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Scritto Martedì 07 marzo 2017 alle 18:11

Merate: i lavoratori della Finder raccontano le loro storie fatte di mutui, precarietà, rabbia e un futuro dove non vedono luce

Sono storie di disperazione, di sconforto, di rabbia quelle che si sentono raccontare fuori dai cancelli della "Finder Pompe Dover Corporation" di Merate mentre all'interno dell'azienda le rappresentanze sindacali stanno cercando di strappare dai vertici la sospensione della procedura di licenziamento collettivo e l'avvio di una trattativa per trovare soluzioni alternative.

 


39, infatti, i lavoratori che perderanno la loro occupazione, con un annuncio piovuto dal cielo nel giro di pochi giorni, mentre era in corso la pianificazione per le ferie estive. Che la situazione non fosse rosea questo era noto, ma che si arrivasse a una tale decisione in tempi così rapidi e senza alcuna avvisaglia, ha lasciato tutti con l'amaro in bocca.


Si tratta, infatti, per lo più di persone già in là con gli anni, qualcuno a poca distanza dalla pensione, qualcun altro monoreddito con figli e moglie a carico oltre che il mutuo o l'affitto e che ora si trovano in strada, alla ricerca davvero disperata di un'altra collocazione.

Marco Riva


Marco Riva ha 39 anni e da 15 è operaio in Finder. "Sono sposato, ho un bimbo di 8 mesi e mia moglie fa il part-time" ha raccontato questo giovanotto con gli occhiali scuri, capelli rasati e una voce debole che stride con il suo fisico prestante "Ho un mutuo sulle spalle di 30 anni e ora non so come faremo. Non sapevamo nulla fino all'altro giorno e di certo non ci aspettavamo una decisione così".

Nicola Gargantini


Nicola Gargantini ha 42 anni e da 19 lavora nella stessa officina. Ha un figlio di 10 anni, la moglie fortunatamente lavora e pur non avendo il mutuo, la preoccupazione è alle stelle. "Sono rimasto scioccato, senza parole. Non mi sarei mai aspettato una decisione simile, senza nemmeno preavvertirci. Ora ci guardiamo in faccia per capire cosa fare".



Luca Pacelli


Luca Pacelli di anni ne ha 45, 9 trascorsi in Finder come tornitore. A suo carico ci sono la moglie che non lavora e due figli. Il mutuo l'ha terminato qualche anno fa ma ci sono le spese correnti cui far fronte ogni giorno. "Non sapevamo nulla, certo la situazione non era facile. Ma non si pensava certo di arrivare a tagliare drasticamente la forza lavoro, senza lasciare una speranza".

Lo sconcerto dei lavoratori è unanime. Fino alla settimana scorsa, infatti, a loro dire si parlava anche di fare qualche altro investimento, i lavori per l'ampliamento sono recentissimi (qui probabilmente resterà l'area test, ndr), in questi giorni era in fase di redazione il piano ferie e pur con la preoccupazione generale per un mercato comunque in difficoltà certo non c'era l'attesa di una mannaia come questa. "Qui stanno facendo lo stesso che a Querceta chiuso nel 2015 nonostante le mobilitazioni" hanno proseguito "non c'è stato nulla da fare. Hanno deciso di chiudere e così hanno fatto".



Angelo Pilleri


Angelo Pilleri ha 50 anni, è un portatore di handicap, da 31 anni in Finder e sulle spalle ha una famiglia, con la moglie che non lavora, e un affitto per nulla leggero. "Sapevamo con chi avevamo a che fare" ha commentato amareggiato e arrabbiato "è stata una mitragliata improvvisa quella che ci hanno sferrato. Ci sono intere famiglie in strada, senza un futuro davanti. Questa ditta che un tempo era dell'ing. Vergani ha dato da vivere a centinaia di persone. Altro che multinazionali...alla faccia che abbiamo trovato l'America...".

Valter Perego


E' tra i più anziani, vicino alla pensione, Valter Perego, 56 anni, di cui 38 e 4 mesi in Finder dove è anche RSU. "Mia moglie lavora, ho un figlio disabile e questa decisione proprio non ce la aspettavamo. Sapevamo delle difficoltà ma mai ci era stata prospettata una cosa simile, anzi avevamo ricevuto delle rassicurazioni tanto che ci avevano fatto compilare il piano ferie...ed ora siamo qui a discutere di licenziamenti".

Massimo Sala
 
Massimo Sala ha 52 anni, da 6 è in Finder dopo che l'azienda per cui lavorava aveva chiuso, una volta acquistata da una multinazionale. "Ho due figli adolescenti e una moglie che fa il part-time. Come faremo ad andare avanti non lo so. Le spese ci sono così come le esigenze dei ragazzi che crescendo hanno sempre più necessità".

 
Le loro sono storie molto simili, ognuna con il suo carico di angoscia e preoccupazione per un futuro incerto che rischia di non avere spiragli di luce nel breve periodo.
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S.V.
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