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Scritto Venerdì 07 ottobre 2016 alle 08:52

Una scorta non la si nega a nessuno dopo Alfano anche Magdi Allam ''iper-protetto'' a nostre spese

Il 17 marzo 1981, dopo accurate e pericolose indagini con i colleghi Viola e Turone fece perquisire villa Vanda, sequestrando la lista, incompleta probabilmente, degli affiliati alla loggia coperta Propaganda 2, che stava tessendo una schifosa ragnatela sull'intera nazione infiltrando propri uomini nei gangli vitali della politica, dell'economia, delle forze militari, della finanza.

Sempre col collega Turone indagò sull'omicidio Ambrosoli fino a fare arrestare i suoi assassini, successivamente condannati all'ergastolo.

Nel 1992 fu il primo Pm assegnato all'inchiesta Mani Pulite avviata dal sostituto Antonio Di Pietro, cui poi si unì Piercamillo Davigo dando così vita al pool "Mani pulite", la prima imponente operazione di pulizia di un Paese corrotto.

Sono solo tre delle numerose e complesse inchieste condotte dal dottor Gherardo Colombo durante i suoi 33 anni trascorsi nella magistratura, fino al 2007 quando decise di dimettersi "...per risalire fino all'ingorgo principale...".

Ebbene, un personaggio che ha dato un contributo così elevato alla giustizia e alla convivenza civile è arrivato giovedì col treno alla stazione di Cernusco e da lì trasportato con l'utilitaria del preside alla scuola media dove gli alunni di seconda lo aspettavano per ascoltare una lezione di legalità; il rispetto delle regole, anche le più piccole, come la puntualità dei mezzi pubblici, caposaldo del vivere civile.

Prima di lui, con le proprie automobili erano giunti per altre serate e altri incontri numerosi magistrati tuttora impegnati in prima linea nella lotta alla mafia, al terrorismo, alla malavita: Walter Mapelli, oggi procuratore capo a Bergamo, Paolo Storari della DDA di Milano (inchiesta insubria), Salvatore Bellomo (inchieste "Briantenopea", "Clean City", "Infinito" tutte concentrate sulle infiltrazioni della Ndrangheta al Nord), Alberto Nobili (procuratore aggiunto a Milano).

Poi una sera d'inizio autunno arriva a Merate Magdi "Cristiano" Allam, sconosciuto ai più, che si è fatto un nome prima attaccando furiosamente l'islam, ritenendo, come Oriana Fallaci che un islam moderato non esiste e poi facendosi battezzare da Papa Ratzinger, padrino Maurizio Lupi, previa preparazione con monsignor Fisichella. Un politico (?), un giornalista, un "pentito", non di Gesù ("che continuo ad amare come da bambino") ma della chiesa ("nella quale non mi riconosco più", dato che cerca il dialogo e non lo scontro con le altre religioni). Fine di una conversione. Fatti suoi che francamente non si capisce a chi possano interessare. Interessano invece, e molto, le ragioni per le quali Allam gode di una protezione tanto imponente. A Merate è giunto a bordo di una Lancia blindata con due uomini di scorta, seguita da un'altra auto civetta e da diverse radiomobili dei carabinieri. In piazza Italia stazionava persino una pattuglia di carabinieri del gruppo cinofili. Perché non è dato sapere se non per il pericolo generico di un attentato a causa delle posizioni fortemente critiche di Allam verso l'Islam. Ma rischia di più questo signore o i magistrati di cui sopra? E quanto è giustificata la mobilitazione di una sessantina di uomini tra carabinieri, poliziotti, finanzieri agenti di PL per "proteggere" Angelino Alfano giunto a Merate a promuovere il suo libro?

Ecco, finché questa situazione non sarà capovolta togliendo inutili privilegi (in un autogrill abbiamo assistito allibiti all'arrivo di Renato Farina, in arte "agente betulla" con tanto di scorta) a chi non ne ha bisogno e garantire la sicurezza a quanti davvero lavorano in un clima di estremo pericolo, in questa cavolo di Nazione ci sarà sempre qualcosa che non va.

Claudio Brambilla
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