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Scritto Giovedì 17 novembre 2016 alle 18:26

Novate: ristoratrice oltraggiò i finanzieri durante un controllo. Ma in udienza nega

Due versioni dei fatti che non collimano in molti punti, tanto che il pubblico ministero ha faticato non poco a ''mettere insieme i pezzi'', stamani in aula, rispetto a quanto accaduto nel 2015 presso una trattoria di Novate, situata a poche centinaia di metri dall'ospedale Mandic.
Al cospetto del giudice onorario Guido Lomacci è infatti proseguito il procedimento penale che vede imputata Antonella Ornago, classe 1982, titolare del pubblico esercizio meratese, chiamata a rispondere di una serie di reati: resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, nonchè lesioni personali, oltre alle circostanze aggravanti.
Al centro dei fatti un'accesa discussione che la ristoratrice avrebbe ingaggiato con gli uomini della Guardia di Finanza di Cernusco, tanto da - secondo il quadro accusatorio sostenuto dalla Procura lecchese - mordere al braccio uno dei ''graduati'', costituitosi parte civile nel procedimento.
Una tesi che tuttavia l'imputata ha respinto stamani in aula quando, sottopostasi ad esame come richiesto dal pubblico ministero, ha convintamente negato di aver aggredito uno dei finanzieri e persino di averli ingiuriati, come indica invece uno dei capi di imputazione contenuti nel fascicolo penale a suo carico, nonchè dagli esponenti delle Fiamme Gialle intervenuti nella trattoria per un accertamento di natura fiscale. Un cliente, reduce da un pranzo nel locale meratese, era stato infatti fermato dai finanzieri che gli avevano chiesto di esibire lo scontrino rilasciatogli dall'esercente. Non avendolo con sé, il controllo si era poi spostato all'interno della trattoria, dove la donna aveva mostrato alle forze dell'ordine la ricevuta che a suo dire, il cliente aveva dimenticato sul bancone. L'importo indicato però non corrispondeva alle dichiarazioni rese dall'uomo e così i finanzieri avrebbero avviato un accertamento di natura fiscale ai danni dell'esercizio commerciale. Una condotta che aveva però creato parecchio malumore, tanto che alcuni clienti si sarebbero schierati in difesa della commerciante. Gli animi, decisamente caldi - con la donna che avrebbe dato in escandescenza - avevano indotto gli operatori a chiedere l'intervento sul posto del luogotenente Maurizio Di Blasi, comandante della tenenza cernuschese, con l'invito rivolto alla meratese di seguirli in caserma per gli accertamenti di rito, stante anche il fatto che non aveva con sè un documento d'identità, necessario alla procedura di identificazione. Se per i finanzieri la ristoratrice si sarebbe rifiutata di consegnarglielo, la Ornago ha riferito stamani di aver chiesto la possibilità di recuperarlo presso la propria abitazione, poco distante dal locale.
Durante il proprio esame l'imputata - difesa dall'avvocato Francesca Allegra - ha negato a più riprese di aver aggredito e ingiuriato le Fiamme Gialle, sostenendo invece di essere stata spinta all'interno della macchina da uno dei finanzieri intervenuti. Gli insulti invece, sarebbero stati proferiti da alcuni clienti, intervenuti in sua difesa. Versione quest'ultima, confermata anche dalla sorella della donna, tra i testimoni della difesa escussi stamani in aula. ''Era molto arrabbiata ma non ha spinto nessuno'' ha dichiarato la teste, raccontando di trovarsi in cucina al momento dei fatti, ma di essere stata richiamata dalle urla provenienti dalla sala e successivamente, dall'esterno del locale. ''Lei voleva spiegare la questione della ricevuta, ma i finanzieri non sentivano ragioni. L'hanno accompagnata verso la macchina e poi scaraventata all'interno'' ha proseguito la donna, rispondendo anche alle domande poste dall'avvocato di parte civile Viola Nazzareno, costituitasi per conto del maresciallo aggredito. ''Era molto arrabbiata perchè non era la prima volta che venivano fatti questi accertamenti nel locale'' ha aggiunto la sorella dell'imputata, prima di terminare la propria deposizione.
Ben diversa però, come ha ricordato più volte il vice procuratore onorario Pietro Bassi, in rappresentanza della pubblica accusa, la ricostruzione dei fatti operata dalla Guardia di Finanza, costata alla ristoratrice l'apertura di un fascicolo penale - e successivamente di un procedimento - a suo carico. Terminata l'escussione dei testi citati, l'udienza è stata rinviata al prossimo 12 gennaio per il prosieguo dell'istruttoria.
G.C.
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