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Scritto Lunedì 08 maggio 2017 alle 19:05

Imbersago: infortunio all’Albea, c’è il ''non doversi procedere''

Si è concluso con un “non doversi procedere”, poiché l’azione penale non poteva avere luogo per difetto di querela, il processo per lesioni personali colpose a carico di G.B.B., accusato per l’infortunio sul lavoro accorso ad una dipendente di Albea il 12 agosto 2011.
Quel giorno presso lo stabilimento di Imbersago l’operaia era caduta in un “buco” a causa dello scivolamento in avanti del pianale del macchinario sul quale stava lavorando. L’infortunio le aveva cagionato ferite al ginocchio e alla mano sinistra e la donna era tornata al lavoro a settembre.
Durante il processo di fronte al giudice Enrico Manzi sono state presentate diverse perizie volte ad accertare l’effettivo danno subito dall’operaia, la quale si era in seguito sottoposta ad un intervento chirurgico alla spalla. Un’operazione che, questo il parere dei due consulenti chiamati a esprimersi, non aveva alcun legame con l’infortunio sul lavoro. Per chiarire ulteriormente questo aspetto il dottor Manzi aveva richiesto un’ulteriore parere ad un perito, il dottor Fusi, il quale – nella sua relazione letta stamane in aula dal giudice – ha certificato che non sussiste alcun apparente legame tra la lesione tendinea della spalla e l’evento accorso in azienda. L’avvocato Luca Bassi – che difende l’imputato unitamente al collega Enrico Mancuso – si è associato alla richiesta di assoluzione pronunciata dal Pubblico ministero Pietro Bassi, che ha specificato altresì come non essendoci alcuna querela agli atti sussista un difetto di procedibilità.
Il processo si è quindi chiuso con un non doversi procedere.
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