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Scritto Mercoledì 10 maggio 2017 alle 08:30

Massironi: dopo 30 anni lascerò l’amministrazione cittadina. Ma ho un ultimo sogno: destinare palazzo Tettamanti a cuore della cultura meratese e villa Confalonieri a sede del Comune

In una delle sue ultime interviste da sindaco di Casatenovo, il mai dimenticato Giovanni Maldini, ci spiegò, parola più parola meno che "..da queste parti gli amministratori sono proprio come i buoni padri di famiglia, risparmiano il più possibile sia che amministrino un comune o un ospedale. Così abbiamo la spesa media pro capite tra le più basse. Ma siamo stati ingannati quando la spesa fu storicizzata. Chi spendeva tanto poteva spendere ancora tanto. E allora c'è da domandarsi, siamo stati davvero bravi o no?".

La considerazione del modenese, brianzolo d'adozione, vale per gli amministratori di tutti o quasi i 1520 comuni lombardi. Dalla nostra regione prendono la via di Roma - senza ritorno - 53 miliardi di euro l'anno. E ogni anno questi comuni "avanzano" dai 2 ai 4 miliardi di euro. Ha un senso produrre "utili" d'esercizio che poi non si possono spendere (applicare) se non in casi precisi determinati dalla normativa nazionale? Verrebbe da rispondere no. Ma la materia è più complessa e la stessa determinazione dell'avanzo è frutto di analisi sempre più accurate delle centinaia di voci di spesa.

Il sindaco Andrea Massironi


Ne abbiamo parlato con Andrea Massironi, che oltre ad essere sindaco di Merate e assessore alle finanze dal 2009 è uno dei massimi conoscitori della complicatissima macchina finanziaria regolata da leggi in continuo mutamento.

Dunque, Sindaco, Merate ha accumulato a fine 2016 fondi in tesoreria per oltre 9 milioni. L'esercizio scorso si è chiuso con un avanzo di 1,5 milioni dopo aver effettuato accantonamenti al fondo svalutazione crediti (per usare una terminologia in vigore nel bilancio privato) per 1,3 milioni. Previsioni sbagliate? 
Direi proprio di no. Il controllo tra i dati contenuti nel bilancio preventivo e quelli del bilancio consuntivo confermano che gran parte delle previsioni sono state centrate. Però bisogna considerare che le voci di spesa sono più di 600 per cui bastano scostamenti di poche migliaia di euro per generare un avanzo consistente. Un esempio: l'accantonamento per interventi in caso di nevicate di oltre 100mila euro è rimasto per evidenti ragioni inutilizzato ed è andato ad avanzo.

Non sarebbe possibile comunque operare sulla fiscalità locale diminuendo qualche centesimo percentuale o aumentando le soglie di esenzione?
Sì, è una strada teoricamente percorribile ma quando poi si verificano necessità impreviste l'amministratore si trova in difficoltà. Le faccio un esempio: le regole sulle aliquote IMU e IRPEF le stabilisce il Governo che impone un'aliquota minima ed una massima. La Giunta Comunale può  fissare le aliquote che vuole ma all'interno delle percentuali  minime e massime stabilite a livello centrale. Da due anni il Governo ha tolto ai comuni anche questa autonomia e ancora oggi le aliquote sono bloccate. Se le avessimo ridotte nel passato come potremmo affrontare il prossimo esercizio? Nel 2018 partirà il programma di rimborso dei canoni di leasing della piscina e, tra l'altro, verranno meno circa 400mila euro dal servizio distribuzione del gas. Quindi le entrate correnti dovranno essere adeguate a far fronte sia alle maggiori spese sia alle minori entrate. La pianificazione finanziaria deve guardare al triennio almeno per assicurare stabilità nei conti.


Due parole sul bilancio.
Il dato più significativo che emerge nel bilancio 2016 è l'enorme avanzo d'amministrazione che ha due cause principali: la prima è imputabile al patto di stabilità che,  da un lato ha imposto ai Comuni avanzi consistenti, e dall'altro non consente di utilizzare gli avanzi d'amministrazione accumulati.
Gli effetti di questo meccanismo perverso, in essere in modo pesante dal 2009, per Merate si è tradotto in quasi avanzi d'amministrazione di  circa 4milioni di euro.

