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Scritto Domenica 09 aprile 2017 alle 08:30

Meratesi nel pallone/6: il primo Inter Club cittadino è nato a Novate, poi si è trasformato nel gruppo di amici di D.D.F.

Buona parte delle storie che conosciamo, a prescindere da come ci vengano raccontate, si evolvono inevitabilmente attraverso vicende di personaggi costretti a misurarsi con delle difficoltà. Solitamente, poi, i protagonisti di queste storie trovano un rimedio che possa risolvere i loro "guai". Quando tutto sembra essere ritornato alla normalità, proprio allora ci si rende conto che i personaggi hanno maturato un cambiamento, che qualcosa di più o meno percettibile è diverso rispetto al loro equilibrio iniziale.


E' così per tanti racconti e lo è persino per la storia che ha la fondazione dell'Inter Club "Daniele Del Fabbro" di Merate: ci sono degli amici che ogni domenica si ritrovano a guardare le partite della loro squadra del cuore, l'equilibrio iniziale; uno di loro viene a mancare prematuramente, la difficoltà; il gruppo decide allora di ricordare l'amico scomparso fondando un'associazione che porta il suo nome. Il cambiamento, in questo caso, risulta piuttosto evidente. Il gruppo di amici che era solito riunirsi il giorno della partita è diventato il team dirigenziale di un sodalizio che in pochi anni ha saputo farsi conoscere raccogliendo centinaia di adesioni.



LA FONDAZIONE, IL DIRETTIVO E IL "BOOM" DI ISCRIZIONI.

I loro ritrovi si sono sempre svolti nel pub Carillon di via Sant'Ambrogio, diventato nel settembre del 2009 la sede ufficiale del Club. "Siamo amici da tanti anni, accomunati da una forte passione per l'Inter - ha raccontato Paolo Centemero, tesoriere e primo presidente, oltre che fondatore, del direttivo nerazzurro meratese - Ci siamo sempre ritrovati in questo pub. Quando è venuto a mancare il nostro grande amico Daniele abbiamo semplicemente deciso di realizzare qualcosa che avevamo intenzione di fare da qualche tempo, qualcosa che a Merate mancava da molti anni". Effettivamente, un Inter Club a Merate non c'era mai stato prima, se si esclude lo storico Inter Club di Novate, con sede da Gastone in via Cerri. Una quindicina i primi iscritti al sodalizio, fondato da personaggi che, presumibilmente, rimarranno nella storia di questo club, gli amici più intimi di Daniele Del Fabbro, Paolo Centemero, l'attuale presidente Massimo Isetti, Lorenza Bonanomi (moglie di Del Fabbro), il vicepresidente Giacomo Ventrice, il segretario Enrico Anghilieri, i consiglieri Fabio Ravasi e Adelio Passoni. "Siamo partiti che eravamo una ventina in tutto - ha proseguito l'ex presidente Centemero - Nel giro di pochi mesi, il numero degli iscritti è cresciuto parecchio. Ci siamo fatti conoscere soprattutto con i passaparola e attraverso i media locali". La sua fondazione sembra persino aver portato fortuna all'Inter, capace in quella stagione di frantumare ogni record diventando la prima squadra italiana a vincere il triplete, ovvero tutte le coppe che poteva aggiudicarsi. L'anno successivo, ha aggiunto Centemero, il club ha registrato il più alto numero di iscrizioni della sua storia, oltre 250.

VIDEO


UN CLUB GIOVANE, L'EREDE DI NOVATE.

Il cimelio più prezioso di proprietà del Club è una vecchia bandiera neroazzurra con una scritta ricamata di giallo che riporta "Inter Club Merate". Una bandiera con molti anni appartenuta all'Inter Club di Novate, vissuto a cavallo tra gli anni '70 e '80, inattivo da molto tempo e del quale si sono perse informazioni. "Ce l'ha donata qualche anno fa uno storico iscritto all'Inter Club di Novate - ha raccontato il presidente Massimo Isetti - Quando ero più giovane ho frequentato quel club, verso la fine degli anni '80. Eravamo un gruppo tutto sommato numeroso e da tutti era considerato l'Inter Club di Novate, non di Merate. Allora venivano organizzati i viaggi per andare allo stadio, molto di più di quanto si riesca a fare ora. L'unico personaggio di quel Club che mi ricordo si chiama Fulvio Bosisio, conosciuto da tutti per essere stato il portinaio dell'Ospedale Mandic". L'Inter Club DDF, dunque, può essere considerato il più naturale erede di un sodalizio del passato. Ne è la riprova il passaggio di consegna della storica bandiera nerazzurra, che pare aver assistito a diverse partite giocate dall'Inter nello stadio San Siro, tanti anni fa.



LE ATTIVITA' E UN APPELLO A PARTECIPARE.

Un club giovane sì, ma non per questo poco impegnato. Alle classiche attività che competono ai suoi dirigenti ("ma soprattutto al segretario", ha scherzato Anghilieri spiegando che si ritrova spesso a dover gestire "centinaia di mail, che arrivano dal centro di coordinamento dei club nerazzurri e devo reindirizzare a tutti i nostri iscritti"), che garantiscono un certo tipo di vantaggi per i soci che vogliono assistere alle partite casalinghe della squadra nerazzurra, si aggiunge il costante lavoro nell'organizzazione di eventi che solitamente spaziano dal sociale alla beneficienza, manifestazioni sportive comprese. "In questi anni, ad esempio, abbiamo dato un nostro contributo alla fondazione dell'ex terzino dell'Inter Cordoba - ha raccontato Paolo Centemero - Siamo riusciti a fare incontrare il capitano Javier Zanetti con i giovani giocatori dell'OSGB, con i quali organizziamo anche un torneo a Pagnano. Diamo la possibilità ai ragazzi, che non devono essere necessariamente iscritti, di passare una giornata allo stadio gratuitamente".
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Un club attivo soprattutto sul territorio, dunque, con ottimi rapporti con i club "gemelli" dei Comuni limitrofi. Ogni settembre, inoltre, è possibile incontrare la dirigenza dell'IC DDF in piazza Prinetti, in occasione dell'annuale raccolta di iscrizioni. A tal proposito, il presidente Massimo Isetti, rivolgendosi a quella porzione di cittadinanza dalla fede nerazzurra, ha lanciato un appello. "Quest'anno dovremo rinnovare le cariche dirigenziali - ha spiegato - Stiamo cercando persone disposte a mettersi in gioco e che abbiano voglia di fare, intenzionate ad iscriversi al nostro sodalizio e, magari, dare una mano per tutte le attività che promuoviamo".

Continua/6
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A.S.
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