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Scritto Venerdì 24 febbraio 2017 alle 15:38

Vendemmia/2, il PM: A Lecco il potere sulla sanità lombarda I requisiti del bando predisposti da Della Negra, schiaccianti le prove dei rapporti continui tra Amigoni, Uva e la Clementi

La parte più corposa e quella infarcita di maggiori dettagli della propria requisitoria all'esito del processo originato dall'inchiesta Vendemmia, il dottor Eugenio Fusco l'ha riservata ai rapporti intercorsi tra Cristina Clementi, Alberto Uva e Bruno Della Negra per la redazione del bando di gara che avrebbe dovuto portare all'assegnazione dell'appalto del progetto Teleospedale. Rapporti fittissimi, continui, "che non si interrompono mai" ha più volte rimarcato il magistrato e che possono essere sintetizzati nella formula:

Della Negra scrive e gira a Clementi - Clementi riceve ed invia ad Amigoni - Amigoni chiede l'ok a Lucchina - Lucchina dà l'ok e si procede.  "Beh già che c'eravamo perchè non scrivere che chi deve partecipare al bando di gara deve avere gli occhi blu, i capelli ricci ed essere alto 1,80? Così sono loro e tagliano fuori tutti gli altri" ha ironizzato Fusco. "Questo non era un processo mio, l'ho imparato e scoperto poco alla volta ma quando ho visto che c'erano elementi di questo genere mi sono detto: ma quando mai capita? Sono rimasto abbastanza sbalordito anche perchè tutto è così chiaro che credo ogni commento sia superfluo. Dalle intercettazioni rimaste si possono ricostruire i rapporti tra Uva e la Clementi e pur avendone tolte una gran parte, forse abbiamo così snellito la requisitoria e la sentenza, devo dire che c'è tutto: la turbativa, la predisposizione in comune dei prerequisiti della gara, il costante collegamento tra la stazione appaltante e l'appaltatore"
La dottoressa Cristina Clementi
La "chiamata alle armi" come l'ha definita Fusco, arriva da Della Negra della Multi Media Hospital nel settembre 2008 con una mail che rende edotti della necessità di predisporre strategie affinchè la gara che sarà bandita dalla Regione per il progetto TV venga bandita dall'AO di Vimercate. "Della Negra" ha stigmatizzato Fusco "sa già che ci sarà una gara e che sarà a Vimercate". Nello stesso periodo Maurizio Amigoni DG di Vimercate e la meratese Cristina Clementi, direttore della struttura approvvigionamenti della medesima Ao, incontrano il conte Alberto Uva, missagliese della MMH (Uva e Della Negra sono usciti di scena avendo già definito la propria posizione tramite patteggiamento anche per episodi ora ascritti a quelli a processo e per i quali in aula si erano dichiarati estranei, ndr).
Il 14 ottobre 2008 la Regione dà l'ok al progetto tv sanità. Un progetto, come già riferito, in testa agli interessi dello stesso Governatore Formigoni che, secondo l'accusa, ne intuisce l'importanza e la portata per accaparrarsi consenso popolare.
"Qui chi vince la gara, scrive anche gli atti". A supporto di questa sua tesi Fusco ha portato la bozza di lettera stilata da Della Negra e che successivamente l'azienda ospedaliera di Vimercate ha inviato alla Regione, relativa all'allestimento di una rete di televisioni. "Con la presente desideriamo informare spettabile direzione....il progetto consiste di rispondere alla necessità di diffondere informazioni sulla sanità". Cioè la mail la scrive Della Negra, il concorrente alla gara, e la mette in bocca ad Amigoni il quale la gira a Lucchina per convocare e persuadere i DG della Lombardia a partecipare al progetto. Ma il ventriloquo è Della Negra. E' un work in progress che all'inizio del 2009 vede uno scambio di lettere, corrette più volte, finalizzate a una stesura ufficiale per la riunione con tutti i DG, e che vede impegnati gli avvocati di Della Negra. Ma dove si è visto mai? Questi sono documenti che deve fare lo staff di Amigoni e non quello di Della Negra mentre qui vengono addirittura predisposte le carte nel dettaglio".
