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Scritto Giovedì 11 maggio 2017 alle 22:28

Lecco: operazione Pasimafi, il rag. Corno in Tribunale per l’interrogatorio di garanzia

Il palazzo di giustizia lecchese
È comparso di fronte al giudice per le indagini preliminari Paolo Salvatore, nella mattinata odierna, il ragioniere Giulio Corno, presidente dell'Ordine dei consulenti del lavoro di Lecco agli arresti domiciliari nella sua abitazione a La Valletta Brianza da lunedì 8 maggio. Tre giorni fa i Carabinieri del Nas hanno eseguito nei suoi confronti l’ordinanza di custodia cautelare, richiesta dalla Procura di Parma ed emessa dal G.I.P. per 19 medici e imprenditori operanti nel settore della commercializzazione e della promozione di farmaci e di dispositivi medici. È stato disposto inoltre il sequestro preventivo di due società “di comodo” allestite per il presunto riciclaggio del provento delle attività illecite ed il sequestro, ai fini della confisca, di quasi mezzo milione di euro indicato dagli inquirenti quale prezzo per la commissione del reato di corruzione. Sono state eseguite inoltre 52 perquisizioni presso le abitazioni dei professionisti ritenuti coinvolti e presso le sedi di importanti società e note aziende farmaceutiche.
Se il “perno” di quello che è stato definito un “sistema corruttivo realizzato per incamerare patrimoni illeciti attraverso l’asservimento agli interessi commerciali di alcune case farmaceutiche interessate a creare una propria “zona” di influenza su pubblici ufficiali per la promozione e la diffusione illecita dei loro prodotti” è stato individuato dalla Procura emiliana nel dottor Guido Fanelli, originario di Olgiate Molgora a capo della struttura complessa di Anestesia, Rianimazione e Terapia Antalgica dell'Azienda ospedaliera universitaria di Parma, anche il ragionier Corno risulterebbe coinvolto in un “giro” di attività commerciali fittizie che, attraverso prestanome, avrebbero incamerato e monetizzato le somme elargite dalle ditte farmaceutiche attraverso l’emissione di documentazione fittizia. Cifre che poi – in base all’impianto accusatorio ancora tutto da dimostrare - venivano reinvestite in beni di ingente valore (autovetture o yacht, come il “Pasimafi” del dottor Fanelli da cui l’intera indagine trae il nome), ovvero stornate su conti esteri protetti, in modo da rendere estremamente difficoltosa l’identificazione e la provenienza dei flussi di denaro.
Il ragionier Corno, assistito dall’avvocato Renato Cogliati, si è trattenuto solo pochi minuti all’interno dell’aula del Gip lecchese. È probabile quindi che non abbia fornito alcuna risposta. Gli interrogatori di garanzia delle persone coinvolte nell’indagine che ruota attorno al mondo dei farmaci per la terapia del dolore proseguiranno nel corso dei prossimi giorni. Particolarmente atteso è quello del dottor Guido Fanelli, “luminare” del settore a livello internazionale.
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