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Scritto Lunedì 06 febbraio 2017 alle 19:41

Merate: fatture gonfiate per abbassare la base imponibile, in aula parola alla 'Gdf'

Hanno per oggetto la cessione di spazi pubblicitari situati sulla carrozzeria di vetture sportive da competizione alcune delle presunte fatture "gonfiate" - come le ha definite stamane in aula il maresciallo Mauro Quadri della Guardia di Finanza di Cernusco Lombardone - emesse da sette realtà con sede legale a Roma all'epoca dei fatti nei confronti della Poker Project e la Cauduro Racing Team, società meratesi che, in base all'impianto accusatorio sostenuto dal sostituto procuratore Paolo Del Grosso, avrebbero per anni drasticamente abbassato fraudolentemente la base imponibile su operazioni inesistenti e "sovraccaricando" servizi realmente effettuati.
Fabio Cauduro, milanese classe 1963, stamane era presente nell'aula del giudice Enrico Manzi per rispondere dell'accusa di "dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti", ai sensi dell'articolo 2 della Legge sui reati tributari, in qualità di amministratore unico delle due società (una delle quali è stata dichiarata fallita lo scorso marzo).
Il "vantaggio" economico così ottenuto sarebbe stato reimpiegato tramite la Freccia Immobiliare, altra attività riconducibile all'imprenditore coinvolto, in alcune operazioni tra cui figurerebbero lavori di ristrutturazione di un castello in Umbria, con annesso parco e piscina.
È stato il maresciallo delle Fiamme Gialle, chiamato in qualità di testimone, a fornire dettagli sui rapporti tra le due realtà meratesi e le società con sede legale a Roma, caratterizzate queste ultime da una "durata" media di non più di un anno. "Abbiamo cercato di rintracciare i titolari di queste realtà tramite i nostri colleghi nella Capitale, ma molti di loro si sono resi irreperibili. Uno risultava addirittura domiciliato presso la mensa della Caritas. Dei tre che abbiamo contattato e invitato presentarsi presso i nostri uffici, ci hanno risposto in due dicendo di non avere i soldi per il viaggio".
Il maresciallo Mauro Quadri ha descritto una ad una le società laziali che, ha specificato, non hanno mai presentato la denuncia dei redditi. "Dopo alcuni mesi di attività le loro quote venivano cedute a individui residenti in Argentina e le sedi spostate laggiù. Alcuni nominativi, sia degli stranieri che di italiani (tra cui un commercialista romano) risultano emergere in più occasioni nell'ambito di queste "operazioni". Diverse fatture emesse dalle società romane sono state rinvenute tra i file attenzionati dalle Fiamme gialle e rinvenuti delle disponibilità delle due società meratesi. "Le verifiche fiscali hanno preso il via nel luglio del 2013, abbiamo acquisito documenti informatici accedendo ai server e producendone più copie. Abbiamo poi esaminato i conti correnti e i pagamenti contabilizzati. Risulta che verso le "romane" sono stati effettuati versamenti pari a poco più di 2,5 milioni di euro dalla Cauduro Racing Team e per poco più di 2 milioni di euro dalla Poker Project. Ma presso le società non abbiamo trovato i riscontri relativi. Da quanto è emerso, si tratta di operazioni effettive e reali, ma sovrafatturate. Risultano poi assegni pagati nei confronti di terze persone. È emerso con chiarezza che si è verificato un guadagno per le due società" ha spiegato il maresciallo rispondendo alle domande del pubblico ministero e dei due avvocati difensori Marcello Perillo e Beniamino Migliucci.
Alcune di queste hanno riguardato i costi di ristrutturazione del maniero marchigiano, che catastalmente era stato dichiarato come negozio, che risulta tra i beni sequestrati all'imprenditore meratese - unitamente a circa 500.000 € ed una Ferrari - all'esito delle Operazioni "Crazy Racing" e "Poker Racing" coordinate dal sostituto procuratore Paolo Del Grosso e condotte dalla Guardia di Finanza di Lecco.
I lavori di "riqualificazione" della proprietà ad opera della Freccia Immobiliare, come ha sottolineato l'avvocato Migliucci, sarebbero terminati nel 2007, ma altri pagamenti per delle "manutenzioni" - ha specificato il maresciallo - si sarebbero verificati anche dal 2009 in poi. "Le due società meratesi si occupavano della vendita di spazi pubblicitari sulle vetture da competizione, fungendo da intermediari. L'ipotesi emersa dalle indagini riguarda una sovrafatturazione delle operazioni effettivamente rese" ha concluso il testimone.
L'avvocato Marcello Perillo ha sollevato alcune eccezioni in apertura di udienza relativamente all'inutilizzabilità di alcuni dei file e dei documenti presenti nel fascicolo, chiedendo altresì l'eliminazione delle sentenze emesse dalla Commissione tributaria lecchese a carico dell'imputato, poiché non risultano essere passate in giudicato. Il giudice ha disposto l'acquisizione dei documenti ad eccezione di queste ultime.
Il processo a carico di Fabio Cauduro è stato aggiornato all'11 settembre, quando saranno ascoltati alcuni dei destinatari degli assegni estranei alle società coinvolte nell'indagine. Una seconda udienza sarà dedicata invece all'escussione degli operanti.
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R.R.
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