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Scritto Mercoledì 09 novembre 2016 alle 21:23

Merate non ama i parchi. E si vede.

Massimiliano Vivenzio
Che la Giunta in carica, presieduta dal sindaco Andrea Massironi non abbia un debole per i parchi è un dato incontrovertibile. Giovanni Battista Albani e il suo vice Ernesto Passoni avevano pianificato la “cessione” di 4 degli 11  kmq. al Parco Adda Nord. Ma la successiva Giunta guidata da Andrea Ambrogio Robbiani aveva preferito non perfezionare tale “cessione” limitando a poche migliaia di metri quadrati l’appartenenza di Merate all’area tutelata di 74 kmq. sparsi tra 33 comuni delle province di Lecco, Bergamo e Milano. La Giunta Massironi ha fatto di più: ha annunciato la volontà di uscire dal Parco in quanto il costo è calcolato sul numero degli abitanti e non sulla superficie “protetta”. Per cui Merate si trova a dover corrispondere quasi 21mila euro l’anno (1,44 euro per abitante calcolato sul 70% dei costi generali di funzionamento dell’Ente) pur avendo una porzione piccolissima del proprio territorio dentro i confini del Parco. La dimostrazione di questa volontà è la sistematica assenza alle assemblee. Non c’era il 26 marzo dello scorso anno quando si trattò di deliberare l’ammontare delle quote associative, non c’era la settimana passata quando all’ordine del giorno era iscritto niente meno che la nomina del nuovo Presidente e del consigliere. Si dirà: ma se Merate intende uscire dal Parco Adda Nord è ovvio che non partecipa alla vita associativa. D’accordo, ma allora come si spiega l’assenza anche all’assemblea del Parco di Montevecchia e della valle del Curone chiamata a discutere di variazioni di bilancio e, soprattutto, del futuro dell’Ente alla luce della riforma in fase di esame presso la Commissione regionale competente? Si spiega – dicono alcuni consiglieri comunali – col fatto che l’assessore alla partita, Massimiliano Vivenzio, non ha tempo di partecipare e, per di più, informa i colleghi dell’assenza all’indomani della seduta.  Come dire, non vado io ma non ci va nessuno. E, sarà o non sarà così, resta il fatto che la delega non la concede ad alcun collega. Morale: Merate che voleva tornare ad essere il comune capofila del circondario, finisce per essere il pierino del territorio, anche quando sul tavolo c’è un tema di straordinaria importanza come la tutela dell’ambiente. Si dirà: l’ambiente lo tutela il Piano di Governo del Territorio. Giusto. Ma limitante. Perché un conto è il mantenimento delle destinazioni agricole, un altro è la loro valorizzazione. E per ottenere questo scopo occorrono risorse. L’esempio della riserva lago di Sartirana è quanto mai illuminante: il degrado avanza giorno dopo giorno ma la Giunta non trova 150mila euro per arrestarne l’avanzata. Di sicuro nel sito di interesse comunitario non si edificherà nulla ma di questo passo non ci sarà neppure qualcosa da ammirare.
E allora torna la domanda: se della riserva non interessa nulla (questo è il terzo “aggiustamento” di bilancio privo di stanziamenti a favore del lago), se il suo responsabile politico vede le aree protette come il diavolo l’acqua santa e se, infine, i soldi non si trovano mai perché non “cedere” tutta l’area sotto la gestione del Parco del Curone? Almeno Mascheroni qualche finanziamento lo trova, ha fantasia, si impegna a titolo del tutto gratuito, conosce leggi, regolamenti, persone e opportunità; ha gestito l’Ente parco negli ultimi 15 anni con mano ferma e testa lucida; qualcosa di più farà sicuramente per la riserva di Sartirana. Anche da presidente emerito, dato che a fine anno decade dalla carica.
A proposito, Merate ha in testa qualche nome da proporre per la successione, giusto per non rimediare la solita figura del ragazzo di bottega?
Ultima annotazione di carattere personale: egregio avvocato Vivenzio, congratulazioni per l’elezione a membro dell’importantissimo Consiglio di Rappresentanza dell’Agenzia di Tutela della Salute “Brianza” e complimenti a tutta Comunione e Liberazione che si è liberata della concorrenza (modesta) di J.P. Tomalino e di quella (distratta) della Lega Nord. Ma con questo nuovo incarico come farà a gestire l’assessorato all’urbanistica di Merate e sostituire il Sindaco quando si allontana dalla città? Già le imputano qualche assenza di troppo anche alle sedute della Giunta; alle assemblee dei parchi abbiamo visto prima non ci va proprio, non è che farà notare anche la poltrona vuota ai colleghi del CdR dell’ATS? Lasciare qualche incarico no eh? Almeno nominare un delegato per i parchi? Osiamo darle un consiglio: faccia sua la mitica battuta pronunciata da Roberto Maroni nell’ottobre del 2012: “Per me, un culo, una sedia”.
Claudio Brambilla
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