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Scritto Mercoledì 26 aprile 2017 alle 18:46

Santa Maria: coniugi indagati per la truffa di un'auto, mai consegnata all'acquirente

Dopo essersi ritirato in camera di consiglio, il giudice Paolo Salvatore ha disposto la restituzione degli atti al pubblico ministero, ritenendo che l'ipotesi di reato contestata ai due indagati - all'epoca dei fatti residenti a Santa Maria Hoè - richiedesse la citazione diretta a giudizio, senza passare quindi da udienza preliminare.
La questione esaminata stamani in tribunale a Lecco riguarda una presunta truffa che sarebbe stata commessa dai coniugi M.M. e S.D. - con altri procedimenti analoghi alle spalle - ai danni di un uomo residente in provincia di Cremona.
Quest'ultimo, secondo il quadro accusatorio ancora tutto da dimostrare, avrebbe infatti manifestato il proprio interessamento rispetto all'acquisto di un'autovettura Bmw del valore di circa 35mila euro, dopo aver notato un annuncio pubblicato su una piattaforma di e-commerce. Contattati i proprietari del mezzo - nella fattispecie i due indagati - l'aspirante acquirente si sarebbe messo d'accordo con loro per un incontro, finalizzato alla consegna di un acconto. A questo proposito ammonta a 7500 euro la somma versata in due tranche ai venditori dalla vittima, che ad un certo punto però, avrebbe perso ogni contatto con la coppia meratese. Inutile dire che della fiammante vettura - che i due avrebbero asserito di aver vinto ad una lotteria a premi e di voler pertanto rivendere non avendone bisogno - neppure l'ombra. Difesi d'ufficio dall'avvocato Luigi Tancredi, gli indagati risultano ad oggi irreperibili.
Durante l'udienza di questa mattina il legale ha sollevato altresì un'eccezione relativa all'incompetenza territoriale del fascicolo, dal momento che gli assegni emessi dalla parte lesa ai due indagati facevano riferimento ad una filiale bancaria con sede a Carugate, provincia di Milano. Al termine di una breve camera di consiglio, il giudice Salvatore ha rimesso gli atti al pubblico ministero; a questo punto il fascicolo dovrebbe approdare nei prossimi mesi al cospetto di un giudice monocratico del foro lecchese.
Una vicenda molto simile a quella di cui il dottor Salvatore si era dovuto occupare soltanto un'ora prima: un'altra truffa online relativa alla vendita su internet di un'automobile, per la quale l'aspirante acquirente avrebbe versato un acconto modesto, di circa 300 euro. E' stata però accolta l'eccezione di incompetenza territoriale sollevata dal difensore dell'indagato, l'avvocato Roberto Corbetta; gli atti saranno pertanto trasmessi alla Procura di Vibo Valentia, territorio di residenza della vittima della truffa online.
G.C.
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