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Scritto Lunedì 17 ottobre 2016 alle 21:14

Cernusco: stradino a processo per truffa. Per l'accusa invece di lavorare dormiva o ''perdeva tempo''

Invece di svolgere le mansioni concordate con l'amministrazione comunale - inerenti principalmente la pulizia di strade e posteggi pubblici - si sarebbe limitato a svuotare i cestini del paese e portare il loro contenuto in discarica di prima mattina, per poi posteggiare il mezzo fornitogli in dotazione al riparo da sguardi indiscreti e trascorrere il restante orario di lavoro al telefono oppure riposando.
L'accusa nei confronti di uno stradino di Cernusco Lombardone è di truffa (ai sensi dell'articolo 640 del codice penale), e parte civile nel processo penale che lo vede imputato è proprio il Comune.
È stato il sindaco Giovanna De Capitani, comparsa stamane in Tribunale di fronte al giudice Salvatore Catalano e al vice procuratore onorario Mattia Mascaro, ad informare i Carabinieri della stazione di Merate del comportamento del dipendente, a seguito di numerose segnalazioni giunte da parte dei cittadini. Conseguenza della sua denuncia è stato un servizio di pedinamento promosso nei confronti dell'uomo da parte degli uomini dell'Arma.
"Dal 13 al 20 ottobre 2014, in base alle disposizioni del comandante, ho seguito unitamente ad altri colleghi il dipendente comunale. Durante tale servizio abbiamo potuto osservare la sua condotta, promossa in maniera sistematica" ha spiegato il maresciallo Francesco Mattei, chiamato a testimoniare stamane. "Prendeva servizio tra le 7.00 e le 7.30, svuotava i cestini del paese e si dirigeva con il loro contenuto in discarica. Una volta depositato, un'operazione che richiede una decina di minuti di tempo, restava in zona fino alle 11.00-11.30, telefonando o aggirandosi all'interno dell'area. Il furgoncino che aveva in uso veniva parcheggiato tra i cassoni della raccolta rifiuti o in un'area verde situata lì vicino, in modo che risultasse nascosto agli sguardi. Poi si spostava presso la scuola primaria, dove era presente un locale adibito a spogliatoio a suo uso, e vi si soffermava fino alla fine del servizio, introno alle 13.00".
Rispondendo alle domande dell'avvocato Caterina Busellu, oggi in aula in qualità di difensore dell'uomo, il militare ha spiegato che il dipendente comunale era rimasto coinvolto in un incidente sul lavoro nel 2011, e che era stato dichiarato non idoneo a svolgere determinate mansioni anche a causa di una allergia alle piante.
Il primo cittadino di Cernusco, che non ha esitato a definire "paradossale" la situazione tuttora esistente in merito al lavoro dello stradino - ancora in servizio - ha spiegato di essere giunta alla denuncia alle forze dell'ordine (nel settembre 2014) a seguito di numerose sollecitazioni ricevute in forma verbale da parte di privati cittadini, nonostante nel luglio del 2011 fosse stato sottoscritto - e controfirmato dal dipendente - un disciplinare di incarico che dettagliava tutte le sue mansioni.
"Mi sono stati mostrati anche dei video in cui dormiva nello spogliatoio comunale" ha spiegato il primo cittadino, che ha preferito non svelare l'identità degli autori. "Il suo orario andava dalle 7.00 -7.30 alle 13.00 -13.30. Tra i compiti quotidiani c'era quello dello svuotamento dei cestini (una trentina) presenti sul territorio, conferendo poi il contenuto all'isola ecologica. Un lavoro da una decina di minuti, trascorsi i quali avrebbe dovuto uscire - non ha infatti alcun ruolo all'interno dell'area, gestita da Silea - e procedere con le sua mansioni, vale a dire nello specifico la pulizia di strade e posteggi". Luoghi che invece, come ha specificato Giovanna De Capitani, rimanevano sporchi. "Abbiamo dovuto istituire una squadra di volontari per garantire il servizio di decoro urbano, grazie a loro e alla possibilità di utilizzare lavoratori di pubblica utilità la situazione in paese è migliorata. E' stato oggetto di un provvedimento disciplinare e sospeso dal servizio per 10 giorni, ma ha sempre negato tutto. Ancora oggi la situazione è paradossale: svuota i cestini muovendosi a 20 Km/h sul territorio comunale, impiegando così molto più tempo del previsto".
Il sindaco cernuschese, rispondendo alle domande dell'avvocato di parte civile Valentina Sgroi, ha specificato come l'imputato lavori unitamente ad un altro operatore ecologico, che si occupa più nello specifico della manutenzione e pulizia dell'area cimiteriale e dei parchi. "Ha a disposizione un altro locale spogliatoio a causa di una "incompatibilità caratteriale" tra i due, mentre quello della scuola è ad uso pressoché esclusivo dell'imputato" ha spiegato il sindaco, che si è detto a conoscenza dell'allergia dello stradino accusato di truffa, ma che il suo lavoro era circoscritto a strade e posteggi, oltre ad incarichi di natura occasionale come la posa di segnaletica.
La sospensione di 10 giorni dal servizio è stata confermata dal dottor Danilo Villa, responsabile dell'ufficio tecnico dal 1981. "A me non sono giunte segnalazioni dirette da parte dei cittadini sull'operato dello stradino, le problematiche mi sono state riferite dal sindaco e da un'assessore". Elisabetta Carta, che ha ricoperto tale ruolo fino allo scorso giugno, ha spiegato di essere stata l'unica in giunta ad aver messo per iscritto una segnalazione specifica sulle presunte "mancanze" dell'operatore ecologico, mentre altri avrebbero evitato di esporsi "per non avere guai". "La condotta di quest'uomo si ripercuote sull'intero territorio, e lo dico da cittadina. L'unica cosa che fa è svuotare i cestini".
Il processo è stato rinviato al 6 febbraio 2017 per ascoltare i testimoni della difesa e l'esame dell'imputato.
R.R.
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