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Scritto Venerdì 18 febbraio 2011 alle 17:00

Auto Blu: i vigili urbani come ''Perlana''. Si passino parola, staffetta e... paletta

I nostri cari e demoralizzati lettori con le loro email intrise di rabbiosa rassegnazione ci segnalano che l’incontro/quasi scontro con la famigerata auto blu è pressoché quotidiano. C’è chi la vede a Calco (ma va……! ), a Merate, a Vimercate. Ma di cosa si meravigliano? Il fatto, contravvenzionato una sola volta, risale a quasi 4 mesi fa, ma l’alto personaggio trasportato ha bisogno di esserlo tutti i giorni. Lavora e magari ride. Lui/Lei e il fidato autista se lo sono già dimenticato il caso di Calco, anzi non se ne sono neppure accorti. Per i due non è mai esistito. E’ arrivato un verbale a Roma e che sarà mai?  E se arrivassero 100 o 200 di verbali a Roma, tutti di fila ma con mittenti diversi?
Se avessimo i soldi per ingaggiare un investigatore con le doti di un pilota di formula 3 prenderemmo a noleggio l’auto giusta e lo sfizio di tallonarla dall’inizio alla fine, dalla partenza all’arrivo e ritorno. Accanto al pilota ci piazzeremmo un fotografo e il gioco è fatto. Avremmo la faccia e anche il c……o di autista e trasportato. Invero in questa nostra società esiste una diffusissima rete di diritti e di doveri, di poteri e di facoltà. Ciascuno ha un posto da occupare. Si tratta di farlo bene o di farlo male. Nella città di Milano, capitale economica del Paese, punta di diamante del governatorato di Formigoni e feudo incontrastato delle legioni elettorali del centrodestra, hanno scoperto che alcuni elementi della Polizia Locale si portavano a case i blocchetti delle contravvenzioni per gestire in tutta tranquillità la loro “correzione o sparizione a pagamento”? Chissà da quanto tempo e chissà per quali somme. Ne parlano oggi tutti i giornali. Ma come:  la bella Milano così onesta, operosa e contributiva ruba?  Si e noi distinguiamoci. C’è un sistema per rendere la vita difficilissima a questa auto blu o grigia che ci tormenta, escluso quello – ma un giorno qualcuno lo farà - di mettersi di traverso con la propria auto e creare l’incidente a forti tinte.

Il sistema è che i comandi di Polizia Locale di tutti i Comuni collocati tra Lecco e Milano si passino parola e a turno si mettano a presidiare i percorsi di questa auto con veri e propri posti di blocco ed elevino contravvenzione giorno dopo giorno per intere settimane e interi mesi. Rilevino le generalità dell’autista e del terzo trasportato e riempiano gli uffici della Prefettura di quintali di carta. Chiedano formalmente la collaborazione di Polizia Stradale, Polizia di Stato e Carabinieri. Alla stampa locale e provinciale sia dato rapporto quotidiano. Creiamo una  fitta ragnatela di  contrasto a un senso di inviolabilità e di intoccabilità che resiste e prospera  perché tollerato dall’indifferenza delle autorità locali. Mi piacerebbe anche che i sindaci interessati proponessero un comune, preciso, duro quesito al Prefetto. Non è sufficiente quello che hanno fatto i vigili di Calco. Il loro deve essere il primo intervento di tanti. Che i loro comandanti si passino parola. Vediamola come una caccia al tesoro nell’interesse dei cittadini e del comune senso del pudore individuale e generale. Nel peggiore dei casi l’auto blu cambierà percorso, passerà da Lecco e prenderà la Valassina anzichè la tangenziale. Intanto noi togliamocela di torno. Non è egoismo è semplice distribuzione dei rischi. Dicono che faccia bene cambiare aria. Diciamolo a questi due imperterriti a suon di multe.
Alberico Fumagalli
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