• Sei il visitatore n° 466.930.129
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Sabato 11 febbraio 2017 alle 08:54

GDF MESSINA: CAPO D’ORLANDO, GIRO DI FATTURE FALSE PER OLTRE 67 MILIONI

I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Messina ha nno concluso, nei giorni scorsi, l’operazione “Agrumi d’oro” che ha permesso di scoprire un complesso sistema di frode ai danni dell’Unione Europea messo in atto utilizzando il consorzio Agridea di Capo d’Orlando (Me), operante nel settore della lavorazione d ella frutta . In particolare, l e Fiamme Gialle, a ttraverso accurate indagini dirette dal la Procura della Repubblica di Patti, hanno ricostruito un vorticoso giro di fatture ritenute false , quantificato in oltre sessantasette milioni di euro, per il periodo che va dal 2011 al 2015 , fondato sulla compravendita di prodotti agricoli , quali limoni, che, in realtà, non sarebbero mai stati né prodotti né acquistati . Le fatture considerate fittizie venivano emesse in maniera “circolare” tra il predetto consorzio e altri due analoghi enti , consorzio P.A.C e consorzio U.P.E.A. , anch’essi con sede nella città orlandina e face nti capo al medesimo gruppo societario , col preciso obiettivo di far lievitare , solo sulla carta, il volume della produzione di agrumi del c onsorzio Agridea al fine di consentir e a quest’ultimo di acquisire le caratteristiche richiest e dalla normativa vigente per poter accedere agli aiut i economici europei in agricoltura . La minuziosa attività investigativa de i finanzieri avrebbe , inoltre , permesso di accerta re che le estese superfici dichiarate come coltivate ad agrumeto per ottenere i contributi e riconducibili al primo consorzio s arebbero sensibilmente inferiori al reale, circa il 62% in meno. Peraltro, alcuni di questi terreni sarebbero risulta ti addirittura incolti o destinati a usi diversi da quelli agricoli . In aggiunta, g ran parte degli agricoltori che il consorzio dichiarava come propri associati avrebbe negato l’esistenza con esso di rapport i di qualsiasi tipo. Nel corso dei minuziosi controlli sarebbe emerso, inoltre, che alcuni macchinari per smistare i prodotti utili per la successiva commercializzazione e d in uso ai tre consorzi non erano mai entrati in funzione, sin dalla data del loro acquisto. Analogamente, le celle frigorifere sono risultate cos tantemente vuote durante l’intero periodo di effettuazione delle operazioni di verifica svolte nei confronti dei consorzi U.P.E.A. e P.A.C. I nfine , è stato indi viduato un ulteriore sistema illecito utilizzato per cercare di lucrare indebitamente i contributi pubblici , pari in totale a due milioni e mezzo di euro . Nel dettaglio, t ra la documentazione prodotta per certificare alcune spese poi rimborsate con i finanziamenti europei sono stati rinvenuti numerosi assegni bancari, che invece gli investiga tori ritengono abilmente falsificati. Tale analitica r icostruzione è stata resa possibile grazie all’analisi incrociata tra la documentazione esibita presso gli uffici competenti per o ttenere i contributi comunitari , attestante i pagamenti e l’insieme delle movimentazioni bancarie e contabili della società. I militari del Nucleo di polizia tributari a hanno , complessivamente , denunciato alla Procura della Repubblica di Patti cinque persone in concorso , per le ipotesi di truffa aggravata ai da nni dello Stato, reato che prevede la reclusione fino a sei anni e per le violazioni penali tributarie previste dagli artt. 2 e 8 del d. lgs. 74/2000 , per emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti , segnala ndo, altresì, la responsabilità am ministrativa del c onsorzi o Agridea, ai sensi del d . l gs. n. 231 del 2001. Sulla base di tali elementi la Procura della Repubblica di Patti , ha chiesto e ottenuto dal G.I.P. del Tribunale di Patti , il sequestro preventivo per equivalente dei beni mobili e immobili di proprietà del c onsorzio Agridea e del suo rappresentante legale residente a Capo d’Orlando, di anni 50, fino al controvalore dei contributi illegalmente percepiti, pari a circa un milione e novecentomila euro. La misura , eseguita dalle Fiamme Gialle nei giorni scorsi , ha riguardato disponibilità bancarie, partecipazioni azionarie e automezzi . Particolarmente importante la circostanza che l e indagini hanno impedito che il consorzio indagato ottenesse un ’ ulteriore quota di finanziamento p ari a seicento mila euro , in quanto l’intervento de i finanzieri ha consent ito di bloccare i fondi per tempo, prima della loro erogazione. L’ operazione di servizio conferma il costante impegno del la Guardia di Finanza quale organo di polizia economico - finanziaria a tutela della spesa pubblica nazionale e d europea , nonché la capacità di svolgere investigazioni in maniera trasversale e contestuale nei diversi settori di competenza istituzionale.
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco