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Scritto Martedì 16 maggio 2017 alle 14:13

Cgil Lecco: tesserati stabili, crescono nel Commercio e fra gli ''atipici''. Straniero il 18%

“Tengono” gli iscritti alla Cgil in Provincia di Lecco, nonostante un lieve calo (pari a 161 persone cioè lo 0,4%) registrato nel 2016, inferiore alla riduzione dello 0,9% tra il 2014 e il 2015.
La contrazione maggiore si registra nel settore dei trasporti (Filt), pari al 9,7%, seguiti dagli edili della Fillea (- 6,4%), assicurazione e credito (Fisac, - 5,1%), i chimici e tessili (Filctem) con - 4,8%.

La dinamica delle iscrizioni è profondamente cambiata nel corso degli ultimi anni, in parallelo con l’andamento del mercato dell’occupazione colpito dalla crisi del 2008 ma anche in relazione alle normative in continuo cambiamento.
“Dovremmo essere il primo sindacato in Provincia per numero di iscritti, pari a 43.641. In pratica un residente su sette del lecchese è tesserato Cgil” ha spiegato il segretario generale Wolfango Pirelli.
Se i settori particolarmente colpiti dalla crisi registrano un calo, al contrario crescono quelli della Filcams (commercio, alberghi, mense, aumentati del 9,8%), ma soprattutto coloro che sono classificati come “Nidil” (+61,9%), vale a dire le partite Iva e i contratti atipici. In calo anche i pensionati, che costituiscono con 24.957 tesserati la fetta più consistente degli iscritti Fiom (1.546 sono invece i disoccupati, 17.138 i lavoratori attivi).

Wolfango Pirelli e Sergio Fassina

“I pensionati tesserati Cgil sono in calo perché con la legge Fornero i tempi si sono allungati e diversificati. I contratti atipici sono cresciuti molto nell’ultimo anno per quanto riguarda i tesseramenti, ma ci aspettiamo un incremento esponenziale nel tempo, poiché con il nuovo codice di lavoro autonomo varato dal Governo vengono riconosciute a queste categorie di lavoratori maggiori diritti e questo porta a ricorrere al sindacato” ha evidenziato Pirelli.
Il 45,3 % di tutti i tesserati Cgil lecchesi sono donne (19.824 in tutte le categorie), mentre tra i lavoratori attivi iscritti al sindacato gli stranieri rappresentano il 18,1 % (sono 3.106 , un dato superiore a quello della media nazionale). Si tratta soprattutto di uomini provenienti dall’Africa e dai Paesi arabi.
Entrando maggiormente nel dettaglio dei dati forniti, Sergio Fassina ha evidenziato l’importanza di guardare al contesto territoriale.
“Il settimo rapporto provinciale sul mercato del lavoro ci dice che la popolazione lecchese che ha un impiego è cresciuta dal 67,7% al 68% e che la disoccupazione è scesa dal 6,2 al 5,8%. Ma molte di queste persone vanno a lavorare in altre Province e di conseguenza la base occupazionale del nostro territorio si riduce”.
Questo, ha aggiunto Pirelli, riguarda principalmente laureati. “Il nostro territorio è fortemente legato ad una tradizione industriale e manifatturiera, tra i nostri iscritti primeggiano quelli della Fiom. Per la prima volta però i tesserati Filcams (commercio, alberghi, mense) risulta la seconda categoria più numerosa superando quella degli edili, fortemente colpita dalla crisi al pari di quella dei trasporti”.
Se prima del 2008, hanno sottolineato i rappresentanti Fiom, i dipendenti arrivavano nel lecchese per lavorare nelle fabbriche, oggi sono i laureati a “migrare” e il polo attrattivo del Politecnico non sembra sufficiente ad arginare questo fenomeno.
Allo stesso tempo si è ribaltata la situazione contrattuale, con la percentuale di assunti a tempo indeterminato scesa al 21% e una costante crescita della precarizzazione del lavoro.
“I tesserati attivi persi in numeri (154 e 151 persone rispettivamente) riguardano principalmente Fillea e Fiom, i settori più in difficoltà. In generale però gli iscritti nel 2016 sono cresciuti di circa 300 unità rispetto a quelli del 2008, che erano 43.335. è cambiata molto la loro composizione di chi si rivolge a noi” ha concluso Sergio Fassina.
Per il futuro è atteso un ulteriore incremento di tesserati tra i lavoratori “atipici”, ma l’auspicio è che anche nelle altre categorie gli “attivi” tornino a crescere.
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