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Scritto Giovedì 05 gennaio 2017 alle 12:38

Il gruppo Noi donne all'outlet dei vestiti a Mendrisio. Mandelli (Confcommercio): ''Nessun vero affare, negozi sotto casa danneggiati''

Il prossimo 15 gennaio, un pullman intero partirà da Lomagna con il gruppo "Noi donne", alla volta di Mendrisio con meta il grande outlet dell'abbigliamento.

Un appuntamento che il sodalizio propone ogni anno e che raccoglie il favore di molti che, all'opportunità di una gita domenicale fuori porta in compagnia, unisce la volontà di fare degli affari specialmente nel periodo di saldi. La scelta dell'outlet, però, stride con quanto da anni Confcommercio e le associazioni di categoria dei commercianti vanno "predicando" in merito alla necessità di tutelare i piccoli negozi, realtà non solo produttive locali ma anche con scopi sociali e aggregativi. Dalla persona anziana a quella sola, da chi non ha i mezzi di locomozione per spostarsi a chi si deve appoggiare in tutto e per tutto a degli esterni per gli acquisti, il negozio sotto casa rappresenta un punto fermo nei piccoli paesi come i nostri. E, oggi, ad ammazzare queste nicchie, non solo alimentari, non c'è solamente la crisi ma anche questi grandi centri outlet. Dove, però, non è detto che gli affari siano sempre tali. "Bisogna fare delle distinzioni nette altrimenti si sta parlando di cose diverse e l'acquirente è ingannato" ha spiegato Mario Mandelli, rappresentante di Confcommercio Lecco "Anche i negozi di vicinato possono riservare uno spazio alla vendita di capi delle stagioni precedenti a un prezzo nettamente inferiore. Così come nel periodo di saldi si trova la merce della stagione in corso, a cifre ribassate. Chi va in questi grandi outlet, deve sapere che quanto esposto, secondo la normativa vigente di legge che regola questi centri, è fondo di magazzino, abiti fallati o comunque di vecchie stagioni.
Mario Mandelli
 Di certo non si tratta di campionari correnti, perchè è proprio la legge che lo vieta. Ai consumatori non viene data informazione corretta e così vengono portati in questi centri nel periodo di saldi per acquistare la merce con gli sconti, quando si tratta di roba degli anni precedenti e che nulla ha a che vedere con invece le proposte scontate dei negozi di vicinato. Se pensano di fare degli affari maggiori rispetto a quelli che farebbero stando in casa, si sbagliano di grosso. Aggiungo anche che la professionalità che si trova è nettamente diversa: agli outlet spesso ci sono commessi improvvisati che per tre mesi vendono scarpe e per altri tre vestiti o telefoni. Nel negozio di paese, invece, si ha di fronte una persona con anni di esperienza, che ti sa consigliare sul prodotto e la sua qualità, ti dà consigli dopo avere capito le tue esigenze. È un altro pianeta".
Sulla scelta poi di "gite organizzate" verso queste mete, Mandelli è categorico. "Lo ritengo sbagliatissimo, salvo apprezzare la gita fuori porta per vedere una nuova città. Poi non ci si venga a lamentare se i centri storici sono vuoti, se ci sono troppi negozi chiusi, se le persone anziane non sanno dove andare a comperarsi cibo e vestiario. Così facendo gli esercizi commerciali chiudono ma anche lo stesso consumatore è danneggiato perchè pensa di andare a fare un acquisto vantaggioso e invece non lo è. Se uno compra un capo di abbigliamento a Merate poi può andare a confrontare il prezzo in un altro paese perchè il prodotto lo trova. Negli outlet no. E così non sa nemmeno se ciò che ha acquistato e se è stato un vero affare, perchè non c'è il termine di paragone".
Insomma attenzione a non finire col darsi la zappa sui piedi da soli, e piangere poi senza più possibilità di ritorno.
S.V.
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