La seconda è l'avanzo fisiologico che ogni anno si viene a creare per via delle numerose voci di spesa, che a fine anno presentano sempre qualche piccolo avanzo e che i vincoli di finanza pubblica tuttora vigenti  non ci consentono di utilizzare.
Un altro dato importantissimo è la costante diminuzione degli oneri di urbanizzazione vale a dire delle entrate in conto capitale che come sa finanziano gli investimenti. E' una scelta politica che ci vede concretamente impegnati a preservare il consumo di suolo del nostro territorio. Lo dimostra la revisione del PGT che non ha previsto nessuna trasformazione di aree verdi in aree edificabili.
E' del tutto evidente che questa scelta comporta dei sacrifici che si traducono nel finanziare gran parte  degli investimenti mediante le entrate correnti. Nel 2016 a fronte di entrate in conto capitale di 496.000 euro sono stati fatti investimenti per 1.312.000 euro. Anche questo è un valido motivo che nell'immediato non ci consente di abbassare la pressione fiscale.
Con questi governi, di destra e di sinistra è irrilevante, che decidono delle risorse locali ci si può solo cautelare per evitare il peggio.
I vincoli di bilancio sono rispettati, i conti sono in ordine, Merate non ha mutui ma solo due leasing; il circolante è quattro volte superiore ai debiti, non utilizziamo anticipazioni di cassa dalla tesoreria, quindi non paghiamo interessi passivi mentre i nostri fornitori vengono saldati a 15-20 giorni dalla presentazione della fattura. Credo siano risultati di cui andare fieri, il merito non è solo nostro, ma risale nel tempo alle amministrazioni che ci hanno preceduto e che hanno sempre operato nel solco della correttezza e della sana gestione dei conti pubblici. Da parte mia credo di aver fatto un buon lavoro riducendo  a livello fisiologico - poco meno di due milioni - i residui passivi (debiti iscritti a bilancio ndr) che nel 2010 assommavano a circa 7 milioni con una imponente opera di pulizia del bilancio.

Il giorno dell'investitura nel 2014

Ma della montagna di soldi depositati in cassa quanti se ne possono realmente utilizzare?
Circa 5,4 milioni di euro. E qualche buon progetto l'abbiamo già in mente. Un milione servirebbe per realizzare la nuova palestra della scuola media Manzoni. Sono stati resi disponibili dal Governo 700 milioni a tutti i comuni italiani di cui 300 per l'edilizia scolastica e 400 per interventi sull'assetto idrogeologico. In pratica il Governo può concedere o meno  l'autorizzazione a spendere i soldi che i Comuni hanno risparmiato  e giacciono in tesoreria centrale. (bontà loro)!  Ma questo utilizzo non è certo che possa esserci concesso per via di una serie di vincoli posti in essere che sembrano fatti apposta per scoraggiare le domande. Noi ci proveremo anche se il rischio è quello di dover finanziare con fonti proprie in tutto o in parte l'opera progettata.
Un altro milione pensiamo di stanziarlo per sistemare le aree antistante e retrostante il Municipio. Una metà, che pensiamo di poter finanziare nel corso del presente esercizio,  servirà per realizzare la piazza sopra il parcheggio in costruzione e collegare via Cornaggia con questa piazza e con via Pascoli, e l'altra metà per il progetto di sistemazione di piazza degli Eroi con lo spostamento della statua ai caduti di guerra nel parco delle rimembranze e i lavori connessi di abbellimento sia della piazza sia del parco che pensiamo di finanziare nel 2018 in modo che si possa procedere con due lotti funzionali anche in tempi diversi.

Via Pascoli


Apriamo una parentesi su via Pascoli che versa in condizioni indecenti.
Sono anni e anni che si tenta di trovare un accordo con i condomini, senza successo. Ora abbiamo deciso di procedere con l'esproprio. E' davvero indecente la situazione di quella strada anche se a fondo cieco. Una volta acquisita rifaremo subito l'asfaltatura. Troveremo una soluzione anche per regolamentare l'uso dei parcheggi.

