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Scritto Martedì 07 marzo 2017 alle 13:40

Merate: l’Aula si ''infiamma'' sull’ATR 2. Difforme o meno rispetto alle norme del PGT il passaggio in Consiglio è doveroso

La vicenda dell'ATR 2 presenta effettivamente problematiche tutt'altro che irrilevanti. Potrebbe tuttavia concludersi con una semplice approvazione da parte della Giunta se la valutazione del capo della Segreteria e del responsabile del servizio urbanistica (avvocato Blandino e architetto Sangalli) sarà, come è stato anticipato in Commissione, assolutamente favorevole all'impostazione presentata; oppure finire in Consiglio comunale dove è certo che le opposizioni di centrosinistra e Lega daranno battaglia. E, infine, non è neppure da escludere che qualcuno infili tutto in una busta con destinazione Corte dei Conti per un esame più approfondito della vicenda. A noi, che poco mastichiamo di urbanistica, più di una riflessione è sorta ascoltando il serrato dibattito di lunedì sera. Non siamo in grado, naturalmente, di prendere una posizione netta anche se la semplice lettura dell'articolo 11.2 delle Disposizioni attuative del documento di piano sembra confermare la tesi delle minoranze. Ma anche in passato una lettura testuale è stata oggetto di una reinterpretazione talmente arzigogolata da far dubitare del significato autentico delle parole e dei verbi. Pure in questo caso, ad esempio, il testo porta il verbo "dovrà", dall'infinito "dovere" ma come nel caso della tempistica che le associazioni devono rispettare per ottenere contributi su singole iniziative, il "devono" è da declinare in cinquanta sfumature legali, la principale di esse è classificata come "legalità tecnica". Dunque l'appello delle minoranze al testo letterale rischia di non ottenere alcun risultato. Detto questo, e con la intima certezza che l'intera operazione sia legittima - a scanso di querele - lasciamo che il pensiero corra a quando il complesso sarà realizzato. Nei parcheggi sosteranno le auto di coloro che da lì vorranno raggiungere la Madonna del Bosco, nelle due aree verdi poste attorno alle palazzine consumeranno il pic nic le famigliole di milanesi mentre i bimbi potranno giocare nello spazio giochi, sempre interno alla lottizzazione e i giovani saranno autorizzati ad organizzare tornei serali di pallavolo e pallacanestro nel campo costato nientepopodimeno che 56mila euro. Tutto questo perché le aree sono state cedute a standard di pubblica utilità. Compresi i vialetti che conducono alle palazzine. Così, a sensazione, non siamo certi che i futuro residenti apprezzeranno questi scenari né, però, che la collettività ne trarrà concreti benefici. Vedremo. Il suggerimento che ci sentiamo di offrire è quello di portare, comunque la pratica in Consiglio comunale. E' la sede istituzionale deputata a discutere e approvare un piano che per superficie e unità abitative è di assoluta importanza; e l'unico di un intero Pgt che richiede consumo di nuovo suolo.

E, a proposito di PGT, sarà interessante seguire le mosse della Giunta per capire se davvero intende approvare nei due anni che restano di consigliatura un nuovo strumento urbanistico. Un'operazione delicatissima, soprattutto per coloro che pensano di restare in campo anche dopo il 2019.

A margine di queste brevi considerazioni ci teniamo a ribadire un concetto già esposto in passato e riferito ai membri della Commissione, cioè al trio Tamandi, Gargantini, Albani, persone sicuramente serie e competenti: guardate che se per puro caso prendete la parola non vi mangia nessuno, neanche Vivenzio che, anzi, si è pure correttamente scusato con Tamandi per averlo un po' maltrattato nell'unica occasione che il bravo commerciante di via Verdi disse la sua. Ha poco senso timbrare sempre e puntualmente il cartellino e poi restare in silenzio. La Commissione "prepara" il successivo dibattito in Consiglio, evidenzia le congruenze e le incongruenze, fissa le posizioni, smussa gli angoli, consente a tutti la libera espressione del pensiero. Peccato che una simile opportunità di partecipare, davvero e pubblicamente, al confronto politico non sia sfruttata come si deve.

Claudio Brambilla
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