Nel fitto scambio di mail, telefonate, incontri una nota di "colore" la merita l'agenda del conte Alberto Uva "un noiosissimo surrogato delle intercettazioni che non hanno il medesimo valore delle stesse ma sono servite, una volta decriptate, a chiarire il quadro della vicenda". Uva, infatti, fa tutto quello che scrive. La sua è una meticolosità maniacale nell'appuntare orari, incontri, eventi, persone, finalità. "Uva è un soggetto comodo a tutti, a quella sanità lombarda che vive a Lecco perchè è qui che si concentra il potere della sanità. E' un personaggio pittoresco ma con una sua credibilità. Conosce Boscagli, Luca Stucchi (D.G. del Carlo Poma di Mantova, con casa a Sartirana) e la moglie. Tutti lecchesi. Un grumo di poteri che lui coltiva con feste e cene".
Dopo il 23 gennaio 2009, data dell'incontro tra Lucchina, i due soci di MMH e i direttori generali delle AO, gli incontri tra la dottoressa Clementi, Amigoni e Uva non si arrestano mai.
E' del 3 febbraio 2009 la mail della meratese a Della Negra per "avere con urgenza il progetto" e la risposta immediata di invio di una versione sintetica. Venti giorni dopo da Vimercate parte un'altra mail a Uva e proseguono gli incontri per discutere sulla tempistica e la predisposizione delle lettere.
Uva ha fretta, la sua società si è esposta finanziariamente per il progetto e deve rientrare al più presto.
"Sul fatto che i requisiti del bando siano stati predisposti da Della Negra non ci sono dubbi" ha puntualizzato in più occasioni, non nascondendo il suo disappunto e un certo disgusto, Fusco "ci sono prove schiaccianti".
Nel marzo 2009, prosegue Fusco, la Pedrotti, persona dell'ufficio della Clementi, le scrive: "Mentre tu eri in ferie ho continuato a lavorare con Uva". Io trasecolo. "Abbiamo incontrato Uva per definire il progetto monitor. Ti allego l'ultima versione e le deleghe". Mi chiedo: passi il progetto ma le deleghe per le aziende ospedaliere le deve fare il concorrente alla gara? Ma dove siamo?".   E sulla trasparenza, termine ridondato più volte in aula, non certo per essere stato applicato nel suo significato, il magistrato si è rifatto rileggendo alcuni appunti dell'agenda di Uva "Controllare con la Clementi i requisiti". "Cioè i requisiti dovrebbero essere oggettivi e trasparenti, validi per tutti. E invece noi, qui li facciamo addirittura assieme, stazione appaltante e concorrente"
Se a Della Negra viene sequestrato un elenco aggiornato di aziende ospedaliere che hanno già risposto, con tanto di annotazione "confermato verbalmente/in corso di verifica/negativo", elenco che, si chiede Fusco "perchè è in suo possesso?", sull'agenda di Uva sono annotati gli incontri con la Clementi per "rivedere il capitolato, stabilire gli anni per la concessione, fare i gruppi di lavoro, pianificare le deleghe, stabilire le date del bando di gara".  
Nonostante il tentativo da parte degli interessati di minimizzare, numerosi sono gli appuntamenti tra luglio e agosto 2009 tra Uva, Amigoni e Clementi tanto che Fusco si spinge a dire "non c'era passo che non venisse portato a conoscenza del conte, il quale annotava poi sull'agenda le date". Tanto che presso l'azienda ospedaliera di Vimercate viene sequestrata una copia del lettera di delega con scritto, sul frontespizio, "Per richiesta della DG ho inviato tutto al conte Uva". Nota che la dottoressa Clementi ha negato di avere redatto ma, ha chiesto rivolgendosi all'uditorio il pubblico ministero, "se non è Amigoni...perchè Uva e Della Negra devono avere questi documenti?".
Per dare una parvenza di credibilità, è lo stesso Della Negra che tenta di convincere altri imprenditori a partecipare alla gara. "Ciao Giorgio, ti giro i documenti ufficiali della gara di Vimercate. Tu dovresti inviare le parti in verde, per quelle in giallo serve il partner. Grazie per ogni info chiamami" "Caro Bruno" è la risposta dell'imprenditore contattato "nonostante mi auguri che tu vinca questa gara, non ti offendere ma preferirei non partecipare a questa gara di Vimercate perchè sono state spese parole al telefono e ho paura delle intercettazioni. E se partecipo capiscono tutti il giochino" 
E' a questo punto che si inserisce la mozione in Regione del consigliere dell'IDV Zamponi il quale solleva dubbi sulle procedure adottate nel mese di agosto. Si susseguono pareri da parte dell'avvocatura del Pirellone così come gli incontri tra Clementi e Della Negra (7 ottobre) "come se nulla fosse" apostrofa Fusco. "L'avvocato della Regione evidenziava la legittimità della gara e la scelta della procedura, appannaggio dell'AO ma aveva capito al volo quale era il baco di quella gara, cogliendo che il problema stava nei prerequisiti creati ad arte".
