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Scritto Lunedì 09 gennaio 2017 alle 08:54

Lomagna: le scuole ricordano l'eccidio di Valaperta col progetto Oggetti per la memoria


"Cosa vuol dire ricordare? Significa far vibrare le corde del nostro cuore come quello dei protagonisti di quegli eventi. E' importante, quindi, studiare la storia e le sue date sui libri ma anche fare ciò attraverso le emozioni" domenica 8, ha introdotto così Raffaele Mantegazza, professore associato di psicologia presso l'Università Bicocca, il progetto "Oggetti per la Memoria" a cui si sono dedicati negli ultimi mesi gli studenti delle classi 4° e 5° della scuola primaria di Lomagna e di due classi 3° della scuola secondaria di Cernusco Lombardone.


In occasione del 72° anniversario dell'eccidio di Valaperta, in cui quattro partigiani vennero fucilati da un reparto delle Brigate Nere, gli studenti e i professori di queste classi si sono approcciati agli anni della Resistenza in modo non convenzionale: a partire da un paniere di parole, quali paura o decisione, ogni gruppo ha dovuto sceglierne una per inventare delle storie, relative alle parole ma ambientate durante la guerra partigiana del biennio 1943-1945.

A destra in basso Edoardo Vertemati


Ogni vicenda è stata poi abbinata a uno specifico oggetto, emblematico, venendo, infine, trasposta in un fumetto, grazie alla collaborazione della Scuola del Fumetto di Milano. Grazie a questo approccio multidisciplinare e innovativo i bambini hanno potuto studiare le vicende resistenziali, evitando le sacche della retorica e delle cadenzate e vuote ricorrenze. "L'obiettivo era quello di coinvolgere i ragazzi, facendoli immedesimare in quei ragazzi di poco più vecchi che 70 anni fa decisero di opporsi al fascismo. Era un modo per tenere vivi gli insegnamenti della Resistenza, puntando più sulle emozioni che sulle nozioni da imparare" ci ha detto il professore Mantegazza.


Prima di lui dal palco della Sala della Comunità di Lomagna, dove il progetto è stato presentato, anche il sindaco Stefano Fumagalli ha deciso di dedicare il suo discorso alla contemporaneità e al rapporto tra presente e passato. "Di fronte a un'Europa vacillante che torna a parlare di muri e di confini e a personaggi che puntano il dito contro intere comunità, è imprescindibile ricordare a cosa parole simili hanno già portato in passato e mantenere viva la memoria di quelle persone che hanno vissuto e lottato in quel periodo" ha detto il primo cittadino di Lomagna, soffermandosi sull'immagine che "le persone, recatesi al confine tra Lomagna e Casatenovo, si trovavano davanti in quei giorni di inizio 1945: la neve candida si era tinta di rosso per il sangue dei partigiani fucilati e uccisi".


Dopo il sindaco è toccato al presidente della sezione ANPI Brianza Lecchese, Edoardo Vertemati, prendere la parola, soffermandosi soprattutto sull'impegno dell'associazione partigiana in favore della pace tra i popoli: "ricordare l'eccidio di Valaperta sia un monito per lottare contro le guerre e le aggressioni. E' l'unico modo per scongiurare rigurgiti fascisti". Dopo gli interventi di Sindaco e dell'ANPI è arrivato il momento per i bambini di prendere la parola: gli studenti di ogni classe sono saliti sul palco per recitare la loro storia a partire dalla parola chiave scelta e mostrare al pubblico il proprio oggetto emblematico.


l termine scelto maggiormente dagli studenti è stato "decisione" che, come ha ricordato il professore Mantegazza tra una recitazione e l'altra, rimanda "alla scelta di campo compiuta dai partigiani, maturata dalla volontà di opporsi alla violenza e ai soprusi". Oltre al termine "decisione", le classi hanno deciso di costruire la propria storia intorno alle parole "nostalgia", "paura" e "nemico".

Il professor Raffaele Mantegazza


Finiti i racconti ha ripreso la parola il professore Mantegazza che ha concluso con un omaggio alla scuola, agli insegnanti e ai ragazzi: "di cosa parleranno i posteri quando faranno riferimento alla nostra epoca? Dei barconi lasciati affondare nel Mediterraneo ma anche di grandi atti di solidarietà. Ci sono fondati motivi per essere ottimisti: basti pensare a oggi. Nell'ultimo giorno di vacanza, in una giornata fredda che ti invogliava a stare a letto, alle 8.30 ragazzi e professori erano qua, in maniera del tutto gratuita, a provare l'ennesima volta. Per questo mi viene da dire che la scuola fa sì errori ma sa anche fare cose come queste. Indubbiamente è la principale forza di resistenza e democrazia di questo Paese ma deve essere capace per adempiere autenticamente alla sua missione di far vibrare le corde del cuore di questi ragazzi. Deve saperli emozionare".


Con le storie inventate e recitate in pubblico dai ragazzi si è chiuso il secondo appuntamento, dopo il corteo del 3 gennaio, che il comune di Lomagna, insieme alle amministrazioni di Arcore, Bellano, Biassono, Casatenovo, Lomagna, Missaglia e Usmate Velate e alle associazioni ANPI, ANCR e ANMIG, ha voluto dedicare alla ricorrenza del 72° anniversario dell'eccidio di Valaperta.

Alessandro Pirovano
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