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Scritto Lunedì 01 maggio 2017 alle 18:59

Lettera: dopo le primarie le elezioni in città

PRIMARIE ED ELEZIONI MERATESI
messaggio : Caro Direttore,
leggo della schiacciante vittoria annunciata di Matteo Renzi anche a Merate. Nulla di nuovo.
Cosa cambia invece per gli equilibri di Merate per le prossime elezioni? Castelli è ancora lui il riferimento e tessitore di alleanze ? C'è ancora Battista Albani con Cavana, Consonni e C.? il Gino del Doca ? La destra che fa? il centro?
dicono che ci sono dei bei movimenti... soprattutto parte di maggioranza che parla con la sinistra...

Un lettore

Giovanni Battista Albani e Domenico Cavana


Sulla cosiddetta vittoria di Matteo Renzi, come dice lei nulla di nuovo. Si può stravincere nel proprio partito e prendere scoppolate terrificanti nel Paese. Renzi l’ha presa e doveva tornarsene a casa. Ma il sapore del potere assoluto è talmente gustoso che piuttosto di rinunciarvi ci si rimette anche la faccia, oltre alla parola. Fossimo del PD o fiancheggiatori – perché a differenza delle primarie leghiste qui votano tutti, basta pagare – mai avremmo dato il consenso a una persona che dice di voler guidare il Paese ma non mantiene neppure la parola data.
Detto questo veniamo al quesito. Che oggi, per essere sintetici, non ha risposta. Dubitiamo moltissimo che Albani, Cavana e soci vogliano tornare in pista. Gino del Boca è ambizioso e già dalle prime battute post primarie ha lasciato intendere che mira a far carriera nel partito. Ha i numeri e tutto sommato è in scia con le varie Boschi, Madia, Lotti e compagni, tanta ambizione, nessuna esperienza concreta sul campo, pure se nella gestione di una piccola città come Merate. Alla fine i Giovani democratici - che ci sembrano numericamente i classici quattro amici al bar - dovranno trovare qualcuno più grande di loro che li possa incanalare in un percorso politico-amministrativo, iniziando con indirizzarli a palazzo Tettamanti dove nessuno li ha visti mai. E poi questi è probabile vogliano correre col simbolo del partito. Che raramente porta bene.
Veniamo a Castelli. Sì, l'uomo, pensionato benestante, è sempre molto interessato alla cosa pubblica. Ha indubbiamente esperienza e negli ambienti di centrosinistra non troppo schierati può raccogliere consensi. Ma se deciderà di correre ancora, dopo aver "saltato" un giro causa la sconfitta di sei Merate, non vorrà il simbolo. A meno di rinnegare una teoria sostenuta da sempre. E questa scelta appare dirimente rispetto a quella portata avanti da Del Boca. Così, a occhio, ci pare che mettere assieme le tessere del centrosinistra non sarà semplice. Soprattutto se, come si dice - ma forse sono solo battute - da quelle parti si stanno affacciando personaggi più vicini al centrodestra, come Ernesto Sellitto, grande amico di Castelli e lo stesso Massimiliano Vivenzio, che attualmente non gode di grandi simpatie dentro "Più Merate" e, inoltre, in linea col pensiero del movimento di Comunione e Liberazione si sente svincolato da formule come sinistra e destra. Non dimentichiamo che CL ha avuto nel tempo tanti padrini, tipo Andreotti, Sbardella, Evangelisti, giusto per citarne alcuni. Questo per dire che non ci stupiremmo semmai si dovesse presentare una lista con Castelli, Vivenzio e qualche giovane democratico per intercettare il voto giovanile; e pure Sellitto, ammesso che intenda ricandidarsi nonostante gli impegni professionali.
Su tutto però resta da capire che cosa farà Andrea Massironi. E secondo noi, conoscendolo un po', non dirà nulla - nulla di vero intendiamo - fino alla fine del 2018. Farà melina assicurando il proprio disimpegno, al netto di una consulenza tecnica, se richiesta. La domanda forse più insidiosa secondo noi è: sulla piazza, tra i volti noti, c'è qualcuno che è in grado di sfidare Massironi, quand'anche l'attuale sindaco si ricandidasse? Il profilo è facile da tracciare: esperienza amministrativa, contatti politici di buon livello, portatore di voti personali in numero rilevante e flessibilità nelle alleanze. In giro ci sono i leghisti privi di un candidato posto che Andrea Robbiani, pure certamente spendibile, difficilmente avrà il sostegno del partito. Quindi i voti di Massimo Panzeri e Andrea valli sono oggi come oggi voti in libertà. "Quel" candidato ideale deve innanzitutto trovare lì i primi alleati. Poi "trattenere" consiglieri meno schierati ma con volontà di fare e, a loro volta, titolari di numerosi consensi personali. Con qualche volto nuovo, la sfida diventa possibile. La caccia al "personaggio" è aperta.
Ci si dirà, e i 5 Stelle? Abbiamo appreso che si sono rivolti a persone con esperienza amministrativa e politica per avere un quadro della situazione. Pensano che sarà la rete a indicare il candidato, anche se a vincere la tombola online dovesse essere un residente a Vimercate. A nostro parere sarà una presenza utile o dannosa dipende dai punti di vista sul solo versante di voti sottratti alla vera competizione. Dei 5 stelle sinora abbiamo soltanto conosciuto l'opinione sulla notte bianca (sai che tema decisivo per le sorti di Merate...!). E a dirla tutta ci ha fatto soltanto sorridere.
Claudio Brambilla
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