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Scritto Martedì 29 novembre 2016 alle 18:22

Parco Adda Nord: Calvi propone la grande ''macro-area'' con il Barro e Montevecchia

Un'immagine del Curone
"Per me è chiaro che la nostra massima priorità deve essere data nei prossimi due anni a tutte le attività previste dalla riforma, attività che dovremo gestire con gli altri soggetti presenti nella nostra marcro-area che comprende sommariamente - oltre a noi [Parco Adda Nord n.d.r.]- il Parco dei Colli bergamaschi, il Parco Adda Sud, il Parco del Serio, il Parco di Montevecchia e della valle del Curone, il Parco Monte Barro, oltre a a tutti i PLIS, i parchi naturarli, le riserve naturali, i monumenti naturali e i siti di Rete Natura 2000 compresi tra questi Parchi"

Lettera ai Sindaci del presidente del Parco Adda Nord Benigno Calvi.   E' questo uno dei passaggi contenuti nella lettera che nei giorni scorsi il presidente del Parco Adda Nord Benigno Calvi ha inviato ai Sindaci e ai rappresentanti degli Enti soci con l'obiettivo di fare il punto della situazione sulla nuova Legge Regionale che riorganizza le aree protette.       
Poche righe nelle quali di fatto si ribalta quanto era stato comunicato ufficialmente dal Pirellone che il 15 novembre in un comunicato stampa scriveva chiaramente che le nove macro-aree (singole porzioni del territorio regionale, al cui interno sono individuati uno o più ambiti territoriali, esse costituiscono il riferimento per la progressiva aggregazione tra ambiti) nelle quali collocare i 24 parchi regionali (di cui 13 naturali), 66 riserve naturali, 33 monumenti naturali, 101 parchi di interesse sovracomunale e 202 siti di "Rete Natura 2000" erano già state disegnate.        
Scriveva Regione Lombardia: "Queste le macro aree: la prima comprende i parchi di Campo dei Fiori, Pineta, Spina Verde, Groane, Valle del Lambro, Montevecchia e Valle del Curone, Bosco delle Querce; la seconda Grigna Settentrionale e Monte Barro; la terza Orobie Valtellinesi e Orobie Bergamasche; la quarta Alto Garda Bresciano, Adamello e la parte lombarda del Parco nazionale dello Stelvio; la quinta il Parco regionale del Mincio; la sesta Oglio Nord, Oglio Sud e Monte Netto; la settima Adda Nord, Adda Sud, Colli di Bergamo e Serio; l'ottava il Parco Agricolo Sud Milano e Nord Milano; la nona il Parco naturale lombardo della Valle del Ticino".              
Per i lecchesi il destino sembrava già segnato. Ogni Parco avrebbe intrapreso una strada diversa: quello di Montevecchia e della Valle del Curone sarebbe finito nella macroarea 1, il Monte Barro e le Grigne nella 2, l'Adda Nord nella 7.              
Ma la lettera di Calvi lascia intendere che il disegno di Regione Lombardia non è l'unico su cui si sta ragionando, e rilancia di fatto una grande macroarea che comprende la fascia pre-orobica dai Colli Bergamaschi al Barro oltre che l'intero corso del fiume Adda da Lecco al Po'.

Benigno Calvi
"Il mio mandato si configura oggettivamente come una presenza di passaggio e di traghettamento ad una nuova versione del Parco che uscirà  alla fine di un percorso di circa un paio di anni come previsto dalla Legge regionale" continua ancora Calvi nella sua lettera Il neo-presidente ha quindi indicato quali che saranno le prossime mosse per affrontare questa fase di transizione: - incontrare prima di Natale tutte le Amministrazioni presenti nel Parco per condividere sia lo stato dell'arte sia gli impatti della riforma. - delegare responsabilità all'interno del Consiglio di Gestione per garantire la massima efficienza ed efficacia della normale attività quotidiana della macchina organizzativa del Parco pur in presenza deoo sforzo straordinario, strategico e complesso richiestoci dalla legge - creare un team che seguire tutte le nuove attività derivanti dalla Riforma - iniziare al più presto i contatti con i partner della nostra macroarea - mantenere costantemente informativi tutte le amministrazioni socie del parco, il consiglio ed i dipendenti dell'andamento dei lavori tramite un'apposita news-letter La prima scadenza che si impone agli enti gestori dei parchi è di 5 mesi da oggi per accordarsi su quali e quanti ambiti territoriali ecosistemici (l'unità territoriale di riferimento per l'aggregazione tra parchi e per l'integrazione nei parchi delle riserve naturali, dei monumenti naturali presenti nello stesso ambito, nonché per l'attribuzione ai parchi della gestione dei siti di Rete Natura 2000) prevedere nella propria macroarea e quali obiettivi e parametri gestionali darsi per definire e misurare la prestazione ambientale di ogni singolo ambito.  "Ce la faremo?" si chiede infine Calvi. "Sono certo che sì, a condizione che si recuperi al più presto un vero e proprio spirito comunitario e che si lavori come un'unica grande squadra nel rispetto delle responsabilità, capacità, professionalità e ruoli di ciascuno. E' una grande e complessa sfida che oso vedere come una imperdibile opportunità per mostrare tutto quello che di positivo il Parco ha prodotto nei suoi oltre trent'anni di vita".  
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