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Scritto Mercoledì 01 marzo 2017 alle 10:00

''Verderio che non c'è più''/1: un tuffo nel passato alla scoperta dei vecchi negozi. Le cooperative, il circolo ACLI e CRAL

Sulla scia del viaggio iniziato qualche anno fa tra i negozi e le attività industriali e commerciali della "Merate che non c'è più" (CLICCA QUI per visualizzare il dossier), dove con un tuffo nel passato siamo andati a riscoprire angoli della città che un tempo pullulavano di traffici, affari, persone e che pian piano completeremo, vogliamo aprire una finestra su Verderio.

Ad aiutarci in questo affascinante e suggestivo percorso ci sarà Giulio Oggioni, appassionato di storia, autore di diversi libri sulla comunità locale e le sue tradizioni, dalla memoria ferrea e vivida e che, grazie alle sue conoscenze e al materiale reperito, ci permetterà di immergerci in un racconto fatto di cartoline in bianco e nero, aneddoti, angoli di paese ormai scomparsi ma che hanno segnato l'infanzia e la giovinezza di tanti. In maniera speculare, senza seguire alcun ordine cronologico o alfabetico, racconteremo dei negozi, delle trattorie, dei circoli nei due comuni, corredando i testi di fotografie. Se qualche lettore volesse integrare e arricchire il "dossier" può inviare le fotografie a redazione@merateonline.it oppure contattarci al numero 328.30.58.341 e passeremo a fare una scansione delle immagini.




VERDERIO SUPERIORE

LA COOPERATIVA SAN GIUSEPPE
Il Circolo Cooperativa San Giuseppe è stato fondato nel 1945 e la sua storia è abbastanza controversa. C'è chi dice, visto il nome del santo, sia nata in casa parrocchiale e chi sostiene da una iniziativa di privati cittadini. Sorvoliamo! Inizialmente i soci erano 240, tutti motivati da grande entusiasmo e idee di rinnovamento.

Circolo san giuseppe – costruzione della nuova sede

Vennero presi in affitto alcuni locali di piazza Roma e le attività principali erano l'osteria, lo spaccio alimentare e il commercio di legna e sementi. Nel 1952, grazie ai volonterosi soci, venne costruita una nuova sede in via Principale (dove ora c'è il ristorante Luna Rossa 2) i quali anticiparono anche dei prestiti per comprare il materiale edilizio e di arredamento.


Inizialmente, molto fiorente era il negozio alimentare che però nel 1974 venne chiuso perché non c'erano più i presupposti necessari per l'attività, conseguente alla diminuzione della popolazione e l'arrivo dei grandi supermercati. Il negozio alimentare venne trasformato in una sala giochi, frequentata da giovani e, con la continuazione del bar, si iniziò anche un'attività di trattoria con prezzi modici per gli operai che lavoravano in zona. La Cooperativa, negli anni fu promotrice di iniziative sportive, ricreative e culturali che, ancora oggi, sono il fiore all'occhiello dell'associazione più numerosa del paese. Recentemente si è fusa con il Circolo Famigliare di Verderio Inferiore.


IL CIRCOLO ACLI
Domenica 11 aprile 1948 nascevano le ACLI, Associazione Cristiana Lavoratori Italiani, durante la reggenza del parroco don Carlo Greppi. Lo scopo era quello di organizzare corsi di economia domestica alle ragazze giovani, l'assistenza sindacale ai contadini e ai primi operai che in quegli anni venivano assunti nell'industria.

Benedizione della bandiera delle Acli nel 20° di fondazione da parte di mons. Ferraroni, vescovo di Como

Nel 1956, la parrocchia cedette all'associazione alcuni locali a titolo di comodato, adiacenti alla chiesetta di Sant'Ambrogio e in quella sede fu aperto un Circolo. Oltre alla mescita del vino e liquori e la possibilità di avere un locale per gli incontri formativi, la segreteria del Circolo si occupava anche delle pratiche di pensione, soprattutto quelle degli anziani contadini che non sapevano a chi rivolgersi: un impegno protratto fino al 1985.



VERDERIO INFERIORE
 
LA COOPERATIVA CIRCOLO FAMIGLIARE
La Cooperativa è tuttora esistente e funzionante, ma vale la pena parlarne di come era nata oltre mezzo secolo fa. La Cooperativa è stata fondata il 7 febbraio 1946 con l'aggregazione di ben 280 soci del paese.

Circolo cooperativa, soci in festa


Era gestita dagli stessi soci con fini mutualistici e gli utili venivano reinvestiti a scopi benefici. Inizialmente anche questa iniziativa trovò sede in alcuni locali della via Tre Re, con la vendita di generi alimentari, legna e sementi.

Circolo cooperativa: festa del 1° maggio vista sull'esterno in piazza Roma

 

Era praticamente uguale a quella che un anno prima era nata a Superiore Nel 1950, grazie ai prestiti dei soci, venne costruita una nuova sede a metà della via Roma e l'anno successivo venne aggiunto anche un bar, tuttora funzionante. Nel 1972 si ebbe una svolta nella gestione commerciale con un incremento della superficie da destinare a spaccio alimentare.


Era la sede politica anche di alcuni partiti della sinistra. Nel 2007, quindi da pochi anni, la superficie della Cooperativa è stata ampliata ancora di 250 mq per dare un servizio Coop, ma indipendente.



IL CIRCOLO CRAL

Come non bastassero già i tanti bar esistenti, nel 1952, sull'onda del grande successo della Democrazia Cristiana e l'appoggio di alcune associazioni religiose, nasceva anche un nuovo Circolo Ricreativo Assistenziale Lavoratori, conosciuto anche con un altro nome: "Casa della Pace".

Piazza Annoni, dove c’erano il Cral e il parrucchiere Enrico origo a destra dove c'è il  cartello delle poste

Il Cral in centro paese, dove ci sono la posta e l'acquedotto

 

Inizialmente aveva rilevato i locali dei fratelli Carozzi, proprietari del bar Tre Re, che si erano trasferiti, poi, nel 1958, portò la sede definitiva in piazza Annoni, nei locali che il conte Annoni adibiva a ghiacciaia e magazzini. Il primo presidente fu Antonio Colombo.
Il Circolo, oltre al bar, vendeva prodotti agricoli e i più anziani ricordano anche la visita dell'allora onorevole Paolo Bonomi, presidente della Coldiretti. Il Circolo fu la sede anche di una associazione culturale "Scienza e vita", frequentata da giovani. Cessò l'attività nel 1969, a seguito della scomparsa dei contadini e nei suoi locali si istallarono gli uffici comunali.


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S.V.
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