Annullata la gara si va così a procedura aperta, nell'ottobre 2009, e Zamponi chiede nuovamente conto del numero di partecipanti alla gara, tre. E' a questo punto che la Clementi interpellata propone due possibili risposte "entrambe elusive" stigmatizza Fusco "e suggerisce ad Amigoni o di trasmettere copia della delibera con cui si è chiusa la procedura o di attenersi scrupolosamente a quanto chiede il consigliere e rispondere dunque 3 aziende. Ma è questa la trasparenza? La correttezza? Ma voi siete dei direttori generali?" ha domandato nel clou della sua lunga ma appassionante e lineare requisitoria, il magistrato.
"In questo contesto io avevo chiesto alla dottoressa Clementi" ha ripreso ricordando l'interrogatorio svolto "se non era strano essere un po' omertosi. Ricordo bene la risposta: non è strano nel momento in cui la politica si ingerisce in quello che è una cosa amministrativa. Dunque a domanda risposta. Se vuoi sapere di più, mi chiedi di più".
Tre giorni dopo la pubblicazione del bando di gara (3 novembre 2009) "la Clementi non trova di meglio da fare che incontrare nuovamente Uva. E da un esame anche superficiale della documentazione si scopre che i prerequisiti di cui alla precedente procedura ristretta sono sostanzialmente quelli riproposti nel nuovo bando. I cambiamenti sono leggeri ma ne emerge che delle tre partecipanti solo Multi Media ha i requisiti. La gara ha già un vincitore, sin dall'origine e allora perchè prendersi la briga di partecipare, mettersi su una foglia di fico e rischiare di essere indagati?"
Il conte Alberto Uva
E, a latere di queste procedure costruite, si inseriscono le feste mondane e i "munuscula" che danno colore a una storia che di tinte ne ha già fin troppe.
I regali da distribuire vengono annotati in un quaderno a parte del Conte che si ricorda di Pedrotti, Amigoni, Clementi, Lucchina, Alli, Formigoni (che riceve una stampa da 400 euro, per la quale "non si può certo essere incriminati" ironizza il PM).
Dopo le vacanze, annota sempre Uva, deve incontrare i vertici di Vimercate e "occorre anche vedere per i contenuti degli spot Oscar Giannino".
Il 9 marzo "consapevole di essere il vincitore, trascrive che deve contattare la Clementi per la tempistica della delibera di assegnazione che vuole mobilitarsi per far pervenire il prima possibile ai DG".
Il 13 marzo, annota sempre Uva, parteciperà al cocktail elettorale per la candidatura di Boscagli che avrà luogo proprio a casa della Clementi a Merate. "Un episodio che dà corpo al gruppo di potere di Lecco e provincia, molto solido e coeso in quel periodo, onnipotente nella regione Lombardia".
E si arriva così alla famosa borsa di Prada.
"La gara è aggiudicata il 30 marzo 2010" ricorda Fusco "è questo il momento in cui chi ha beneficiato di una gara corrotta si sente in dovere di agevolare chi lo ha beneficiato. Le ragioni del regalo?" si chiede guardandosi attorno "non è per simpatia, non per una circostanza, non per un compleanno ma perchè la Clementi "era stata collaborativa, a fine giro le facciamo un omaggio". Della Negra chiede a Uva "Quando le dai la borsa?" "Domani alle 17" "Ricordati però del piano tecnico che è l'ultimo atto" si premura di caldeggiare Della Negra che all'esito dell'incontro con la Clementi gli chiede se era contenta "Sì mi ha risposto che le serviva, che la voleva grande, che non dovevo". "Le hai chiesto del piano tecnico" si preoccupa ancora Della Negra "Sì mi ha detto che ce l'ha il vecchio Monguzzi". Questa è la storia del versante Uva-Della Negra" ha proseguito con un sorriso divertito il PM "Per giustificare l'accaduto la Clementi si produce in una autentica performance simulando indignazione per il regalo e dice che è stata quasi costretta a riceverlo. La ricostruzione poi del passaggio dall'azienda ospedaliera fino a casa sua è esilarante. Avendo tolto le intercettazioni telematiche e informatiche forse abbiamo snellito la requisitoria e la sentenza ma ci sono altri favori e promesse, c'è l'interessamento a farla incontrare con Salvini per un avanzamento di carriera. Ma gli elementi nell'istruttoria sono tali che non si può andare in senso diverso dalla condanna".



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