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Scritto Martedì 07 febbraio 2017 alle 16:18

Brivio: l'escursione alla scoperta delle 'bellezze' della palude per la Giornata delle zone umide. Avvistato anche il tarabuso

In provincia di Lecco se ne contano sulle dita di una mano o forse, massimo massimo, si arriva a sei esemplari. Sono stati dunque davvero fortunatissimi i partecipanti alla passeggiata alla scoperta della Palude di Brivio, zona umida e sito di interesse comunitario, promossa nella mattinata di domenica da Legambiente in collaborazione con il Parco Adda Nord, le Guardie Ecologiche Volontarie e il Centro Ricerca Ornitologiche Scanagatta: nel corso della loro breve escursione sulle sponde del fiume di manzoniana si sono infatti imbattuti per ben due volte in un tarabuso, uccello appartenente alla famiglia degli Ardeidi, in grado - quale estrema forma di difesa - di "allungarsi" tra le canne e di oscillare tra le stesse per mimetizzarsi e provare così a sfuggire ai predatori. Il primo avvistamento è stato registrato mentre gli occhi dei "camminatori" - per lo più membri di associazioni ecologiste e Gev, con una minima presenza di "semplici cittadini" pronti a sfidare la minaccia della pioggia e dunque un cielo plumbeo che invogliava a rimanere al calduccio - erano tutti indirizzati verso il così detto laghetto della Bonifica, "pozza d'acqua" dall'origine artificiale alle spalle del centro sportivo del paese.

Il gruppo


L'uccello si è mostrato infatti in tutta la sua bellezza, attraversando in volo lo specchio, da parte a parte, per poi tornare a nascondersi tra la vegetazione, lasciando la scena a un falco di palude rimasto a lungo "appollaiato" - in lontananza - sul ramo di un albero, non disturbato dalla presenza del gruppetto di rispettosi visitatori armati solo di binocoli, cannocchiali e smart phone per segnalare la presenza di esemplari di particolare interesse sulle piattaforme dedicate a tale "artigianale" catalogazione, estremamente utili data base di partenza per censimenti e approfondimenti. E' iniziata così, nel migliore dei modi, la passeggiata voluta per celebrare in salsa locale - beneficiando delle spiegazioni tecniche di Giuliana De Filippis del Parco Adda Nord e della competenza di Giuliana Pirotta di Cross - la Giornata mondiale per la salvaguardia e la valorizzazione delle zone umide, ricorrenza istituita nel 1997 per ricordare l'anniversario dell'adozione della Convenzione sul tema firmata a Ramsar in Iran il 2 febbraio 1971, così come spiegato da Giampietro Tentori (Legambiente) nella sua breve introduzione.
Galleria immagini (clicca su un'immagine per aprire l'intera galleria):
152 le specie d'uccelli contate nel corso tra il 2004 e il 2007 all'interno della palude di Brivio, riserva naturale che si sviluppa anche sui territori di Cisano Bergamasco, Monte Marenzo e Calolziocorte, area piana di circa 265 ettari ritenuta tra le zone di maggiore interesse naturalistico e paesaggistico all'interno dei confini del Parco. "Potrebbero essere molte di più" ha asserito Giuliana Pirotta mostrando attraverso alcuni dipinti d'epoca come, nel tempo, la superficie abbia subito evidenti trasformazioni, a cominciare dalla costruzione della diga di Olginate che, di fato, ha stravolto la conformazione della stessa, interrando ampi spazi prima coperti dalle acque come testimoniano "toponimi" quali isola della torre o isolone del serraglio che lasciano immaginare uno scenario assolutamente diverso rispetto all'attuale.

Il tarabuso


Dal Laghetto della Bonifica, luogo di nidificazione della moretta tabaccata, la compagine si è postata poi lungo l'argine, risalendo con molta molta calma fino alla Delna, apprezzando la bellezza del luogo e "sgranando" gli occhi per scoprirne i tesori: gli aironi e i loro nidi, visibili già alla Bella Venezia (dove le Gev hanno "sgridato" il proprietario di un cane non tenuto al guinzaglio e dunque potenzialmente pericoloso per l'incolumità di pedoni e ciclisti ma anche potenzialmente di disturbo per gli uccelli, specie nella stagione dell'accoppiamento), esemplari di beccaccino (con il loro corpo tondeggiante), "colonie" di germani nascoste in un campo volutamente non arato, dopo la raccolta del granoturco, per offrire "ristoro" ai pennuti nella stagione fredda, minuscole alzavole presenti nel nostro territorio solo durante l'inverno e in grado di levarsi in volo direttamente a pelo d'acqua, una coppia di svassi già intenta a corteggiarsi...

E poi, come anticipato, un altro avvistamento del tarabuso nella zona delle così dette stoppate e svariati cormorati mal sopportati dai pescatori (dei quali si sono potute osservare le opere ittiogeniche a cominciare dalla nursery in darsena e dalle legnaie) per la loro presunta "ingordigia" e per essere portato di batteri perdendo molto spesso pesce ferito dal becco.  "All'appello" non ha risposto solo l'averla maggiore comunque ben descritta da Giuliana Pirotta, appassionata e appassionante. Sarà per la prossima volta.
A.M.
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