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Scritto Giovedì 08 settembre 2016 alle 16:51

Montevecchia: festa per il sessantesimo di consacrazione religiosa di Suor Cherubina Brivio, delle ''consolatrici''

La sua è stata una unione d'amore quando era ancora giovanissima, solo 15enne, sfidando anche il detto popolare che alle ragazze cagionevoli di salute ("te se rensciada" le diceva la mamma) il convento non si confaceva e, dunque, sarebbe resistita all'interno di quelle mura poco tempo, più che altro perchè invitata a lasciare spazio ai virgulti più sani.

Suor Cherubina Brivio, all'anagrafe Valentina


Invece a dispetto di tutto e di tutti Valentina ha resistito, anzi quella decisione si è fatta di giorno in giorno più radicata e convinta tanto da tagliare l'anniversario delle sessanta primavere. E di primavere proprio si tratta perché, a dispetto dell'età, c'è ancora la voglia di mettersi in gioco e di ritrovare l'entusiasmo, sotto una forma diversa, che l'aveva spinta a indossare l'abito sacro.

Classe 1938, nativa della frazione di Ghisalba di Montevecchia, Valentina Brivio fa parte di una famiglia contadina numerosa, dove mamma e papà avevano messo al mondo 7 figli (un maschio e sei femmine). Battezzata il 2 aprile del 1938 e avviata alla vita semplice della campagna, Valentina resta affascinata dalle suore di Maria Consolatrice che in paese si occupano della scuola materna. L'idea di seguire le loro orme, di mettersi al servizio della comunità, di curare l'educazione dei fanciulli le scalda il cuore e così il 20 novembre del 1953 entra in convento a Milano. Tre anni dopo fa la prima professione religiosa e il suo diventa un cammino tutto alla scoperta di ciò che Dio le chiedere di realizzare per i fratelli, con l'occhio sempre puntato al cielo. Oggi a distanza di sessant'anni da quel giorno che Suor Cherubina Brivio ricorda "pieno di gioia", l'entusiasmo non si è per nulla smorzato, semplicemente ha mutato nella forma. "Rifarei tutto quanto, con la stessa gioia e la stessa convinzione" ha raccontato la religiosa "voglio vivere con entusiasmo il tempo che mi resta. Questi anni sono stati frutto della chiamata di Dio, nulla è dipeso dalla mia volontà. Non posso che ringraziare Lui che non mi ha mai fatto sentire sola, che mi ha fatto avere una vita piena. Come tutte le persone ho avuto delle difficoltà, ma la Sua presenza mi ha aiutato a superarle. Serve avere fiducia ed è quello che dico ai giovani d'oggi: fidatevi di Dio, lui vi aiuterà a trovare la vostra strada".



Domenica mattina alle 10.30 la comunità di Montevecchia si raccoglierà in preghiera per ringraziare Suor Cherubina di questi sessant'anni dedicati a Dio e ai fratelli, nella consapevolezza che la sua vita spesa per gli altri, è stata...ben spesa.

S.V.
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