturale ci sta in piazza degli Eroi. Non era poi campata per aria l'idea di Dario Perego
.

Personalmente penso che Perego abbia avuto un'idea lugimirante che avrebbe dato una risposta convincente alla domanda di cultura intesa anche in chiave turistica. Semmai oggi mi chiedo: ma Merate ha questa priorità?




Si spieghi meglio..


Sei Merate, la lista di centrosinistra in Consiglio aveva posto al primo punto del proprio programma 2014 la creazione di un centro culturale. E oggi Massironi rilancia la proposta di Perego, indubbiamente una bella mossa che di fatto apre la lunga campagna elettorale. Ma ripeto la domanda: Merate può investire le sue risorse nel riportare il municipio in via Garibaldi e riconvertire palazzo Tettamanti alla sua originaria destinazione di polo culturale? Io credo che la miglior risposta l'abbia data Cesare Perego ponendo al centro la questione sociale. La città ha un progetto nell'ambito del sociale per venire incontro alle nuove richieste di aiuto e assistenza? Non credo, anche se si cerca di far fronte il più possibile alle nuove povertà. Ma mi fermo anche prima senza scendere tanto in profondità: la squadra di pallavolo è stata promossa in B ma deve giocare a Calusco. Molte associazioni sportive sono costrette a emigrare. Centro natatorio a parte c'è un piano per lo sport che poi è ancora una componente di quel "sociale" per quanto di fascia alta? Non mi pare proprio. E per il lago di Sartirana, in chiave soprattutto turistica, esiste un grande progetto di risanamento che lo renda meta attrattiva in continuità con il parco del Curone? Mi pare di no, forse si farà un intervento massiccio il prossimo inverno, ma nulla di autenticamente strutturato. E poi c'è il commercio fisso che deve essere aiutato prima che uno dopo l'altro i negozi abbassino la saracinesca. Occorre diminuire tasse e tariffe se non vogliamo perdere il commercio di vicinato.





Scusi Del Boca, ma questo è già un programma elettorale
.

Potrei anche aggiungere che reputo necessario: intervenire sugli edifici pubblici per migliorie energetiche, aprire applicazioni mobili (APP) per sveltire i servizi comunali, rimettere mano al sito che oggi è caotico e non interattivo. E per tornare al dilemma biblioteca-Municipio tentare di trasferire comunque la biblioteca nel palazzo Tettamanti che è molto sovra dimensionato per ospitare solo i servizi comunali magari dislocando sul territorio tutti gli uffici oggi occupati dai singoli assessori. Una riorganizzazione per me è possibile per quanto poi resterà la questione del futuro di villa Confalonieri. Che certo, però, non è da vendere.





Ripeto il suo è un programma già "carico", sono solo idee o un pensiero articolato in vista di una possibile candidatura a 25 anni?
 

E io le ripeto: se me lo chiedessero oggi risponderei no. Ma due anni sono lunghi e prima o poi il cambiamento radicale va avviato. Renzi ha tentato di farlo e Roma, anche se non è del tutto riuscito, noi giovani PD tenteremo di farlo qui, nel lecchese, quindi anche a Merate.
Claudio Brambilla
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