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Scritto Giovedì 10 febbraio 2011 alle 23:58

Merate: in aula lo psichiatra accusato di violenza sessuale ai danni di una sua ex paziente

Il reparto di Psichiatria di Merate
E' iniziata alle 15.30 e si è conclusa alle 18 l'udienza del processo che vede imputato l'ex psichiatra dell'Ospedale Leopoldo Mandic di Merate, accusato di violenza sessuale ai danni di una sua ormai ex paziente. Proprio l'imputato, difeso dall'avvocata Serena Cernecca, è stato sentito oggi dal collegio giudicante composto dai Giudici Ambrogio Ceron, Paolo Salvatore e Massimiliano Noccelli. Lo psichiatra, nelle due ore di audizione, ha ripercorso tutte le tappe che hanno visto lui e la donna coinvolti in una relazione dapprima medico - paziente e successivamente da persone legate sentimentalmente.
La paziente, secondo il racconto fornito dall'imputato, era stata in cura presso il presidio ospedaliero di Merate, per diversi disturbi, dal 2003 al 2005.
Dal gennaio 2006 al maggio dello stesso anno la donna era rimasta in cura presso lo psichiatra meratese che la riceveva presso il suo studio, in forma privata.
Durante gli incontri l'imputato ha ammesso di avere avvertito come dentro di sé qualcosa stesse cambiando. Per anni la fase "transfert" era stata superata con successo. Ma i problemi erano arrivati quando, secondo il racconto dell'imputato, i suoi ritorni a casa dopo le sedute con i pazienti, si erano fatti più complicati e carichi di turbamento.
Non riuscendo definitivamente a trattenere queste sue emozioni aveva deciso di parlare con chiarezza alla paziente, sottolineando la necessità di interrompere da subito il rapporto professionale che si era andato creando. L'imputato aveva suggerito alla donna di trovarsi un altro psichiatra, non riuscendo più a curarla per via del sentimento che stava nascendo.
Concordemente con la donna, almeno secondo quanto asserito in aula, il loro rapporto medico era stato ultimato mentre aveva preso l'avvio quello sentimentale. I due avevano iniziato a vedersi di nascosto, senza che i rispettivi coniugi ne fossero a conoscenza, per un anno e qualche mese. Spesso s'incontravano presso un agriturismo della zona per consumare i loro rapporti sessuali mentre nessun rapporto era avvenuto all'interno del reparto di radiologia. Gli incontri, secondo lo psichiatra, erano avvenuti sempre al di fuori del presidio ospedaliero.
Il rapporto fra i due si era concluso nel momento stesso in cui l'imputato aveva comunicato alla donna di non voler più andare a vivere con lei. Era il 13 agosto. Il processo ora è stato rinviato al 24 marzo prossimo
Simone Bonfanti
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