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Scritto Sabato 29 aprile 2017 alle 20:32

Merate: con CoderDojo i mattoncini Lego si animano, informatica applicata al gioco

Limitare l'esperienza di CoderDojo all'insegnamento rivolto ai bambini delle nozioni basiche di informatica computazionale sarebbe limitante. Bastava osservare con i propri occhi, sabato pomeriggio, le attività proposte presso la biblioteca di Merate dai mentor - così sono chiamati i volontari che supportano i piccoli sviluppatori - per farsene un'idea.

I volontari "mentor"

Giampiero Airoldi

La stanza offerta dalla biblioteca di Merate, affollata

È stato il quarto appuntamento proposto da CoderDojo Merate, sorto meno di un anno fa dalla costola di CoderDojo Brianza con il Comitato viale Verdi. L'iniziativa è partita da Giampiero Airoldi, maestro alla scuola primaria di Robbiate e appassionato di nuove tecnologie applicate alla didattica scolastica, che ha portato anche Merate a far parte del network nato in Irlanda nel 2011. Ai bambini viene data la possibilità di codificare semplici programmi al computer per riprodurre dei giochi. Nelle sessioni precedenti hanno sfruttato il software gratuito "Scratch", sviluppato dagli ingegneri del MIT di Boston, per creare delle immagini in movimento mettendo in sequenza dei blocchi di comandi. Per quanto intuitivo per i cosiddetti "nativi digitali", possiamo stare certi che questo gioco farebbe arrovellare le meningi a molti adulti.

Oggi i bambini si sono spinti oltre. Sempre grazie alla tecnologia hanno traslato il virtuale al reale. Come? Con Lego WeDo 2.0. I mattoncini di una volta hanno ormai anche un'estensione robotica e da costruttori i bambini si sono trasformati in informatici. Prima hanno realizzato un trattore o un camioncino, poi hanno inserito all'interno un motorino collegato via bluetooth al computer. Dal PC hanno quindi azionato il movimento in base alle indicazioni precedentemente impostate. Il veicolo in scala può riconoscere gli ostacoli e produrre dei suoni.

«I partecipanti sono motivati - ha evidenziato Giampiero Airoldi - perché vedono la teoria subito applicata. In più i bambini lavorano sempre in gruppo, si aiutano a vicenda e sono quindi stimolati a socializzare». Insieme possono superare i limiti personali creando ogni volta qualcosa di nuovo. Le strettoie logiche imposte dal linguaggio di programmazione informatica non vengono percepite come tali e non li spaventano affatto. Al contrario, il pensiero computazionale porta a ragionare e sperimentare in modo creativo. Le iniziative di CoderDojo Merate non finiranno con questo ciclo di "lezioni".

Le prospettive future aprono scenari interessanti anche nelle scuole. Si spera si possano sbloccare i Fondi Strutturali Europei a favore di progetti per la cittadinanza digitale. A supporto dell'offerta formativa dell'Istituto comprensivo di Robbiate probabilmente già dall'anno prossimo saranno messi a disposizione materiali per l'utilizzo di Scratch, la bibliografia tematica e tutta la documentazione per l'apprendimento ludico-esperienziale legato alla logica computazionale.

E naturalmente si renderanno disponibili anche i "mentor", che sono arrivati a quota 15 nel giro di pochi mesi. Uno di loro, Diego Menti, insegna informatica all'ISS Viganò di Merate. Già da due anni grazie all'alternanza scuola-lavoro accompagna gli alunni delle superiori per insegnare i processi di coding nei quattro plessi delle elementari di Robbiate (qui anche nelle prime medie), Imbersago, Paderno e Verderio. Le applicazioni di Scratch possono essere anche extra-scientifiche. Il maestro Giampiero Airoldi le fa usare ai suoi alunni per sviluppare dei racconti a immagini in movimento. Anche queste sono tecniche di storytelling.
M.P.
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