Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 348.102.795
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 04/08/2020

Merate: 8 µg/mc
Lecco: v. Amendola: < 2 µg/mc
Lecco: v. Sora: < 2 µg/mc
Valmadrera: 2 µg/mc
Scritto Domenica 21 maggio 2017 alle 12:35

Meratesi nel pallone/9: a Osnago l’Inter Club che non c’è più Un sodalizio giovane e attivo, esistito tra gli anni ’60 e il 2000

C'è tutta un'allegra nostalgia, nemmeno troppo celata, nel racconto di chi ha fatto parte dello storico Inter Club di Osnago che non c'è più. Ricordi di momenti felici che non torneranno indietro, trasferte e viaggi memorabili per quanto lontani ancora semplici da rievocare grazie ad una serie di fotografie scolorite che spuntano dagli album dei ricordi.

L’Inter Club in partenza per Rotterdam, il 31 maggio del 1972, con lo striscione Inter Club Osnago

Sarà pure una puntata anomala, quella odierna del dossier di "Meratesi del pallone", dato che fino ad oggi abbiamo incontrato e poi presentato i sodalizi sportivi vivi e vegeti, ma comunque doverosa. Difficile raccontare una parte della storia dei club nerazzurri brianzoli senza citare almeno una volta questo che ha vissuto per 40 anni e, fino a poco tempo fa, è rimasto uno dei club nerazzurri più conosciuti e frequentati della zona.

Una tavolata di giocatori interisti, verso la fine degli anni ’70, durante una cena organizzata con l’Inter Club di Arcore

FONDAZIONE E FONDATORI. Quella per la squadra del biscione milanese sembra essere stata una passione condivisa da tutti i commercianti del centro storico osnaghese, all'inizio degli anni '60. "Praticamente, tutti gli esercenti di Osnago facevano parte del gruppo di fondatori del club - ha raccontato Enrico Brivio, imprenditore ed edicolante del centro cittadino iscritto all'associazione di nerazzurri dal primo fino all'ultimo giorno della sua esistenza - Per anni il presidente è stato mio zio, Carlo Brivio, ma tra i fondatori ci sono molte storiche figure di Osnago, Mario Mandelli, del negozio di abbigliamento, Amedeo Galbiati, Gianni Brambilla, Antonio Fumagalli, il Mimik. In pratica c'erano tutti, dal parrucchiere al fruttivendolo". La sede prescelta non poteva che essere quella del ritrovo comune a tutti, una volta concluso il lavoro, e cioè il Bar Sport (che oggi ha un altro nome ma si trova sempre in piazza Vittorio Emanuele II). "Sin da subito il club era riuscito a raccogliere attorno a sé tante persone, alcune provenienti anche da altri Comuni, come Ronco o Cernusco -  ha aggiunto Brivio - Allora i tesserati potevano andare a San Siro ed assistere alla partita senza spendere un centesimo".

Primo a sinistra in piedi Enrico Brivio, commerciante di Osnago, insieme al gruppo di fondatori e soci più attivi

LE ATTIVITA' E LE TRASFERTE. Ultimamente, anche i club calcistici più consolidati e storici fanno fatica a seguire con costanza tutti gli appuntamenti, casalinghi e ancor meno in trasferta, della loro squadra del cuore. Parecchi, ormai, si definiscono club televisivi. Per almeno tre decenni, invece, l'Inter Club di Osnago è stato un componente immancabile dell'orchestra di tifosi al seguito della squadra nerazzurra, specialmente alla Scala del Calcio, lo stadio San Siro. "Dovevamo partire presto la domenica mattina - ha proseguito coi ricordi l'osnaghese Brivio - Avevamo la possibilità di entrare gratis ma dovevamo entrare diverse ore prime e soprattutto dovevamo esporre lo striscione con la scritta del club. Deve essere ancora da qualche parte quello striscione, non ricordo chi lo conserva". Le numerosissime trasferte esterne che il club di nerazzurri osnaghesi organizzava spesso significava organizzare anche una breve vacanza tra amici. "La più memorabile è stata quella di Rotterdam del 31 maggio 1972, finale di Coppa Campioni contro l'Ajax - ha aggiunto - Purtroppo la partita andò male, ma fu comunque un modo per vedere l'Olanda. Ci sono poi aneddoti molto divertenti sulle varie trasferte, come la volta che andammo a Firenze, un nostro socio si stufò della partita, uscì dallo stadio e non lo vedemmo per alcuni giorni. Non tornò con noi in pullman, ma da solo con il treno".

 L'EPILOGO DI UNA "BELLA AVVENTURA". Colpa di un tendenza che, più o meno evidente a seconda dei casi, molto lentamente sta facendo allontanare sempre di più l'attenzione da queste associazioni di tifosi del gioco del calcio (ma anche tante altre realtà): chi tiene le redini sta invecchiando e il ricambio generazionale non avviene quasi mai. Molti club, specie i più longevi, resistono. Qualcuno viene fondato, addirittura, come a Lomagna il Milan Club. Qualcun altro, purtroppo, deve rinunciare.

"Arrivati gli anni 2000 l'attenzione è diventata sempre meno, e noi siamo incominciati ad invecchiare - ha raccontato Enrico Brivio - Una volta, anche se i presidenti sono stati tutte le persone più anziane, chi veramente faceva funzionare l'Inter Club eravamo noi della generazione più giovane. Con il nuovo secolo non abbiamo più trovato lo stesso interesse, e la cosa è andata piano piano scemando".

Secondo Brivio, riaprire il club sarebbe impossibile. Certo, servono i giovani e veri tifosi disposti a spendere parte del loro tempo libero per la causa del proprio club. Basterebbe chiedere un consiglio passando per il vicino Comune lomagnese.
Articoli correlati:
08.03.2017 - MERATESI NEL PALLONE
A.S.
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco