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Scritto Venerdì 07 ottobre 2016 alle 18:27

Imbersago: infortunio alla Albea nel 2011. Il giudice vuole una terza perizia tecnica

Dopo aver sentito i consulenti della difesa e la loro argomentata memoria, il giudice Enrico Manzi ha deciso di voler fare un ulteriore approfondimento, disponendo "una perizia medico legale per accertare l'effettiva durata della lesione patita dalla parte offesa".
Enrico Manzi
Il prossimo 19 dicembre alle ore 11 ci sarà dunque la nomina con l'affidamento dell'incarico ad un medico legale, con una specializzazione in ortopedia. La vicenda, che vede imputato il signor G.B.B. per lesioni personali colpose, riguarda un infortunio sul lavoro accorso ad una dipendente di Albea il 12 agosto 2011. In quell'occasione l'operaia addetta all'assemblaggio della plastica e all'inscatolamento dei prodotti, si era avvicinata alla macchina PIL14 per la pulizia di fine turno. "Ho messo il piede sulla pedana come ho sempre fatto" ha raccontato "quando a un certo punto il pianale è scivolato in avanti e io sono caduta nel vuoto che si è fatto sotto. Era la prima volta che capitava una cosa simile poiché per me era un'operazione abituale. Una collega che mi ha visto sparire di colpo è subito corsa a vedere cosa fosse successo e mi ha trovata incastrata, con ferite al ginocchio e alla mano sinistra. Sono stata medicata e portata in pronto soccorso per gli accertamenti e poi dimessa e sono rientrata al lavoro a settembre". Stando al racconto reso in aula, il macchinario nei giorni precedenti era stato rivisto dal manutentore in quanto a seguito del lancio di una nuova linea la strumentazione era stata alzata e appoggiata su due cilindri mentre la pedana era rimasta allo stesso livello. L'appoggio del piede ne aveva provocato lo slittamento in avanti con la "formazione" del buco e la caduta dell'operaia. Che la macchina fosse stata modificata in altezza è stato confermato in aula da due funzionari ASL, incaricati del sopralluogo mentre sull'elevata qualità dei dispositivi di sicurezza e sulle procedure all'interno dell'azienda ha testimoniato l'allora responsabile delle risorse umane. Uno studio dal punto di vista tecnico è stato dato da due consulenti di parte intervenuti questa mattina che hanno spiegato, nel dettaglio, la velocità di caduta della donna nei 25 cm di vuoto creatisi sotto i suoi piedi dopo che la pedana era scivolta, l'impatto e le sue conseguenze, nonché la non previdibilità di un evento di tale natura. Ai 17 giorni complessivi di prognosi per l'evento traumatico rimediato in azienda, la parte lesa ha dovuto aggiungere anche un intervento alla spalla eseguito presso l'ospedale di Bergamo e che i due consulenti hanno respinto possa essere correlato all'infortunio. Per vederci chiaro ed avere un ulteriore parere il giudice Enrico Manzi si è riservato di nominare un perito.
S.V.
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