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Scritto Venerdì 28 gennaio 2011 alle 14:59

Mandic: la Rianimazione trasloca nei nuovi spazi e si fa innovativa e ''aperta'' ai familiari

Giovedì 3 e venerdì 4 febbraio avverrà il trasferimento della Struttura di Rianimazione dell'ospedale Mandic di Merate nella nuova sede situata al 5° piano del Padiglione C, sotto le nuove sale operatorie in fase di allestimento e all'interno di quello che diventerà il "blocco chirurgico" dell'intero nosocomio.
I nuovi spazi ricavati per la Rianimazione, grazie ad un intervento corposo, rappresentano un passaggio significativo per l'Ospedale di Merate. La struttura disporrà di dieci posti letto accreditati, di cui uno destinato al day hospital.

Un dettaglio della nuova ala destinata alla Rianimazione


La nuova opera ha consentito una razionalizzazione a 360 gradi dei luoghi agiti da operatori e pazienti e ha fornito l'occasione per rinnovare parte della dotazione strumentale del reparto, acquisendo ad esempio 4 respiratori di ultimissima generazione.
Il layout del nuovo reparto, disposto su una superficie di circa 600 mq, è stato studiato per permettere un utilizzo più logico rispetto al passato di tutti i percorsi interni, dal punto di vista igienico - sanitario. È previsto nelle prossime settimane, un rinnovamento completo dell'arredo del reparto e l'acquisizione di una nuova centrale di monitoraggio dei pazienti (compreso le postazioni presso i singoli letti).
Il dottor Marco Rataggi
In prospettiva è in programma l'adozione della cartella clinica informatizzata e si pensa di intervenire per ampliare ulteriormente gli orari di visita dei familiari, oggi compresi in due fasce dalle 12.30 alle 14.00 e dalle 18.00 alle 20.00. I tecnici e la letteratura definiscono "rianimazione aperta" strutture con queste ampie finestre destinate alla visita parenti. Una peculiarità estremamente positiva, quest'ultima, al pari della Rianimazione del Manzoni e all'avanguardia rispetto a molte altre strutture analoghe della Lombardia.
Il reparto, diretto sino al dicembre del 2010 dalla dottoressa Modestina Grassi e oggi retto nel ruolo di primario facente funzione dal dottor Marco Alberto Rataggi, impegna 22 infermieri (oltre a 6 ausiliari) e 11 medici. L'anno scorso sono stati complessivamente quasi 400 i pazienti ospitati in terapia, di cui circa 80 in day hospital.
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