Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 348.104.489
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 04/08/2020

Merate: 8 µg/mc
Lecco: v. Amendola: < 2 µg/mc
Lecco: v. Sora: < 2 µg/mc
Valmadrera: 2 µg/mc
Scritto Mercoledì 15 marzo 2017 alle 09:35

Verderio che non c'è più/3: le officine e i laboratori dove si aggiustavano bici e carri agricoli, da Birlin a Scigula a Sala

Dopo i circoli, le cooperative e i maniscalchi e ciabattini, ossatura dei paesi di un tempo che, sull'attività artigiana e sui luoghi di aggregazione, facevano ruotare la loro straordinaria quotidianità, è ora la volta delle "officine". In queste botteghe venivano riparati i principali mezzi di trasporto, come le biciclette e i carretti e i motorini poi, ma soprattutto le macchine agricole, indispensabili per il lavoro nei campi.


VERDERIO SUPERIORE


BIRLIN
E' un soprannome strano che nessuno della famiglia Salomoni ha saputo spiegare.
Il loro negozio-officina si trovava in piazza Roma, centro storico del paese. Il capofamiglia era Riccardo, coadiuvato dai figli Franco e Ambrogio.

Riccardo Salomoni

Il negozio trattava macchine agricole nuove e riparava quelle vecchie che i contadini portavano loro.
Riccardo aveva iniziato il suo lavoro all'inizio del Novecento ferrando asini e cavalli e svolgendo altri lavori inerenti al ferro.
Raccontavano anche che la moglie Diamante Ronchi lo aiutava in officina ed entrambi, battendo il ferro con ritmi e attrezzi diversi, riuscissero a suonare la canzone "Giovinezza", molto in voga nel periodo fascista. Per loro era un divertimento.

Ambrogio Salomoni figlio di Riccardo in officina


Con il passare degli anni l'attività passò ai figli e ai nipoti che acquisirono anche la rappresentanza di note macchine agricole.
L'attività è stata chiusa con il raggiungimento della pensione dell'ultimo nipote una diecina di anni fa.


SCIGULA
Sempre in via sant'Ambrogio, centro paese e di fronte al lattaio, si trovava un negozio-officina nel quale lavorava Giuseppe Pirovano con i suoi due figli, Dino e Umberto, mentre la casa era governata dalla moglie Giuseppina Ambiveri.
Giuseppe, sin da giovane, aggiustava le poche biciclette che circolavano in paese e in quelli limitrofi, ma che diventarono sempre più numerose dopo la guerra, negli anni del boom economico.
Alla famiglia avevano dato il soprannome scigula, cipolla. Proprio così e derivava dalla loro cura nel coltivare il prezioso ortaggio.

Angolo di Via Sant'Ambrogio dove si vedeva la tettoia del ciclista


Ben presto, alle biciclette seguirono i motorini e le prime macchine agricole che aggiustavano in concorrenza con i fratelli alomoni che aveva il negozio a pochi metri di distanza. In negozio si potevano trovare anche le bombole del gas che le massaie usavano per cucinare e il kerosene per il riscaldamento che, negli anni '60 e '70 avevano sostituito i camini e le vecchie stufe a legna.

Dino Pirovano a destra con il cognato Franco e un trattorino

 

Il distributore di benzina dei Pirovano


Alla scomparsa prima del capostipite Giuseppe e poi di Dino, continuò l'attività l'altro fratello Umberto con i suoi due figli maschi, ma non per molti anni.
Con l'arrivo delle motociclette e delle prime automobili, la famiglia Pirovano si attrezzò impiantando una pompa per la vendita della benzina proprio appena fuori il negozio, sulla strada provinciale che attraversava il lungo il paese, ma ancora senza tanto traffico di automobili.

 

 

VERDERIO INFERIORE

MACCHINE AGRICOLE SALA PIETRO
La vicenda dell'azienda di Pietro Sala, un imprenditore di macchine agricole, meriterebbe essere scritta per intero in un libro, per la sua straordinaria storia durata circa un quarantennio e che lui stesso la teneva aggiornata in un diario lasciato alla figlia.
Pietro era figlio di Angelo e Carolina Sala ed era nato nella cascina Isabella che si trova sulla strada per Cornate a Verderio Superiore. Erano soprannominati Cuciu, perché le donne amavano trovarsi sotto il porticato a cucire a mano e a chiacchierare.