Sembra che non vi sia altra soluzione, infatti. Ma resta ancora una discreta somma da allocare.
Guardi io un'idea - meglio, forse un sogno ambizioso - ce l'ho. Ma per portarlo avanti occorre l'unanimità in Consiglio e il parere favorevole di tutta la città. Premetto che nel nostro Documento Unico di Programmazione(DUP) abbiamo previsto di destinare Villa Confalonieri a Biblioteca, e che l'attuale sede comunale dopo otto anni che la vivo la ritengo sovradimensionata, non funzionale ad accogliere gli uffici comunali.
Fatta questa doverosa premessa io penso che l'aver portato il Municipio in piazza degli Eroi anziché la biblioteca e le altre attività culturali come era nel programma originale, sia stato un errore. E non è solo una questione tecnico-economica  che pure incide parecchio: pensi  alla dispersione di quei locali, tra bollette di luce, riscaldamento, aria condizionata, la spesa è almeno triplicata. No, qui non ne faccio  solo una questione economica che, tuttavia, ripeto, esiste ed è ampiamente provata. Ne faccio una questione socio-politica.
Oggi disponiamo di un Municipio posto su tre piani, sovradimensionato e costosissimo mentre Villa Confalonieri sarebbe destinata a biblioteca con ingenti costi di trasformazione; ma per ora i ragazzi si affollano sui gradini della biblioteca nell'angusta piazza Riva Spoleti.
Pensiamo per un momento di trasferire biblioteca, museo e altri servizi culturali negli spazi dell'attuale municipio; con poca spesa i locali si possono riadattare, basta smontare le pareti divisorie in legno, alcune  costituite dagli armadi. Il centro sarebbe subito rivitalizzato da studenti e ragazzi in genere animati dalla voglia di vivere, di studiare, di socializzare, di stare insieme. D'estate potrebbero starci anche fino alle 10 di sera, sarebbe un andirivieni di giovani a modo, che già solo con la loro presenza tengono lontani i quattro mascalzoni che si divertono a danneggiare gli arredi pubblici.

Villa Confalonieri

 
Villa Confalonieri può essere facilmente riadattata a sede del Municipio. Abbiamo avviato un progetto di digitalizzazione degli archivi che oggi occupano i 700 metri quadrati del seminterrato, utilizzabile ai fini dell'attività amministrativa. Più altri due piani da 700 mq. ciascuno, senza considerare l'ultimo, almeno finché non ci sarà una scala di sicurezza. In totale 2.100 mq. contro i 3mila attuali sovrabbondanti. Intorno ci sono ampi parcheggi scoperti e coperti per rendere facile al cittadino il ricorso ai pubblici servizi. Con una spesa tutto sommato ragionevole avremmo risolto più di una criticità e, soprattutto, riusciremmo a utilizzare in modo coerente i due edifici, dando vita in centro al cuore culturale e giovanile della città.

Un'idea certamente rivoluzionaria che già può godere della presenza di un auditorium decisamente all'altezza e sempre più utilizzato.
Infatti, l'auditorium si inserisce perfettamente nel quadro di un palazzo dedicato alla cultura. E del resto così era stato concepito una quindicina d' anni fa. 

Due battute finali, lei ha rinunciato al compenso annuo fissato per legge, 40mila euro. Destinazione?

La metà sono stati destinati alla Caritas e al CAV mediante la sottoscrizione di una convenzione perché ritengo che sono due enti capaci di intercettare la maggior parte delle persone che hanno bisogno d'aiuto. L'altra metà  sono fondi liberamente utilizzabili e le assicuro che, per quanto non sia possibile soddisfare tutte le piccole richieste, molto si riesce a fare. Penso alle famiglie che non riescono a pagare la mensa scolastica  al figlio, a quelle che non possono pagare l'intero affitto o le bollette di luce e gas, alle piccole, ma a volte umilianti necessità che tante famiglie non ce la fanno a soddisfare. Non sono molti soldi ma li spendiamo fino all'ultimo per le nostre famiglie in difficoltà. Il lavoro dei servizi sociali è veramente encomiabile,  andrebbe davvero conosciuto per rendersi conto di quante sono le situazioni critiche e di sofferenza anche in una città apparentemente ricca come Merate.

In un'immagine famigliare con la nipotina e sotto con il figlio Don Sergio


La rivedremo nel 2019?
No. E' dal 1990 che dedico una parte del mio tempo alla nostra splendida cittadina. Penso di aver dato il mio modesto  contributo in diversi ruoli per tanti anni. Intorno sono cresciuti giovani capaci, corretti e onesti. Spetta a loro continuare la tradizione della sana gestione della cosa pubblica che ha caratterizzato la storia di Merate dal dopoguerra a oggi, con personaggi del calibro di Giuseppe Ghezzi e Luigi Zappa di cui mi onoro di essere stato allievo. I miei obiettivi sono concludere tutti i lavori in corso, in particolare il nuovo centro natatorio i cui lavori procedono spediti e, se ci sarà il consenso unanime, vedere il mio sogno prendere forma: mettere in condizione la futura Amministrazione  di poter avviare le procedure per il ritorno del municipio in Villa Confalonieri visto che i soldi sono già disponibili.
Sarò soddisfatto quando vedrò piazza degli Eroi piena di giovani che vanno e vengono da palazzo Tettamanti con i libri sottobraccio e tanta voglia di stare assieme. Magari gettando ogni tanto uno sguardo al parco delle memorie, alla statua ai caduti, al cannone, alla bandiera. Perché la libertà di oggi è partita proprio da lì.
Claudio Brambilla
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