 

Fratelli sala macchine agricole: la trebbiatrice e il personale addetto

La prima trebbiatrice acquistata a Milano nel 1938


Oltre ai genitori, la famiglia era composta da altri quattro fratelli: Mario, Carlo, Gina e Ida. Nella cascina inoltre vi erano altre famiglie Sala, parenti tra loro.
Pietro aveva lasciato la famiglia quando aveva sposato Adele e nel 1934 si era trasferito a Verderio Inferiore. Sulla via Tre Re aveva aperto una piccola officina per la riparazione di biciclette e motorini, ma, uomo intelligente e di grandi vedute proiettate verso il futuro, sognava ogni giorno di migliorare la sua situazione lavorativa.
Amante dei motori e appassionato di agricoltura, nel 1937 aveva acquistato il suo primo trattore e, alla fiera di Milano l'anno seguente, una prima rudimentale trebbiatrice della quale c'è ancora una foto che ritrae tutto il personale che ci lavorava attorno e così aveva iniziato a girare nei paesi limitrofi a trebbiare il grano.
Da quell'anno il suo lavoro non solo era migliorato, ma incominciò ad ampliarsi: il suo sogno si stava avverando.
Infatti, poiché aveva bisogno di più spazio, aveva trasferito la sede dell'officina in via Piave, dove aveva inizialmente un capannone ed in esso trovavano posto i suoi nuovi mezzi agricoli. Inizialmente, nella stessa sede, si erano trasferiti anche i suoi fratelli, Mario e Carlo fino al 1957 e poi si separarono.
Mario, con lo stesso lavoro, si mise in proprio e andò ad abitare a Verderio Superiore, mentre il fratello Carlo aprì un'identica officina ad Usmate.

 

Dino Sala sul trattore in azienda

Rimasto solo con la moglie Adele e i tre figli, Dino, Rosanna e Ezio, iniziò la sua scalata nel mondo agricolo, ampliando sempre più la sua azienda. Aveva preso l'esclusiva di diverse macchine agricole: trattori, falciatrici, trebbiatrici, aratri e quant'altro necessario per l'agricoltura, per le province di Como, Lecco, Bergamo e della Brianza e su questo vasto territorio commerciava i suoi articoli, nuovi e usati.

 

Dino su una mietitrebbia

Erano nati, dopo la guerra i suoi figli e dopo la scomparsa prematura di Ezio, a soli 28 anni, aveva intestato l'azienda "Macchine Agricole Pietro Sala" ai due rimasti: Dino si occupava delle macchine, mentre Rosanna dell'amministrazione.
Rosanna era molto affezionata al padre e al fratello e, in quegli anni, li seguiva nelle varie fiere agricole.
Il lavoro di Pietro terminò con la sua scomparsa avvenuta nel 1979. Continuò l'attività il figlio Dino che nel frattempo si era sposato ed aveva avuto due figli: un maschio e una femmina.

Trattori ad esposizione fiera. Il primo a destra è Pietro Sala


L'attività continuò ad ampliarsi per diversi anni. Nel cortile campeggiavano in primo piano i migliori trattori, mietitrebbia e altre macchine che provenivano non solo dalle ditte italiane, ma anche dall'Europa: BCS, Ford, NewHollande ed altre. Inoltre, il negozio era fornito anche di tante altre attrezzature moderne più piccole per l'agricoltura: aratri, motozappe, tagliaerba e altre utensili che servivano a coloro che avevano ancora un pezzetto di terra, piante, orto.
Purtroppo, il destino ha voluto che la vita di Dino terminasse, ancora giovane, nel 2007 e così gli eredi, dopo poco tempo, decisero di chiudere il negozio.
Di questa scomparsa azienda rimangono le bellissime foto a testimoniare la loro grande passione per il mondo contadino.

 

Continua/3

Articoli correlati:
08.03.2017 - Verderio che non c'è più/2: calzolai, ciabattini e maniscalchi. Da Mapelli detto dü meter ad Arlati specialista degli zoccoli
01.03.2017 - ''Verderio che non c'è più''/1: un tuffo nel passato alla scoperta dei vecchi negozi. Le cooperative, il circolo ACLI e CRAL
S.V.
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco